TORINO FOOD

giovedì 8 marzo 2012

CIOCCOLA-TO: in genere lo diserto, ma stavolta..


In genere, cioè quasi sempre, diserto "Cioccola-to".
Forse perchè sono di Torino, e nessuno è profeta in patria, forse perchè i prodotti dei marchi conosciuti ...già li conosco, tipo Caffarel, Venchi, Gobino, Lindt, e non mi va di andarmi a cacciare nel casino visto che li posso trovare tranquillamente in giro per negozi e supermercati, forse perchè una volta che ci sono andata ho assaggiato il cioccolato di Modica e mi ha fatto schifo (scusate cittandini di Modica, tanto, come la focaccia di Recco, avete milioni di altri estimatori col palato più fine del mio), e infine anche perchè non mi sono mai fidata di quelle bancarelle simil artigianali mischiate ai marchi industriali che, nella mia piccola testa, mi davano minor garanzie di asetticità e correttezza dei processi di lavorazione (un po' l'effetto che mi fa il "formaggio comprato dal contadino", e poi vai nella sua malga o cascina e vedi le forme per terra, cani che razzolano insieme alle galline vicino a dette forme e via dicendo..), insomma, fatto sta che tra casino, dejà vu e e diffidenza io e cioccola-to ci siamo sempre elegantemente snobbati.
Fino a domenica. Fino a quando Don Piero Gallo, prete di battaglia qui a San Salvario, finisce la sua predica leggermente più tardi, e così io, Gabriele e suo papà (sì, c'era anche lui, ma la cosa non è importante..;-) ci siamo trovati per strada verso l'una. Una mamma normale avrebbe portato il figlio di corsa a casa per rifocillarlo con un degno pasto, ma a me cosa viene in mente, chissà perchè? Che è l'una. CHe all'una la gente normale, in genere, specialmente la domenica, ha le gambe sotto un tavolo. E che quindi non troveremmo troppi nostri simili randagi in giro come noi! Che quindi potremmo fare un giro vicino al Po, magari in Piazza Vittorio. E che c'è in Piazza Vittorio (Veneto, non Emanuele)? C'è Cioccola-to. Ed ecco che ci siamo finiti. Ormai ci sono, il cioccolato piace a tutti e quindi tanto vale chiappare qualcosa qui, invece che rifornirsi al super, tanto gente ce n'è poca e confusione ancor meno: sono tutti a mangiare, appunto.
E vedo lo stand della Milka, della Nutella, della Caffarel, Lindt, VEnchi e chi più ne ha più ne metta e poi...poi vedo una di quegli stand che nella mia mente ci stanno come il contadino che fa il formaggio in cascina. Lo evito. Ne segue un altro. Evito pure quello. E poi un terzo. Massì, fermiamoci a guardare 'sta roba, va...Certo che c'è cioccolato di tutti i tipi, alla banana, al peperoncino, con cocco, di forme rotonde, ovali a lingotto..ecco...una forma a lingotto attrae la mia attenzione. E' un blocco tipo plum cake, proprio un lingotto di cioccolato, tricolore: bianco, al latte e al latte con nocciole. E' un mega cremino! Certo che bello, è bello. Così massiccio, così cioccolatoso..e vicino c'è un altro mattone, con scritto.."puro gianduja". Per una torinese come me, praticamente un'esca a cui è impossibile resistere. E poi c'è una lastra di cioccolato bianco, il preferito di GAbri, bello consistente. Ma il mattone di cremino mi chiama, mi chiama. E così ..provo. Investo i miei soldini in cremini. Prendo un po' di quello tricolore e un po' di quello al gianduja, e anche un po' di cioccolato bianco per Gabri. Dico al tipo che voglio solo degli assaggi perchè ho pochi soldi. Con 11 euro me ne porto a casa, secondo lui, 15. Ma è simpatico e sembra sincero. Insomma, ho comprato a Cioccola-to, mai successo dopo l'infelice esperienza del cioccolato di Modica. E infatti presagi nefasti attraversano la mia mente, e la mia naturale diffidenza verso l'artigiano moderno o post moderno mi riaffiora prepotentemente in testa. Arrivo a casa col mio cioccolato nei sacchetti di nylon, che col caldo non sono più così lucidi e danno ai miei miseri pezzi di cioccoalto un aspetto ancora più triste e umile. Assaggio, ormai l'ho comprato, tanto vale, no...
Assaggio il blocco di cremino.
E gusto.... la più squisita ambrosia cioccolatifera che io abbia assaggiato negli ultimi dieci anni minimo!
Una consistenza cremosa e vellutata, per un sapore dolce ma non troppo, mitigato dalle nocciole in farina ma non troppo fine, e un gianduja deciso, forte, lontano dallo stucchevole giandujua cui ormai siamo abituati. Mi viene veramente da piangere. E'una leccornia di cui mi chiedo come farò a fare a meno, visto che l'artigiano in questione è umbro (eh, si chiama..l'artigiano perugino!)
Morale della favola: cioccola-to dura ancora fino a domenica: ho il tempo di fare mooolti giri e farmi una lauta scorta di ogni tipo di cioccolato artigianale!
E grazie all'artigiano umbro per avermi fatto assaggiare una delle cose più buone in assoluto, ripeto, degli ultimi anni mangerecci!















3 commenti:

  1. Urca! scappa Cinzia! vedo in lontananza una masnada inferocita di cittadini di Modica+Recco marciare verso di te!! Potresti tenerli buoni sacrificando un pezzo della tua delizia cioccolatosa, ammesso che ne sia avanzata un pò.. confessa sorella: quanta ne hai già mangiata? ma soprattutto quante volte sei ripassata in Piazza Vittorio fra le peccaminose bancarelle? no, non me lo dire, manda giù il boccone prima!! (la mia è tutta invidia!!!!!!) che ha detto Gabri del suo ciocolato bianco?bacioni!!

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  2. carissima Cinzia è sempre uno spasso leggerti ;) vedi che non è mai troppo tardi (e meno male!!) per scoprire un piccolo angolo di Paradiso da cui i nostri luoghi comuni ci hanno sempre fatto fuggire...e per ironia, mentre leggevo il tuo post, cosa stavo mangiando? una stecca di cioccolato milka! ahah!

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  3. Uao!! Quel cremino (cremone!!!) chiama anche me, che solitamente ho occhi solo per il cioccolato bianco, come il tuo Gabriele! Deve essere stata una bella giornata!

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