TORINO FOOD

martedì 21 aprile 2009

Vedete questa bella immagine? Recita " No kappa - Io scrivo in italiano".  Magari non farò (più) parte dei giovani che scrivono "sei" (cioè voce del verbo essere, seconda persona singolare, tempo presente, modo indicativo) con un "6" o che scrivono "che" (il quale) tramite un Ke, ma in fondo perchè dovrei farlo? Il mio vecchio "ottimo come forma e contenuto " regolare che prendevo al liceo in italiano e  latino me lo impedisce. E ora ho trovato un libro, in realtà non sulla lingua italiana ma sulla scuola italiana, interessante e amaramente vero. E' di Paola Mastrocola e si intitola "la scuola spiegata al mio cane".  In una pagina leggo: "Io non voglio vivere in un mondo dove la metà della gente scrive " un po'  " senza apostrofo e l'altra metà lo scrive con l'accento!" L'autrice, una insegnante torinese , si riferisce in realtà alla letteratura italiana, che però non può non prescindere dalla lingua italiana, dalla corretta lingua italiana. Ricchissima, con mille sfumature e sfaccettature,  così lontana da quell'inglese di cui ci andiamo vantando di saper parlare, capire, utilzzare, che poi non è neanche "vero" inglese, perchè ripulito da tutte quelle forme idiomatiche o altre particolarità che,  quando le sentiamo pronunciare da un Vero inglese non ci capiamo nulla: parliamo un semplice inglese internazionale (come se l'inglese non fosse già abbastanza semplice, di per sè), da lavoro, modellato su una sintassi molto semplice (pardon, avrei dotuto scrivere "essenziale" o "efficace"), con un vocabolario settoriale (del settore che ci riguarda, nel 99 per cento dei casi il settore è amministrativo o commerciale) e con un accento alla Sandro Paternostro (pace all'anima sua!), cioè senza un minimo della nenia, un po' noiosa, tipica dell'inglese vero. Un inglese finto! E ne andiamo pure fieri! Quando Claudio Baglioni era ancora un po' borgataro, cantava una canzone che diceva "viva l'Inghilterra, ma perchè non sono nato là..". Ecco, mi sembra che ci facciamo la figura di tanti piccoli borgatari  che sognano la mitica Avalon, dei poveracci, ecco. E già Carosone cantava "tu voi fà l'Americano, ma sei nato in Italyyy...sient'a mme, nun ce sta nient'a fà, okkey napulita'.."

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