TORINO FOOD

giovedì 16 agosto 2012

TORTA SBRICIOLATA ALLA RICOTTA E CIOCCOLATO DI BENEDETTA PARODI



Inutile, tra me e Benedetta Parodi evidentemente non c'è feeling. Non ci filiamo, non ci caghiamo, siamo incompatibili, ormai lo so.
Scusami Antonella, so che tu sei una fan sfegatata della Parodi, che hai eseguito tutte le sue preparazioni, che ogni volta che ci vediamo  - e, naturalmente, parliamo di cibo e di cose mangerecce - me la magnifichi e mi racconti le sue prodezze culinarie, e che ora, in quel di ferragosto, mi hai pure stampato la ricetta della torta di ricotta e me l'hai portata qui, in vacanza, nel suo bel lucido nuovo, come una cosa preziosa, e subito me l'hai data,  ma ...alla fine il Fato ci ha messo lo zampino, di nuovo, come ha fatto per la disastrosa torta cioccolatino,   e alla fine è andato tutto in malora.
Quasi.
Quasi nel senso che quando sei arrivata in spiaggia con la ricetta stampata, e mi hai detto quanto era buona, e veloce, e d'effetto, e che assolutamente la dovevo fare, e una volta che ho letto il procedimento, mi sono detta...sì, la devo assolutamente fare!
Senza contare che Luca mi aveva appena detto.."senti, ci fai una torta? Ma...una torta "paciugosa" non asciutta...!"
Grrr!! A Luca, come a Gabriele, non piacciono le tortone da forno che piacciono invece a me, quelle casalinghe, che ora chiamano da "inzuppo"! Loro, becchi fini, amano le torte cremose, con ganaches varie, cremine di cioccolata, panna montata, roba...da pasticceria, laboriosa! Torta dolce economica del ricettario Carli?? Manco a parlarne! Torta di mele?? Mangiala tu, mamma! Torta alle mandorle per la colazione? No, grazie! Capiti i tipetti?
E quindi con questa torta pensavo di aver unito l'utile al dilettevole: paciugosa (termine tutto ligure per indicare impiastri morbidi di qualsiasi tipo, ho capito negli anni, buoni e non, una brodazza di ingredienti ficcati insieme alla bell'e meglio, a manate, così,  senza un preciso ordine mentale fino a ottenere una crema, di qualsiasi genere!), cremosa, a veder lo strato di ricotta tempestata di diamanti di scaglie di cioccolato che è racchiuso al suo interno, ma anche veloce, furba, insomma, da fare!
E infatti l'ho fatta: con le sue belle briciolone di pasta, la ricotta, il cioccolato, bellissima, ecco, la inforno. Accidenti, ho lo stampo troppo largo,  e troppe poche briciolone di pasta, non coprono manco il fondo, altro che ricoprire tutto lo stampo! Accidenti! E ora, che faccio? Mica posso fare una torta ..a buchi! Ah, ma ...aspetta, ora che mi ricordo, c'è quel vecchio stampo in silicone lì nel mobile, mezzo dimenticato. l'ho intravisto ieri. Ventiquattro cm di diametro, perfetto! Travaso due terzi di briciolone nello stampo, schiaffo la crema di ricotta, copro con altre briciolone di pasta e inforno.
Bella, è veramente bella, nel forno, credetemi: con quelle sue briciolone dorate in superficie,  che ora fanno molto "in", un po' disordinate, un po' così, alla moda, spensierate, della serie...sembro sciattona e disordinata e invece sono la più "in" delle "in". E dentro, già pregusto l'interno morbido della farcia alla ricotta e cioccolato, inframezzata da briciole di pasta...Ma ecco, è cotta. Sforno. Tiro fuori la griglia del forno.
Acchiappo con i guanti il bordo della stampo.....
CZZZ ERA QUELLO DI SILICONE!! ACCIDENTI, è TUTTO MOLLE, 'STO CAVOLO DI STAMPO ACCIDENTI,  BRUCIA, CADE, PRENDI DI LA', CADE, BRUCIA, AIUTOOO!!
Splaf.
Caduto.
Stampo molle più torta connessa.
Ricotta, cioccolato, briciole, paciugo. Tutto sul vetro della porta del forno.
Forno nuovo.
La ricotta e il cioccolato hanno formato un tutt'uno con il vetro della porta del forno rovente.
GRRRRRRRRRR!!!
ACCIDENTI  ALLO STAMPO,   AL SILICONE, ALLA RICOTTA E A TUTTO!
Non so se piangere per il forno, la torta o mettermi a ridere.
Passa di lì luca.
Assaggia quel poco dello scempio che si è salvato dallo schifo caduto.
"Ma ...è buonissima!!!"
.....Vittoria di Pirro!
E ...un dubbio: ma l'avrà detto veramente o solo  per compassione visto lo stato del forno e della cucina?? Non lo sapremo mai! E ....in fondo, manco mi interessa: per ora, non la rifarò, scusa Antonella ;-)


