TORINO FOOD

mercoledì 6 febbraio 2013

CONTEST E GARE SUL WEB. UN POST POLEMICO

Questa non è una ricetta.
E' un post polemico.
Siete avvertiti, se continuate a leggere, potreste essere tra coloro che si sentono "urtati" da quanto vado dicendo, ma d'altronde, il blog è "mio", o meglio, le idee  esposte sono mie, il provider, alias il buon "blogger" , mi mette a disposizione lo spazio gratis (per ora..) per scrivere ciò che penso, rimanendo nelle clausole ovviamente del non fare nomi, non diffamare, non insultare, essere corretti etc etc (cose che spero di avere già ben radicate nella mia coscienza senza bisogno che me lo ricordino le clausole di adesione al provider!), e quindi ora attacco, pronti? Via!
Prendo lo spunto da una cara amica, che gestisce un suo blog di ricette di ogni tipo, tutte eseguite con maestria e passione,  e che presenta con semplicità, senza mai strafare, senza esagerare con foto, luci, premi,  contest e chi più ne ha più ne metta.
E arriviamo al punto.  In un suo post leggo, a grandi linee:"... In giro sta diventando una battaglia a suon di accaparramento lettori fissi, commenti sbadati lasciati senza nemmeno leggere gli ingredienti di una ricetta, piatti proposti scopiazzati da riviste senza farne accenno..".
E qui mi si è aperto il cuore.
NOn sono sola! Qualcuno la pensa come me!
Tempo fa, infatti,  ho avuto modo di dire la mia su un blog di quelli che vanno tra la maggiore, qui tra la blogsfera del cibo, un blog celebrrimo e celebrato da tutti,  un blog tra i più attivi nel campo di sfide, contest, concorsi, libri, iniziative e chi più ne ha più ne metta. Un blog  giudice di tutti coloro che aderiscono alle sue innumerevoli iniziative,vale a dire il più furbo di tutti noi... un blog su cui io avevo espresso, circa un anno fa, la mia opinione, visto che la stessa era richiesta dall'autore/trice del post medesimo (cioè, non era richiesta espressamente la MIA di opinione, ma quella di tutti, e io brava brava, dissi tranquillamente la mia, come tutti, in un commento al post).
La questione verteva sul fatto se i cosiddetti "food-blogger", razza a cui io mi fregio di NON voler appartenere, fossero attendibili, fossero professionali, fossero equiparabili agli "addetti al settore" alias cuochi, chef, etc etc, o  se molte volte, di fronte ai professionisti del settore, non fossero degli improvvisati, dei dilettanti, per quanto appassionati, talentuosi e capaci. Ovvio che la risposta attesa dal blog, appunto tra i più attivi del web, fosse di carattere ossequiante e sudditesco, della serie "no, anche noi che cuciniamo nel tempo libero o alla domenica, abbiamo pari competenze e professionalità dei legali titolati etc etc.." e via di scemenze simili.
Ma io dissi la mia.
Dissi che, appunto, per quanto talentuosi, capaci, appassionati etc etc, la maggior parte dei food blogger non poteva competere con i professionisti del settore, gente che ha studiato duro per anni una sola materia - la gastronomia e la cucina -  che ha fatto magari stages di anni presso chef d'oltralpe - e non sempre sono rose e fiori quando si lascia la propria casa e si sta lontani per quasi tutto l'anno -,  gente che ha sostenuto esami, e li ha superati, o a volte a dovuto ridarli impiegando altro tempo ed energie,  gente che conosceva le reazioni chimiche che avvengono nei cibi quando, che so,  monto le uova a 45 gradi invece che a temperatura ambiente, che sa perchè il sale va messo sotto un semplice uovo al padellino invece che sopra, gente insomma che ha speso tempo, soldi ed energie per padroneggiare un mestiere.
Gente con una specifica preparazione professionale in merito, fatta di tempo, studio ed energia, e che per me rimanevano i soli titolati nel potersi dire "professionisti" ed a dettar legge in campo della cucina.
E che, di conseguenza, la categoria dei food blogger per me era,  tranne le  debite e RARE  eccezioni, che per me non comprendono gli organizzatori/trici di garette da sagra paesana, per quanto popolari e ricorrenti - una categoria in fondo, ma nemmeno tanto in fondo, di dilettanti, di gente che magari fa anche un corsetto di una settimana, ma non per questo può essere considerata "professionista" o abbia le basi della cucina, che, non dimentichiamolo, è anche chimica, come tutto, oltre che estro e passione. Al massimo si è dei bravi, degli ottimi esecutori, degli amatori, appassionati.
