TORINO FOOD

lunedì 6 febbraio 2012

MADELEINES AL CIOCCOLATO di Luca Montersino


"Ah, le madeleinettes, i dolcetti che Proust ha immortalato con le sue superbe parole di narratore nella "Recherche"..."
Alzi la mano chi, leggendo per il web dei suddetti dolcetti, non abbia anche letto la solita tiritera di Proust e della sua "Alla ricerca del tempo perduto". E oltretutto detto con aria da suputi, da supponenti, da chi si è letto tutta l'opera omnia di Proust, passato alla storia per migliaia di persone ormai solamente per aver parlato dei suddetti dolcetti, 'sto pover'uomo che "magari" era pure un valente scrittore ,-). Io non ho mai letto Proust, forse al liceo non l'abbiamo "fatto", forse non l'ho ehm..."fatto io" di mia iniziativa, insomma, quando leggo di Proust e delle madeleines o madeleinettes mi chiedo se davvero sono l'unica ignorante che non l'ha letto. Sì, è così, giuro, non l'ho letto! Invidio chi ha la fortuna di sollazzarsi con Proust e la sua ricerca del tempo perduto, io che non ho neanche il tempo di lavarmi! E ciononostante, ho fatto le madeleines. Ho tolto loro ogni poesia, o meglio, ogni velleità letteraria riducendole ad un altro tipo di arte, quella esclusivamente pasticciera (sì, con la "i"), che è quella più gli si confà! O meglio, le ho ridotte alla sola arte bianca e non anche a quella letteraria . Brava bravetta, mi sono comprata gli stampini, li ho imburrati e seguendo paro paro la ricetta di Montersino, che è un altro tipo di artista, le ho manufatte. Logico, che abbia preso la ricetta dal nostro, visto che ho il suo ultimo libro, "Peccati di cioccolato" con dedica autografa (hi hi hi), vedi post sulla Gara di Torte (ebbene sì, mi vanto, va...). E ovviamente sono venute ottime, dolci, morbide. So che i puristi mi diranno che non si vedono le classiche "gobbe" ma, presa dall'impazienza, ho accorciato i tempi di attesa in frigo da due ore minimo a....dieci minuti, e nonostante questo si sono alzate comunque un pochino. Scherzi a parte, sapete perchè tra i miliardi di ricette disponibili di madeleines ho scelto quella di Montersino? Perchè mi ha incuriosito il modo di cottura: una botta subito a 210 gradi, poi spegni tutto e riaccendi a 180: il tutto per formare la gobbetta. E sono sicura che, se la prossima volta rispetterò i tempi di attesa, avranno il loro bel gobbone!
Insomma, per queste Madeleines non ho letto Proust, ma Montersino...mi ispirava di più! E penso di non aver sbagliato
ps. e ora vorrei sapere chi si è letto veramente Proust oltre il brano delle benedette madeleines!


MADELEINES AL CIOCCOLATO

INGREDIENTI (per 60 pezzi):

200 gr di uova intere
30 gr di tuorli
140 gr di zucchero semolato
120 gr di farina 180W
5 gr di lievito chimico
150 gr di burro
2 gr di sale
0,5 gr di vaniglia Bourbon in bacche
200 gr di cioccolato fondente
al 70% di cacao

ESECUZIONE:

Portate alla temperatura di 45° le uova intere, i tuorli, lo zucchero semolato, la vaniglia e il sale. Montateli poi fino a raffreddamento, o finchè la massa non sarà densa e spumosa. Unite quindi, a mano, la farina setacciata con il lievito chimico. Completate con il burro fuso a fuoco diretto o microonde, intiepidito.
Imburrate e infarinate gli appositi stampini e riempiteli con il composto (con un sac à poche). Lasciateli riposare in frigorifero per almeno due ore, quindi infornateli a 210°.
Non appena i dolcetti iniziano a crescere sui bordi, spegnete il forno e aspettate, a forno spento, che si alzi la parte centrale, formando la classica gobba. Riaccendete allora il forno a 180° e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Sfornate le madeleines, toglietele dagli stampini e fate raffreddare su una griglia per dolci. A questo punto fate temperare il cioccolato (io l'ho solo fatto scaldare nel microonde con un cucchiaio di latte) e e tuffatevi i dolcetti rivestendoli solo per metà. Lasciate indurire il cioccolato prima di servire le madeleines a temperatura ambiente. Consumatele entro una settimana.

8 commenti:

  1. sono bellissime e.. pure io non l'ho mai letto Proust, ce l'ho intonso nello scaffale, e tale rimarrà, penso. Il vero problema è che nn mai letto nemmeno Montersino, e quello invece manca all'appello. Le madeleines sono sempre chiccose, la loro gobbetta dipende prorpio da questo sbalzo termico.
    Un bacione a presto!
    PS: molta neve da te?

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  2. No, dico. Mi ero appena ripresa dall'emozione di leggere il tuo post di ieri, mi sono già bevuta una tazza di tè e fatta fuori il sacchettino di frollini del Conad, quando appunto volevo dare un'altra sbirciata al tuo blog. Ed ecco un altra ricetta super: le madeleines. Assaggiate da piccola e poi mai più, sempre sentite raccontare, mai provate. Anche io non so chi sia Proust. O meglio. Ho una vaga idea ma niente più, forse il giorno che la prof lo ha spiegato ero malata? boh!
    Comunque, questa sì che è poesia. La tua foto, il tuo post e... la ricetta del Nostro Mitico!!! e fortunata te, lo ripeterò sempre,che l'hai conosciuto, gli hai stretto la mano (gliel'hai stretta, vero?) e hai il suo autografo!!! bacioni!!!

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  3. ps.: anche a me piace molto il "giochino"(leggi:accendi inforna poi spegni e riaccendi ecc...) della cottura in forno per fare la gobba! solo x questo vale la pena di provare!

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  4. Beh, scusa, ma tanto Proust mica ce la scrive la ricetta....quindi via di Montersino ;-)

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  5. Mai letto Proust..sopravvivero' lo stesso..tanto le madeleines si possono fare anche senza averlo letto no? :)) queste di Montersino devono essere davvero deliziose ^_^

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  6. w le madeleines...io le adoro!!

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  7. tranquilla! Non sei l'unica! Anch'io non sapevo di Proust. per me, però, questi dolcetti hanno un significato particolare. Per me, più che il tempo perduto, rappresentano il tempo che non torna più. erano i dolcetti preferiti della mia adorata zia, che purtroppo non c'è più! Grazie per avermi fatto ricordare di lei!

    Buona domenica
    Spery di "babà che bontà"

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