TORINO FOOD

martedì 1 febbraio 2011

CIBO DI SICILIA


"E non sapevo che la leggendaria ospitalità siciliana, famosa in tutto il mondo, si esprime innanzi tutto a tavola. Tina faceva la spola tra la sala da pranzo e la cucina, instancabile.
Fummo sommersi da una serie di antipasti, fra cui ciuffetti impanati, insalata di polpo, seppie al forno, sarde a beccafico, acciughe allinguate, pomodori secchi sott'olio, caponata e poi da quattro primi - pasta con la salsa e le melanzane fritte, pasta al forno, pasta con le sarde, cuscus -, e poi quattro secondi - orata al forno, gamberoni fritti, cozze scoppiate, bistecca con patate -, seguiti da fichi d'India, melone, anguria, e ancora dai cannoli, e dalla fetta moka, e dalla cubbaita, e Gasparino e Tita e Concetta e Antonella ripetevano di continuo a tutti, e specialmente a me, "Mangia, sangu meu! Mangia!", mentre tra un piatto e l'altro si incrociavano i ricordi e i racconti di famiglia, in siciliano stretto farcito di chistu e di chiddu, con mio padre che da quanto capivo intanto che cercavo di fronteggiare le pietanze e i "Mangia, sangu meu! Mangia!" voleva sapere come stavano e cosa facevano amici e parenti e semplici conoscenti...."
(Giuseppe Culicchia: SICILIA, O CARA - un viaggio sentimentale)

Ieri sera ho terminato di leggere l'ultima fatica di Giuseppe Culicchia, scrittore che amo molto (il suo "Il Paese delle meraviglie" è uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi anni, per me). E' un libro malinconico, sono i ricordi dell'autore quando, da bambino, andava in vacanza nel paese di suo padre, nella bella Sicilia, a Marsala, precisamente, "tra amici e parenti e semplici conoscenti", dove venivano puntualmente invitati a pranzi e cene strabordanti di pietanze e di squisitezze, che l'autore rievoca nel suo solito modo comico e ironico. Ma non c'è solo questo; c'è anche il ricordo, la malinconia per le persone legate a quei posti, per l'infanzia, per tutti coloro che ormai non ci sono più e che hanno contributo, nella mente di un bambino, a fare di Marsala un ricordo che fosse molto di più che non una semplice immagine di una terra bellissima e incantata.
Ah, dimenticavo..proprio come in una guida turistica, al fondo del libro sono elencate anche alcune ricette tipiche siciliane, quali la caponata, la pasta con le sarde, la cassata, panini cunzati, il cuscus VERO e non precotto...

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