TORINO FOOD

martedì 27 dicembre 2011

Knedliky con gulash all'ungherese


"Ah, mia nonna, che buoni gli knedliky che mi preparava lei, con il gulash e il suo sughetto, ah, mia nonna, ogni piatto che faceva era buono, poi una volta mi ha fatto una torta a forma di casetta, e poi un'altra...e poi... -- ah, mia nonna!"
Ho conosciuto la nonna di Luca, alias bisnonna di Gabriele, un'arzilla vecchietta con degli occhi che Gozzano definirebbe di un "azzurro di stoviglia", che ha visto la guerra, i campi di concentramento, che ha conosciuto il disprezzo italiano post bellico pur essendo di origine cecoslovacca, di Praga, e non tedesca, infaticabile cuoca di manicaretti per il suo goloso nipote nonchè padre di Gabriele. Da un paio d'anni è mancata, ma devo dire che per Luca è come se fosse viva, da quanto sempre me ne parla, la ricorda, ne ricorda i gesti...in particolare quelli fatti in cucina! ;-)
E quindi mi è sembrata una cosa bella, per questo Natale, cimentarmi con la cucina austro-ungarica e cercare di ripetere le eroiche gesta della nonna Anna. In effetti il gulash non mi ha intimorito molto, in fondo, mi dicevo, non è che un nostrano e ruspante spezzatino, solo con tanta cipolla, paprika e abbastanza brodoso. Quello che invece mi intimoriva erano loro, gli knedliky. "Ma cosa sono, esattamente, 'sti affari che ti faceva tua nonna, 'sti knoffel, 'sti gnoffel, 'sti...", chiedevo a Luca, ricevendone precisissime risposte: "mah, dei cosi, fatti col pane, mi pare...forse anche farina, lievito..non mi pare...cotti in acqua...uovo? mah...insomma, delle specie di gnocchi a fette" Chiarissimo, no?? Insomma, mi documento sui miei vari tomi di cucina; e trovo gnocchi di ogni tipo, gnocchi di pane, di ceci, knodel, alla romana, ma di knedliky manco l'ombra..Allora cerco in rete. E trovo. Su cook, trovo bella bella la ricetta sia di goulash che degli knedliky. E scopro, continuando a girare in rete, che gli knedliky sono di due tipi, o di pane e farina (una farina che corrisponde alla nostra farina di grano duro rimancinata) o di patate, e anche che in Cecoslovacchia e Paesi limitrofi i nostri sono serviti praticamente con tutto, e fanno un po' la funzione di pane. E non sono nemmeno difficili da fare, sono un piatto povero, veloce, fatto in tempi in cui ci si riciclava il pane raffermo con un po' di farina (mentre oggi spesso finisce dritto dritto in pattumiera).
Insomma, li ho fatti. Il primo tentativo, senza lievito, devo dire che ha fatto abbastanza schifo: gnecchi, duri, gommosi, buoni da tirare al nemico. Ma il secondo, riveduto e corretto, è andato a segno! La consistenza, mi dicono, è quella giusta, il gusto pure (dovrò crederci..?;_)
E intinti nel sughetto del gulash devo dire che sono un piatto succulento e moolto gradevole nonchè calorico. E brava nonna Anna! ;-)

p.s. : per la torta a forma di casetta, non ci contate: non ho mai avuto quella pazienza. E poi oggi vendono già gli stampi a forma di casetta...;-)

KNEDLIKY CON GULASH ALL'UNGHERESE

GULASH
Per 4 persone:

mezzo chilo di vitello (taglio per spezzatino) a tocchetti
una grossa cipolla (circa 4/500 gr)
1 cucchiaio di paprika dolce
1 bicchiere di vino rosso (io barbera)
brodo vegetale q.b (circa mezzo litro)
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (o un paio di pomodori ramati a cui avrete tolto pelle, semi e acqua e tagliato a tocchettini)
olio extravergine di oliva
sale e e pepe

KNEDLIKY
dosi per due pagnotte (da tagliare poi a fette):

300 gr di farina di grano duro rimacinata
100 gr di pane vecchio ma non secco
1 uovo intero
mezzo cubetto di lievito di birra
acqua q.b (più o meno la metà del peso della farina)
olio extravergine di oliva
sale


Preparate per primi gli knedliky: tagliate a cubetti il pane vecchio, poi impastate la farina con l'acqua, l'uovo, due cucchiai di olio, l'acqua in cui avrete sciolto il lievito e un cucchiaino raso di sale. Impastate velocemente e, quando l'impasto avrà raggiunto consistenza, aggiungete i tocchetti di pane vecchio. Coprite con un telo e mettete a riposare per circa un'oretta (non devono proprio lievitare, solo riposare: sono o non sono..gnocchi?).
Nel frattempo preparate il gulash;
tagliate la cipolla a fette sottili e mettetla a stufare in una pentola con 4 cucchiai di olio a fiamma bassissima: dovrà diventare trasparente, non dove diventare un soffritto: se tende a dorare, aggiungete qualche cucchiaio di acqua (sarà poi, alla fine, questa crema di cipolla che darà la giusta consistenza al gulash). Dopo circa 15/20 minuti aggiungete la carne infarinata, e fate colorire. Sfumate con il vino e aggiungete poi la paprika e il brodo, il concentrato di pomodoro, sale e pepe se vi piace. Coprite e fate cuocere per circa tre quarti d'ora. Scoprite e fate rapprendere il sughetto a vostro piacimento, piuttosto aggungendo ancora un cucchiaino di farina ma ricordando che la preparazione deve risultare brodosa, più del nostro spezzatino: il sughetto, infatti dovrà andare a ricoprire e intridere gli knedliky.
Intanto portate a bollore una pentola di acqua salata. Prendete l'impasto degli knedliky, dividetelo in due e date la forma di due larghi salami (due pagnottone un po' allungate, praticamente) e buttateli con delicatezza nell'acqua bollente. Fate cuocere per circa 20 minuti, girandoli ogni tanto. Una volta scolati, tagliarli a fette di circa un centimetro.
Servite gli knedlidy a fette con sopra il gulash ed il suo sugo caldo.


6 commenti:

  1. Che brava Cinzia a cimentarti in questo piatto! Io invece ho comprato lacasetta di biscotto all' ikea gia pronta, solo da assemblare col caramello e corare con la glassa! Veloce e facile, proprio da pigrizia prenatalizia!

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  2. Bel piatto, mi piacciono queste preparazioni ricche e sugose :-)
    Per la casetta passo pure io...

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  3. sai che ho mangiato questi gnocconi di pane a Praga e li ho trovati splendidi? proprio con le carni tipo goulash o comunque condite.. ottima alternativa alla nostra polenta, insomma!!
    Ora so anche come farli! :-)

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  4. ah quanti ricordi!!!!! anche la mia nonna mi preparava delle leccornie...quanto mi manca! quel che preferivo erano le quagliette con le patate, il tutto cucinato nel forno della sua stufa a legna. indescrivibile il sapore!!!

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  5. Lodevole intento! dalle nonne c'è sempre qualcosa da imparare!

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  6. questo non ero riuscita a commentarlo, pur avendolo visto affacciarsi, però mi stuzzica si? Amo i gusti insoliti e poi mi piace l'idea del riciclo.. e non li conoscevo questo knedliky.. E penso a mia nonna della quale pensa, parlo pure io nel post di ieri, che non ha mai, dico MAI, preparato una torta o un biscotto nella sua vita.. che vita dura, ste nonne però!
    E infine, BUON ANNO! che sia pieno di cose belle e soprattutto "buone" è il mio leit-motiv di quest'anno :) un abbraccione!!

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