P.S: scherzi a parte,  è buona veramente. Grazie, Antonella, e scusa per tutti gli accidenti che ti ho lanciato, a te e alla Parodi.
Secondo P.S.: Signora Bendetta Parodi, se ci tieni così tanto a essere mia amica, fammi un favore: prenditi la briga di mettere 'ste benedette misure degli stampi, nelle tue ricette, e vedrai che col tempo imparerò ad apprezzarti e a volerti bene, e da vecchie ci faremo buona compagnia, vedrai!  ;-)






TORTA SBRICIOLATA RICOTTA E CIOCCOLATO di Benedetta Parodi

Per uno stampo da 24 cm di diametro

Ingredienti
    • Per la Base 
  • 300 gr di farina 
  • 100 gr di zucchero 
  • 100 gr di burro 
  • sale 
  • 1 bustina di vanillina 
  • 1 busta di lievito 
  • 1 uovo
    • Per il Ripieno
  • 500 gr di ricotta 
  • 150 gr di zucchero
  • 100 gr di cioccolato
  • fondente zucchero a velo qb
Procedimento ricetta Torta Sbriciolata Ricotta e Cioccolato di Benedetta Parodi
  1. Mescolare la farina con zucchero, burro, sale, vanillina, lievito, un uovo e impastare a mano formando tante briciole.
  2. Per la farcia unire la ricotta con lo zucchero e il cioccolato tritato a scagliette
  3. Foderare il fondo di una tortiera ricoperta di carta forno con tre quarti della pasta sbriciolata.
  4. Ricoprire con la crema di ricotta e cioccolato e completare con le briciole rimaste.
  5. Cuocere per 30 minuti a 180 gradi poi altri 10 minuti col calore solo sotto.
  6. Completare con zucchero a velo.

giovedì 2 agosto 2012

CAPONATA SICILIANA



Non ho messo i pinoli.
Non ho messo l'uvetta.
Non ho messo nemmeno la granella di mandorle.
E allora, perchè riporto proprio questa ricetta di Sale & Pepe dello scorso luglio?
Anzi, ho pure aggiunto un cucchiaio di concentrato di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua calda! Di mia iniziativa! Così, senza aver mai fatto una caponata in vita mia, ma avendola sempre e solo mangiata.
In scatola.
Certo, sì, in scatola.
Vero che una delle mie (due) nonne era siciliana, emigrata a Torino,  ma quando io ero piccola lei era già bell'e che morta, e quindi non ho potuto assaggiare nessuno dei manicaretti che, mi dicono, era bravissima a fare, a differenza dell'altra nonna che, in cucina, era ...leggermente negata, come mia madre, d'altronde.
E quindi mia madre, piemontese doc, ben poche volte si è cimentata, per la gioia di mio padre, nella preparazione di questo gustoso piatto "del ricordo". Con nessun successo, un gran casino in cucina e insoddisfazione di tutti, lei compresa.  
E quindi comprava la caponata in scatola. 
Buona.
Non ridete, ma il ricordo che ho io della caponata è questo: una buona caponata in scatola, che oggi non trovo più, con tante olive, capperi, melanzane, e tanta salsa rossa dolcina, agrodolce ma non troppo, che a me non  piace l'acido nè l'aceto lo metto mai in nulla.
Certo, non è la caponata della nonna, ma chissenefrega! Ho già ribadito più volte che detesto le ricette "della nonna", "della mamma" o "di casa mia". Non mi interessano le nonne altrui, nè gli altrui parenti o acrobazie artigianali in cucina. Vado sul sicuro, e sul professionale, anche se in scatola.
E quindi caponata, dicevamo. 
E' venuta così, buona direi. Certo, non son riuscita a riprodurre il tipico sapore da "in scatola", di conservato, che a me non dispiace affatto e che è un tipico sapore "di casa mia", cioè dei miei ricordi delle abilità mammesche, insieme ai sofficini ai funghi, ai bastoncini di pesce ed ai piselli rigorosamente in scatola, ma ...è buona, fresca, gustosa.
Per avvicinarmi di più al modello in scatola, molto rosso e sugoso, ho, appunto, aggiunto un cucchiaio di concentrato di pomodoro e due dita di acqua calda, per amalgamare meglio il tutto. E aggiustato l'agrodolce: per metà dosi rispetto a quelle della ricetta, avevo messo un cucchiaio di aceto e un cucchiaino di zucchero: troppo acida. Ho aggiunto un altro cucchiaino di zucchero e ancora un po' di sale; insomma, l'agrodolce è da aggiustare a piacimento, ma se riuscite a bilanciare questo delicato equilibrio di sapori, troverete il punto di forza, la leva della "vostra" caponata: il segreto sta tutto qui: nel trovare il vostro agrodolce. D'altronde, è solo quello che distingue una caponata da una semplice "ratatouille", come usa dire adesso, alias contorno di verdure varie stufate: il grado e intensità di agrodolce. Il resto, ..è verdura!


