TORINO FOOD

lunedì 14 febbraio 2011

LA MACCHINA DEL PANE....MA FA IL PANE BUONO??

E allora diciamocelo (sì, lo so che è lo stesso incipit del post "la torta peggiore del mondo", ma è l'inizio dei post polemici!)
E quindi...allora diciamocelo!
Diciamo che, prendendo spunto dall'ultimo post di Chicca sui corsi di cucina, ho deciso di parlare anche io di ciò che rimuginavo da un po', cioè da quando ho utilizzato l'ultima volta la mia macchina del pane. Infatti, avrete certamente notato che da qualche anno a questa parte, oltre alla mania della cucina, è sbocciata anche la mania...del pane! Sì, del pane, proprio. Solo 10 o 15 anni fa, il pane era considerato un prodotto ovvio, sottinteso, quasi necessario, e nessuno si sognava di glorificarlo con olivette taggiasche dop o nocciole Tonda Gentile delle Langhe o di qualsiasi altro surplus: era pane e basta, si comprava dal panettiere, che ci metteva nel sacchetto una fragrante pagnottina o un croccante filoncino (ah, già, non si usa più, dimenticavo, ora tutti i filoncini si sono trasformati in baguettes!), e si andava a casa. Stop. Il mestiere di panettiere non era neach'esso glorificato (so bene che vita faceva il padre di una fra le mie più care amiche, panettiere storico di Torino), era solo un lavoro duro che non aveva alcuna pretesa di fornire prodotti d'élite o di somigliare ad un atélier di moda. Ora invece è diverso: è tutto un fiorire di corsi per panificazione, tutti si vogliono fare il pane in casa - cosa che appunto, una ventina di anni fa era considerata da "non abbienti" o da persone ancora troppo legate a delle origini contadine - e soprattutto è diventato un must avere Lei, la macchina del pane!! E ovviamente, da buon bue, ce l'ho pure io. La prima volta che l'ho aperta, ho letto il libretto delle istruzioni: "avvertenze: il pane che produce questa macchina non è il pane del fornaio ma un prodotto diverso". Ah....e cosa sarebbe? Comunque, non mi lascio smontare e attacco con la preparazione di un "pane classico", aspetto 3 ore e mezza e sforno. Ne viene fuori un pagnottone massiccio e compatto, che ricorda un misto tra un pan carrè ed un mattone e...se devo essere sincera, oltre l'aspetto, anche il gusto è un po' da.. mattone: Massiccio, compatto...certo, bello caldo, appena sfornato è ottimo, e va giù che è un piacere, ma già solo il giorno dopo, devo dire che io fatico a buttarlo giù, mi allappa la bocca, è troppo massiccio e compatto. E questo sarebbe il buon pane? Che per renderlo più decente ci dobbiamo aggiungere l'ira di Dio di ingredienti extra? Sinceramente, a me non piace, come non mi piace un mondo dove tutti pretendono di fare tutto e saper fare tutto così, alla carlona, senza basi, dove gli impiegati si trasformano in panettieri e i panettieri si improvvisano pasticcieri. Entrambi con pessimi risultati.
Insomma, per me sapete che cosa è la macchina del pane? Un giocattolo, come da piccola avevo il Dolce Forno (chi se lo ricorda?), divertente, che sforna un prodotto mangiabile comunque, che si può integrare a piacere e che in fondo fa anche risparmiare, visto quanto costa il pane ora, il tutto offrendo un po' di sana gratificazione al panettiere improvvisato. E questi sono pregi che nessuno effettivamente potrà negare ad una onesta macchina del pane.
Ma il pane, il VERO pane, sinceramente, è un'altra cosa! .-)


4 commenti:

  1. Prima di arrivare a concedermi l'impastatrice ho comprato anch'io la macchina del pane ma non l'ho mai usata per cuocere. L'ho sempre sfruttata come aiuto per impastare ma cuocere il pane lì dentro non mi è mai piaciuto. Poi mi son resa conto che per quanti sforzi facessi non sarei mai riuscita ad ottene un pane buono come avrei voluto in termini di cottura perchè il forno di casa purtroppo ha i suoi limiti.
    Un corso di panificazione, tenuto da veri esperti in materia, lo farei volentieri, ma non per la mania di voler saper fare tutto, solo perchè quello dei lievitati è un mondo che mi affascina, vedere la pasta crescere è ogni volta una magia e averla tra le mani è una cosa che mi emoziona. E mi rendo conto di non saperla trattare come si dovrebbe. Questo mi piacerebbe imparare. Buona giornata

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  2. Per il vero pane, ci vuole criscito o pasta di riporto (molto antichi- e si parla di almeno 30 anni-), un bellissimo forno a legna e una vecchia signora anziana esperta e che abbia fatto solo questo in vita sua. Anche io sono molto diffidente della qualità di pane che gira in web, anche nella vita reale è difficile trovare del buon pane. Figuriamoci tra le macchine del pane del web ;) Ciauuuu

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  3. Temo proprio di essere l'unica ad apprezzare il pane della macchina, forse perché sono abituata ai pani degli altri paesi: quello italiano, così "plain", mi sembra un accompagnamento superfluo a cibi che possono essere gustati da soli, mentre quello arricchito lo vedo come un vero alimento... e lo adoro anche dopo tre giorni... ma sono io che sono nata nel posto sbagliato!!!

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  4. Io ho la macchina del pane da almeno 15 anni, inizialmente mi piaceva l'idea si mangiare il pane appena sfornato la mattina a colazione: bastava mettere il timer per l'ora desiderata e, come per incanto il pane era pronto.
    Poi qualcuno mi ha fatto pervenire della pasta madre fatta addirittura dalle sorelle Simili, e da li, prova e riprova, sono riuscita a trovare i sapori della mia infanzia, il pane che faceva mia madre.
    Ma, da quando uso licoli (lievito naturale in coltura liquida) penso di aver trovato il pane che ho sempre sognato di mangiare. Ormai è diventato la mia appendice, non ne potrei più fare a meno, sono licoli dipendente.
    Per l'impasto uso la planetaria, ma come dice Federica, in mancanza si può usare benissimo la macchina del pane.

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