TORINO FOOD

domenica 12 febbraio 2012

LA PIZZA AL PADELLINO DI TORINO





(per la ricetta della pizza al  padellino fatta in casa, vedere questo post)

Torino è cambiata.
L'ho detto, no, in un post precedente (vorrei fare il grazioso link per farvi accorrere immediatamente a leggere anche il "post precedente" ma...non mi ricordo qual è: che blogger da due soldi)?
Comunque, ribadisco, Torino è cambiata.
Bene, direte voi, e a noi...? E soprattutto, cosa c'entra questo con la pizza al padellino? Ma, ancora più importante...CHE COSA E' LA PIZZA AL PADELLINO???
E qui mi riallaccio a Torino. A Torino che è cambiata. In peggio, secondo me, negli anni '70, "pizzamente" parlando; è cioè dall'avvento, appunto verso la metaà degli anni 70, della da me non amata "pizza al mattone". Ora, per tutti, la pizza per antonomasia, la pizza napoletana, la pizza....la pizza! Ma non è sempre stato così. O meglio, non è sempre stato così a Torino!
Fino all'inizio degli anni '70, quando io ero "fanciullina" come Gabriele oggi, la pizza al mattone a Torino manco si sapeva che cosa era. Nè la pizza nè il mattone. C'era solo la pizza. Al padellino, naturalmente. O al tegamino, come dicono alcuni, ma che a me fa venire in mente più due uova che non la pizza, e poi il nome originario è "pizza al padellino".
Non c'erano mega pizzerie come ora, anzi, non c'erano nemmeno tantissime pizzerie, e la pizza (al padellino) si comprava, e spesso si portava a casa, in piccole pizzerie che oggi potrebbero somigliare a delle rosticcerie, dove si preparavano solo pizze al padellino e farinata. Sì, perchè a Torino l'abbinata è ancora cos^: dove c'è la pizza al padellino, fanno anche la farinata! Dove fanno la pizza al mattone, no (meno cento punti già solo per questo).
Ma che cos'è, 'sta pizza al padellino. Anzi: che cosa NON è! NON E' una pizza al taglio di forma rotonda in teglia singola altrettanto rotonda. Non è menchemeno una pizza tipo fornaiobarrapanettiere ma calda. E'..la pizza! Alta, soffice, con un diametro che non supera mai i venti, venticinque centimetri, affondata di formaggio, panosa ma pizzosa, non so come dire. Cotta in umilissimi forni spesso elettrici e non a legna (sì e sì!), non preparata al momento ma solo cotta al momento, prelevata, insieme a tutto il padellino, "da un ..mobile" che penso frigo per non farla lievitare in eterno e poi cotta al momento dell'ordine! Ricordo con vero affetto come ce la davano da portar via, a me e mia nonna, piegata in due (ebbene sì!), in quella carta bianca oleata da dove sprigionava un odore, un profumo di formaggio colante, mentre mia nonna si lamentava che da 450 lire era passata a 500 ed era una vergogna!
E' lei, la mia pizza e di tutti i ..arhg...vecchi ragazzi torinesi. Fino, appunto, ai primi anni '70, quando cominciarono a venire fuori le pizzerie con pizza al mattone: larga, una padellata di pizza, sottile, che più sottile è meglio è, dura, coriacea, che se non la mangi entro 10 minuti diventa una suola da scarpe (tranne rare eccezioni), importata dalla patria della pizza, alias Napoli. E come poteva una umile pizza al padellino, senza natali blasonati, sopravvivere a cotanta nobilitate? Fatto sta che, piano piano, le vecchie pizzerie al padellino, scomparvero,si estinsero, come gli australopitechi (sì, Gabri sta studiando la preistoria). Divennero poche e impaurite, e noi, nostalgici della vecchia pizza al padellino e mai ricredutici, diventammo tutti pezzi da museo, trogloditi che la pizza manco sanno dove sta di casa e che con le papille gustative degne di uno struzzo, dei paria, soli, meschini e abbandonati, come la pizza al padellino.
Ma Torino è cambiata.
Dicevo, ora , da dopo le olimpiadi della neve, Torino va. Vende. Arrivano turisti. Mangiano bagna caoda (leggi bagna cauda). Bolliti misti. Bagnetto verde. E...toh, guarda, c'è una nuova pizzeria al padellino..toh, un'altra... ma che è, tutte 'ste pizze al padellino, ma chi è, 'sta pizza al padellino??
E' un prodotto di Torino, della Torino turistica, e vende, e quindi ben venga il turismo
Quella che vedete in foto è una pizza sfornata da una delle più vecchie pizzerie al padellino di Torino; ora si chiama pizzeria Ideal, ma negli anni..nei decenni precedenti, è stata anche senza nome, ed era a Porta
Palazzo, da dove ha dovuto sloggiare una venti/trentina di anni fa perchè ormai a Porta Palazzo non è più sicuro vivere nemmeno per un Al Capone redivivo.
E ancora sopravvivono comunque a Torino alcune pizzerie storiche come il "cit ma bon" (leggi Cit ma Bun, piccolo ma buono, perchè la pizza al padellino è appunto, piccola) in Corso Casale, come Michele in piazza Vittorio, come Cecchi, come Dessì, Miky e qualche altro intrepido.
Insomma, a Torino stanno tornando le pizzerie al padellino, yum!, come direbbe Francesca, la mia cara amica di Burro e Zucchero, per la quale praticamente ho scritto questo post nonostante sia un po' fuori combattimento, visto che so che legge queste due righe con piacere (;-)
E ..la ricetta? Come fanno questo impasto splendido?
Non lo so...da anni sto dietro (a rompere le scatole) al titolare della pizzeria per farmi svelare il segreto, ma mi sa che lo ha detto solo a suo figlio. Mi dovrò accontentare di andarla a mangiare là, in loco, tanto a casa non riuscirei mai comunque a farla così!









