TORINO FOOD

sabato 16 maggio 2009


Oggi è il mio compleanno e, oltre a ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri grazie a Facebook, ho anche deciso di festeggiarlo degnamente con il mio bambino, per quanto ancora leggermente moribonda a causa di qualche linea di febbre, spero non suina.
E così mi cimento con la pasta fatta in casa, le orecchiette, che mi è venuto lo sfizio di provare a fare. Ebbene sì, care amiche con blog di cucina, io non sono "del mestiere" come voi, a ma anche a me è sempre piaciuto pacioccare con salse et intingoli, e quindi mi metto di buona lena a preparare le suddette, rigorosamente con acqua e farina di grano duro: eh, sì, mica farina 00 tenera tenera con cui si preparano tonnellate di tagliatelle e tagliolini, morbida e "docile al comando" ("docile al comando" è in realtà una espressione usata nelle aziende dalla funzione personale quando si vuole descrivere una risorsa, alias un impiegato povero cristo: uno dei parametri principali è appunto "docile" o "non docile" al comando; lo so perchè una collega che ha il marito che lavora, appunto, in quella funzione, me lo ha spiattellato!)! E quindi, dicevo, farina di grano duro: un mattone, impossibile da lavorare, e oltretutto, mentre con un pezzo di pasta si terminano appunto, le orecchiette, l'altro pezzo diventa un piccolo blocco di cemento a presa rapida: un incubo! Comunque, una volta terminata l'impresa, comincia il bello: voglio fare al mio bimbo, Gabriele, un buon sughetto, magari di pomodoro e panna, ma...ecco: devo aprire una confezione di pelati, usarne una porzione, in quanto io e lui insieme facciamo in tutto una porzione, e avanzare il resto, che languirà tristemente in frigo finchè non verrà coperto di muffa e poi, allora senza patemi, verrà buttato nella spazzatura. Per non parlare della panna, poi: quella, il passaggio in frigo manco lo fa, troppo deperibile, una volta aperta, bisogna in qualche modo ingozzarsela tutta subito, in gironata; e così quello che doveva essere un pranzo di festa è guastato dall'ombra o dello spreco, alla faccia dei poveracci che muoiono di fame, o dell'ingozzamento forzato.
Ma perchè diavolo non esistono confezioni di cibo monoporzione? O meglio perchè sono così poche? Perchè, con il dilagare delle "famiglie monoparentali" (modo molto politically correct che indica quelle famiglie dove in pratica c'è solo la mamma ad accudire il pupo; i papà monoparentali sono praticamente inesistenti), i produttori di cibo continuano a tararsi solo ed esclusivamnte sulle porzioni per quattro persone? Ma alla tv, queste persone, vedono solo pubblicità del Mulino Bianco? Persino le ricette di cucina sono sempre e solo "per quattro persone". Sì , certo, non essendo del tutto gnocchi in matematica, anzi, semplice aritmetica, facciamo le debite proporzioni, ma le ricette così non quagliano: come si fa a suddividere un uovo in quattro??
Così, fonderò un partito per le porzioni monodose al supermercato! Sono aperte le iscrizioni.

4 commenti:

  1. Prima di tutto BUON COMPLEANNO anche sul blog e non solo tramite facebook ed sms!!! Che Donna...scrittricee, cuoca e lavoratrice indefessa!!! Però cara Cin devo eccepire sulla fine dei pelati e della panna da cucina!!!
    Esiste il freezerrrrrrrrrrrrrr!!!!
    La panna puoi surgelarla e anche le 3 porzioni di orecchiette che non utilizzi!! e i pelati si conservano molto bene nei barattoli di vetro!! santo belino gastronomico!! :0)
    Paola

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  2. eh si...ma sai...la roba surgelata non mi piace tantooooo .-)
    lo so, lo so, non è vero, è uguale, anzi, più buona, ecc ecc...MA IO SO GIA' CHE POI LANGUE NEL FREEZER ANZICHE' IN FRIGO E LA FINE è SEMPRE QUELLA ..LA RUMENTA ( omaggio a genova!)..
    Grazie proprio degli auguri paola.. in effetti da quando non lavoro dalle 3 in poi faccio un sacco di cose utili!! il lavoro è la morte civile!!

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  3. Auguroni,di cuore buon compleanno.

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  4. polpettina grazie,anche tu ti sei ricordata! gli anni passano, e io scrivo cazzate!.-)

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