TORINO FOOD

sabato 29 settembre 2012

BONET ALLA PANNA con pere saltate ...per ABIO



Questa è una ricetta seria, che nasce per una causa seria, e meritevole, e quindi vi dico fin da subito che il post lo sarà altrettanto (serio) nei limiti che la mia indole mi permette;-)
Questa ricetta, infatti, nasce dall'iniziativa di una mia meritevole e virtuosa amica, virtù (il merito e il virtuosisimo) che sono abbastanza sconosciute presso la mia persona.
La mia amica, invece, dicesi Silvia, è brava.
E' buona. 
Lei, nel tempo libero, va in ospedale. 
E qui diventa un post veramente serio.
Silvia è volontaria al Regina Margherita, l'Ospedale infantile, qui a Torino.  Offre  parte del suo (poco) tempo libero all'ABIO, Associazione bambini in ospedale, che si occupa di come rendere i soggiorni dei bimbi ricoverati in ospedale, e dei loro familiari, più confortevoli. Magari raggranellando qualche soldo per acquistare nuovi giochi, magari inventandosi iniziative ludiche varie per intrattenere i bimbi, magari solo offrendo la loro persona per un po' di compagnia ai piccoli ricoverati, regalando qualche ora spensierata a loro e un attimo di pace a chi li assiste. Compito non facile, che io, per motivi vari non sono mai riuscita, nonostante i ripetuti propositi, ad assolvere.
Ma questa volta una cosa sono riuscita a farla.
L'ABIO ha organizzato in settembre "ricette cadute dal pero", un concorso di ricette che sono state poi selezionate  dagli Chef di Accademia Barilla;  le prime quattro per ogni categoria saranno poi a breve raccolte in un ricettario. 
In settembre non ho avuto il tempo di fare una cosa molto orginale, così ho pensato ad una rivisitazione "peresca"  di un  dolce tipico del nostro territorio piemontese, ma con aggiunta di pere spadellate  e panna, il bonet (leggi "bunet", cioè un cappello a forma di papalina, per la sua forma originariamente rotonda e ora sempre più a  forma di plum cake   e....sì,  ebbene sì, vi sto anche io a tediare con la storia del cappello, della pronuncia della "t" finale, del fatto che non è francese ma piemontes etc etc...Sapete, sono una persona mediamente ignorante, so giusto quattro cose in croce, e quelle poche che so, fatemele sbandierare ai quattro venti ;-)). In  lingua italiana questa preparazione ha comunque un nome ben preciso ed appartiene ad una ben determinata categoria di preparazioni: dicesi infatti "flan". 
Tornando all'Abio, comunque, devo dire che sono contenta: in qualche modo, ho fatto  la mia prima cosa a favore di qualcuno che non sia esattamente un parente stretto o un amico, ma per un insieme di sconosciuti in difficoltà o comunque in una situazione particolare, quale è quella di assistere un bambino, in genere il proprio figlio,  in un ambiente certamente non allegro quale un ospedale, ma non mi dilungo su questo tema per non scadere nel "piangimento" (come direbbe Gabriele) e nel sentimentalismo.
Dio solo che l'ABIO ricerca comunque persone sia come volontari che come sostenitori ed è attiva in tutta Italia: a buon intenditor, poche parole!

Ah, tra l'altro... Gli chef di Accademia Barilla, tra le quattro ricette da inserire nel ricettario per ogni categoria, hanno scelto anche la mia, naturalmente per la categoria dolci: grazie!
E sul sito di Abio (www.abio.org), oltre al nome e alle ricette dei primi classificati per ogni categoria, troverete anche tutte le attività e le iniziative che Abio, con i suoi encomiabili volontari,  svolge per i piccoli ricoverati, dalle manifestazioni, agli intrattenimenti presso le strutture sanitarie, all'acquisto di materiale didattico e ludico.  Fateci un giro...e non solo sul sito!

