TORTA CAPRESE di LUCA MONTERSINO







"Mamma, voglio una torta al cioccolato!"
"Ma dai, se ti han sempre fatto schifo, le torte al cioccolato!"
"No, voglio una torta al cioccolato, quando me la fai?!"
Ecco, questo il dialogo che in una torrida mattina di agosto ha cominciato la litania settimanale: Gabriele ha "attaccato" questo strano disco e lo ha ripetuto per una settimana di fila! Strano, sì, perchè a Gabriele, le torte al cioccolato, come a me, d'altronde, non sono mai piaciute, blasonata Sacher compresa, che in fondo è una frittata dolce (tutte le taroccate versioni -essendo la ricetta originale ancora segreta - prevedono un mare di uova) ripiena di marmellata (sai che roba...)! Certo, dalla categoria "torte al cioccolato schife" è esclusa la tartufata di Pfatisch, a Torino, in Via Sacchi che, per quanto non più prodotta con i metodi di quaranta anni fa è ancora un paradiso di crema, di cacao, di morbidezza, ma qui siamo nel campo Paradiso, e non nel campo "torte al cioccolato"!
Cmq sta di fatto che ora, qui, proprio qui, in vacanza, con una attrezzatura cucinifera ridottissima modello campeggio, attacca con 'sta storia della torta al cioccolato! E non demorde!! Insomma, mi prende per sfiancamento, e alla fine decido di mettere fine a questa rogna quotidiana facendo una torta al cioccolato! Già ma ...quale? Non piacendomi, non ne ho mai fatte. Sacher? No, escluso. Torte varie con dentro cioccolati vari "dapprima " (bello, eh, "dapprima"?) sciolti a bagnomaria? Fondenti dal cuore tenero? No, no... Ma ecco! Lampo di genio! Chi mi viene a in aiuto? Ma lui, Luca, Luca Montersino!! Se fa una torta al cioccolato "lui", non puo essere che ottima! E mi metto a cercare! E trovo! E trovo la torta caprese! Mai fatta prima, ma mi gusta: non c'è farina, non c'è cioccolato fuso che, secondo me, dà alle torte al cioccolato quel tipico gusto forte che nè a me nè a Gabriele piace, bensì il cacao, è costituita al 90% da farina di mandorle e burro...ho deciso, sarà la mia torta! E la faccio: buonissima, veloce, semplice, impastino leggero leggero (nel senso di consistenza, eh ;-), imburro, inforno e....sorpresa! Il forno non funziona! Ma come, qui al mare l'ho usato solo, l'ultima volta, ...cinque anni fa, che gli prende, a 'sto scansafatiche?? Provo e riprovo ma nulla, ogni volta che provo ad accendere, salta l'impianto elettrico! Con la torta lì, bella pronta!! E ora che faccio, me la mangio così, cruda? Eh no, ci sono le uova crude, accidenti! Ah, ecco, vado dalla vicina! Ehm..no, ci ho litigato, col mio caratterino, giusto l'anno scorso, me la metterebbe per cappello! E poi lo vedo. Lui. Il forno a microonde. Vecchio e stravecchio, il primo che ho avuto, che, come tutte le cose un po' andate "..lo portiamo al mare, va..". Lo guardo. Mi guarda.. Ci provo!
Sì, lo so che le torte al microonde vengono uno schifo, ma che altro posso fare? Proverò a farla cuocere poco, pochissimo (anche perchè io ho fatto un terzo di dose rispetto a quella indicata in ricetta) e speriamo in Dio. Inforno. Provo dopo 3 minuti...sembra molle, troppo molle. Lascio fino a 5 minuti, tiro fuori.
Vi dico solo che, nonostante io creda che la versione "originale" (20 min in forno normale a 180°) sia ancora più morbida, questa era buonissima, forse persino un po' troppo cotta (sarebbero bastati tre minuti, secondo me, per il mio piccolo stampo da 18 cm). La propongo a Gabriele, già rassegnata a mangiarmela tutta io e..miracolo: "è buona, ne voglio ancora"! Se ne è sbafata un sacco, e l'ha ancora chiesta il giorno dopo!! San Luca Montersino!

POST SCRIPTUM: a distanza di tempo, cioè oggi, ho rifatto la  caprese, cuocendola, come da ricetta di Montersino, per 20 minuti a 180° C nel forno normale di casa. Risultato: morbidissima, umida, pastosa. 
Conclusione: con le ricette di Montersino, non si può sbagliare, in nessun modo.  Nemmeno se non si ha....un forno! :-)



TORTA CAPRESE di LUCA MONTERSINO


Ingredienti:
50 gr di cacao amaro
450 gr di farina di mandorle
300 gr di burro
225 gr di zucchero a velo
240 gr di uova intere
40 gr di tuorlo
Per la montata di albumi:
60 gr di albume
75 gr di zucchero semolato


Esecuzione:
Frullare le mandorle e ridurle in farina.
Montare il burro a pomata e quando è ben montato aggiungere lo zucchero a velo. Sbattere leggermente le uova e il tuorlo, e versare a filo nella montata di burro. Non aggiungere altro uovo sbattuto finchè il precedente non si è incorporato (altrimenti, l'acqua dell'albume fa rapprendere il grasso del burro). Mettere da parte.
Preparare la montata di albumi ed aggiungervi lo zucchero semolato. Incorporare poi il cacao e la farina di mandorle alla montata di burro e uova, mescolando senza timore di smontare. Aggiungere poi la meringa (l'albume montato con lo zucchero) mescolando dall'alto verso il basso delicatamente. Con il sac à poche (io col cucchiaio) mettere il composto in una tortiera imburrata e, volendo, ricoperta da lamelle di mandorle dolci e, partendo dal centro, riempire lo stampo fino a circa metà altezza. Non battiamo la teglia per evitare di smontare il composto. Infornare a 180° per circa 20 minuti; la torta deve restare umida e morbida al suo interno. Rovesciare e servire fredda o tiepida.

Con queste dosi vengono due tortiere, come dice Montersino, da  dodici  porzion , cioè uno stampo da 18 cm di diametro circa.  Io ho dimezzato le dosi, ricavadone  il necessario per una sola torta, e ho utilizzato uno stampo di 22 cm di diametro, quindi ho diminuito di qualche minuto il tempo di cottura,  dato che a diametro maggiore corrisponde minore altezza, e spessore, del dolce.