P.S. : Sì, ok, le melanzane non sono stufate, ma fritte a parte, ok, ok, grazie!;-)

CAPONATA SICILIANA
da "Sale & Pepe" di Luglio 2012

Dosi per 4 persone 

Ingredienti:
2 melanzane
2 cipolle
1 costola di sedano
4 pomodori ramati
2 cucchiai di capperi sotto sale
2 cucchiai di uvetta
20 olive verdi snocciolate
50 gr di granella di mandorle
80 gr di pinoli
50 ml (circa 2 cucchiai) di aceto bianco
1 cucchiaio di zucchero
8 foglie di basilico
olio extravergine di oliva

Esecuzione:
(N.B. Un'oretta prima di iniziare, mettete uvetta e capperi  in due ciotoline, separate, con acqua calda, per far rinvenire l'uvetta e dissalare i capperi. Poi, sciacquate abbondantemente).

1) Lavate e spuntate le melanzane, tagliatele a dadini di un cm e friggetele in un largo tegame, in un dito di olio caldo. Scolatele su carta assorbente.
2) Eliminate dal tegame la maggior parte dell'olio, lasciandone un filo. Appassitevi le cipolle affettate sottili. Private il sedano dei fili, tagliatelo a lamelle spesse, scottatelo 5 min in acqua bollente salata, poi unitelo alle cipolle insieme all'uvetta, prima lasciata in acqua tiepida per almeno mezz'ora e poi sciacquata.
3) Scottate in acqua bollente i pomodori, pelateli, privateli dei semi e dell'acqua, tagliateli a dadini e  uniteli nel tegame con lo zucchero, l'aceto e il basilico spezzettato. Cuocete per dieci minuti.
4) Unite le melanzane, le olive, i pinoli e i capperi dissalati (lasciati almeno un'ora in acqua tiepida e poi sciacquati abbondantemente). Cuocete altri 10 minuti, salate (circa un cucchiaino di sale) e pepate.
Tostate la granella di mandorle pochi istanti sotto il grill. Servite la caponatina fredda o tiepida, cosparsa con la granella e, se vi piace, accompagnata da fettine di pane.

P.S. io, per aggiungere gusto e colore, ho aggiunto, insieme ai pomodori, anche un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda, per legare meglio il tutto. 
Ho anche aumentato leggermente la dose di zucchero, e conseguentemente aggiunto un pizzico di sale in più, in quanto, con mezza dose di verdure, un cucchiaio di aceto e due cucchiaini di zucchero, il tutto risultava ancora troppo acido, per il miei gusti. L'agrodolce è da equilibrare a piacere, poi fare ancora cuocere circa 5 minuti, per far evaporare l'alcool dell'aceto,  e servire tiepido.