Ah, e a Gabriele? Se l'è sbafato praticamente tutto, era sempre lì con la bocca aperta: non male per uno che detesta i dolci casalinghi!:-)



E ora, la ricetta:


BONET AL CACAO E  PANNA CON PERE SALTATE


INGREDIENTI
3 pere medie tagliate a dadini piccoli
1 noce di burro
600 ml di latte intero fresco
250 di panna per dolci
3 cucchiai colmi di cacao amaro (circa 40 gr)
100 gr di amaretti
1 noce di burro
120 gr di zucchero più due cucchiai
3 cucchiai di rhum o marsala o mezza tazzina di caffè, anche d'orzo
5 uova medie
i semini di mezzo baccello di vaniglia


ESECUZIONE
In un robot frullare gli amaretti fino a ridurli in polvere finissima.
Fare saltare  i dadini di pera in una padella con una noce di burro per un paio di minuti. Mettete in una ciotola e aggiungere due cucchiai di zucchero. Tenere da parte.
Sbattere le uova con 120 gr di zucchero. Scaldate leggermente il latte e la panna con i semi di mezzo baccello di vaniglia, il rhum (o il marsala, il caffè) e gli amaretti in polvere; il composto non deve bollire, solo intiepidire leggermente. Togliere dal fuoco e tenere da parte.
Mettete il cacao in una ciotola, unire gradualmente la miscela di latte, panna, amaretti e vaniglia senza fare grumi. Unite questo composto alle uova precedentemente sbattute, gradualmente. Unire infine i dadini di pera.
Scaldare il forno a 150°, con una teglia piena per 2/3 di acqua per il bagnomaria.
Imburrare uno stampo da budino (o, se si preferisce, fare caramellare due cucchiai di zucchero nello stampo stesso), o da plumcake se si preferisce, e rovesciarvi il composto.
Infornare per circa un'ora e un quarto (in caso si usino invece stampini da budino monodose, 50 min circa saranno sufficienti). Il dolce sarà pronto quando sarà rassodato (potrete verificare la consistenza con uno stecchino o con un coltello).
Sfornare, lasciare raffreddare e mettere in frigo per almeno tre ore.
Al momento di sformare, prendere una terrina capiente, riempirla di acqua bollente, immergervi lo stampo per qualche secondo e sformare il dolce su un piatto da portata.
Spolverizzare con cacao amaro setacciato


N.B. anche i bambini  piccoli potranno gustare il dolce senza problemi, anche se si è aggiunto il rhum o il marsala: con la cottura in forno, infatti, l'alcool evaporerà completamente, e resteranno solo gli aromi del liquore prescelto.

lunedì 17 settembre 2012

TORTA MORBIDA DI PESCHE E MELE




Post velocissimo per torta semplicissima! E squisita!

Sì, questa è proprio una di quelle torte per me!
Una di quelle che piacciono a me. Tortone da forno, da casa, umide, fragranti....casalinghe. Niente prelibatezze da chef, questa volta, nessuna allettante ganache, nessuna farcia con spezie varie, zenzeri, fave tonka, zucchero invertito  o altro. Solo una normale, semplice tortona da colazione o "da inzuppo", come si dice ora (e ogni volta che dico questa frase, da inzuppo, mi sganascio dalle risate, chissà perchè..."da inzuppo"...mi fa ridere!) Certo, casalinga, ma con metodo! Montata di burro tipo plum cake, uova pian pianino, fruste elettriche..insomma, torta da massaia bolognese, sì (no, non sono bolognese, e nemmeno massaia -con tutto il rispetto nonchè invidia- ma "massaia bolognese" è una classico!) , sì, ma con una sua dignità!
E soprattutto, buonissima.
Morbida, rassicurante, soffice...che dire d'altro? Nonostante l'aspetto da sempliciotta, è buonissima. Da fare!

ps..il post è un po' misero, lo so....prometto che il prox post sarà da Nobel, parola! :-)
Intanto, beccatevi la torta, ne vale la pena veramente!




TORTA MORBIDA DI PESCHE E MELE


Ingredienti:
250 gr farina 00
150 gr zucchero, di cui 30 di canna
125 gr burro
2 uova 
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
2 grosse pesche molto mature
1 mela a pezzetti
la buccia di un limone
il succo di mezzo limone
mezzo bicchiere di latte per ammorbidire

Procedimento:
Montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, con le fruste elettriche. Aggiungere poi un uovo alla volta, non aggiungendo il secondo finchè il primo non si è perfettamente amalgamato.  Aggiungere in due o tre riprese la farina, il sale, il latte per ammorbidire (potrebbe bastare anche un po' meno di mezzo bicchiere).  Mettere il lievito. Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzi. Metterle nell'impasto e mescolare con un cucchiaio, cercando di schiacciarle contro la parete del recipiente quasi fino ad avere una purea. Aggiungere la buccia di limone, il succo del mezzo limone e le mele a pezzetti.  Foderare uno stampo da 24 cm di diametro, foderare con carta forno e infornare a 180 gradi per venti minuti.