11 commenti:

  1. Me lo ricordo benissimo il post a cui ti riferisci, e sono reduce da una seduta di palestra che giustificherebbe che acchiappassi tutto quello che hai lasciato in foto.
    Ma se vengo a Torino assaltiamo il pizzaiolo per farci dare la ricetta giusta???;-)

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  2. Ciao Cinzia, appena vado a Torino questa non me la perdo! un abbraccio, Alex

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  3. Yum! e anche gnam! cara Cinzia, grazie. Grazie per questo post, che hai voluto scrivere nonostante tu purtroppo non sia in perfette condizioni, sapendo che questo è il mio momento buono della giornata. Mi ha fatto un piacere enorme! I bimbi sono a letto, finalmente, il marito di là a vedersi l'NBA e io finalmente mi sono letta il tuo post, con calma. E anche se sto tocciando un biscottino nel tè mi è venuta voglia di assaggiare la pizza al padellino, meglio se piegata in due nella carta oleata (ho un debole per queste carte e anche quelle marron dei macellai) come facevi con tua nonna (ah, le nonne!) ma ancora meglio (magari!) direttamente assieme a te in una di quelle intrepide pizzerie che hai citato! Grazie per questo ricordo di una Torino "vera", non come quelle piatte recensioni che si confezionano per i turisti. E' bello che i tuoi ricordi non facciano morire quella Torino che hai vissuto e che, credo, vorresti tornasse.. Un bacione!

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  4. Ma noooo, non valeeeee...adesso mi è venuta una voglia incredibile di assaggiare questa, per me sconosciuta, pizza al padellino! Mhmmm e se venissimo in massa li' a Torino e prendessimo d'assedio la famosa pizzeria credi che alla fine cederebbe il suo segreto? eh? chissà ;) baci...

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  5. anch'io ricordo il post della Torino che non è più come prima... come ai tempi del padellino.. che curiosità mi hai messo! Sai, al mio paese c'è una pizzeria, la pizzeria Tre Corone, che da temmpo immemore (credo proprio la metà degli anni 70), fa una pizza diversa da tutte le altre: alta, soffice e molto ricca di formaggio, di condimenti tipo il capriccioso sottolio e il prosciutto. La cuociono in teglie da 50 cm. di diametro e la servono -o la vendono da asporto- in fette/fettone. Da anni questi fanno il pienone del locale, ne hanno aperti altri in paesi limitrofi e se penso ai miei anni delle elementari e delle medie, mi viene una specie di notalgia di questa pizza unica, che coronava i nostri sabati sera in famiglia... che meraviglia queste pizze piene di ricordi!
    Un bacione

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  6. Vale la pena commentare...non tanto per tirare acqua al nostro mulino ma per poter ricordare gli anni in cui si viveva l'emozione della pizza al padellino!
    Sono nato in quegli anni e poter riportare sulla tavola questo tipo di pizza mi inorgoglisce.
    Nonostante tutto non è stato cosi facile, ma per amore e per passione perseguiamo il nostro sogno!
    La pizza al padellino a doppia lievitazione noi la facciamo, ed anche bene...insieme alla farinata solo con extravergine e con tutti i segreti di nostro nonno che involontariamente ci ha lasciato.
    Abbiamo cercato di rappresentare anche l'ambiente, quel tipo di locale con i tavoli e le panche in legno...e forse ci siamo riusciti!
    Siate voi a giudicare quello che per noi e stato un sogno.
    Scusate per l'indicazione di via Montebianco a Moncalieri...di più non diciamo per evitare, da parte di malpensanti, l'idea di voler approfittare di questo spazio per pubblicizzare la nostra attività...a buon intenditor poche parole!
    NOI ADESSO CI SIAMO. Grazie a tutti.

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    1. Anonimo, siete i benvenuti. Di sicuro farò anche io un salto a Moncalieri, in via Montebianco, ad assaggiare la pizza, contateci!.-
      Cinzia

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  7. consiglio x pizza al padellino... POLDO in via DiNanni... da sempre!!!

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  8. Anonimo, conosco Poldo, ovviamente..tra l'altro lavoro proprio in zona ma...io sinceramente preferisco quella dell'Ideal, e di gran lunga. Mio gusto personale.

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  9. fulvio ferrario31 dicembre 2013 05:12

    mi stupisce che nessuno citi Candido, in via Monginevro. Pizze meravigliose, farinata da fuori di testa, prezzi ultrapopolari, personale gentilissimo e amichevole. Un must assoluto........

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    1. Fulvio...forse ci sono andata una volta, e concordo. Anzi, da ri-andarci subito!

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