Mai dei professionisti.
E qui ho scatenato l'ira funesta.
Mi ricevo in risposta un commento piccato dell'autore/trice del blog, talmente piccato da rasentare lo scortese.
Al quale rispondo tranquillamente, ribadendo però non solo le mie posizioni, ma che spesso molte iniziative tipo contest, challenge, gare, starbook, hanno come unica finalità di aumentare i lettori fissi di quel blog arrecando fama e onori (::..) al detentore del blog e nulla ai pecoroni che seguono, bravi bravi, le indicazioni del furbo/a burattinaio.
Apriti cielo!
Devo aver toccato un punto veramente dolente, per l'autore in questione, altrove chiamato "coda di paglia" ;-)
Non mi rispondono nemmeno più.
Il silenzio.
Anzi, dopo pochi attimi scompaiono anche i miei commenti!
Via, ranzati via, via le parole galeotte mie  in cui traspariva un concetto di interesse personale , di trafficoneria, di intento di  accaparamento lettori, di "arricchimento" (per quanto solo di gloria, al momento, o di lettori) personale del blog. E, oltretutto, la spocchia di pretendersi, di volersi "professionisti", di essere persone che, per il solo merito di scrivere liberamente di cucina e organizzare gare di cucina per dilettanti, si arrogherebbero il titolo, da altri conseguito, appunto, a costo di anni di studio e sacrifici, di esperto del settore.
Ricordo che non molti, a suo tempo (e per i pochi istanti in cui  è stato concesso ai miei commenti di essere visibili), mi seguirono o furono d'accordo con me.
Ma quando l'altro giorno ho letto il post di Caterina, mi si è  scaldato il cuore.
Non siamo tutti intruppati da furbi trafficoni/e che, arruolando schiere di  anime candide, ottenengono maggiore visibilità solo per loro stessi. Non siamo tutti "carne da macello" per la gloria dei soliti furbi!Non siamo qui a dare visibilità a gente che mira, magari, a essere contattata da qualche rivista, da qualche editore, da qualche organizzatore mass-mediatico, portando noi come merce di scambio!
Che poi queste siano legittime  e lecite aspettative, qui  nessuno ne discute, anzi, auguro veramente ogni bene a chi ha tali mire, e auspico che i loro desideri si realizzino. Ma non carpendo la buona fede e sfruttando  l'ingenuità dei meno scaltri.
P.S doveroso: per chi è ..."nell'esercito", vorrei chiarire: NON ce l'ho con loro; io stesso ho fatto e a volte faccio parte dell'esercito degli intruppati, e ne fanno parte persone che ammiro e stimo, delle amiche o amici. La competizione è sempre una buona leva per reperire "materiale" umano, perchè fa presa sul nostro amor proprio e,  a volte, si rivela persino gratificante. Ma questo non cambia di una virgola il mio pensiero riguardo ai soliti furbi/e.

9 commenti:

  1. Beh, cara Cinzia, mi unisco alla (non credo) poco nutrita schiera di chi NON si crede assolutamente un professionista e NON utilizza il blog per chissá quali scopi.....Mai e poi mai avrei pensato a certi meccanismi o calcoli aprendo un blog. Curiositá e voglia di conoscere, imparare, scoprire cose e notizie sul mondo del cibo. Ed esporre le mie cibaglie quotidiane. Raccoglierle ordinatamente e vedere cosa si prova a rileggersi. Certo, fa piacere leggere commenti positivi, condividere idee e pensieri. Ma niente di piú. Ti diró: mai ricevuto una mail o messaggi sibillini...Al limite inviti a visitare altri blog. Ho partecipato ad un paio di contest e dato un piccolissimo contributo per un'impresa benefica. Niente di piú. E se, ingenuamente, ho contribuito involontariamente ad accrescere la popolaritá o la visibilitá di qualche furba/o, che gongola nel veder comparire il proprio link o il proprio nome su altri blog, beh, non era mia intenzione!! :-)
    Penso che, sostanzialmente, sia doveroso essere onesti e ammettere serenamente che, sí, si vuole sfidare la sorte o si tenta di sbarcare il lunario editoriale o televisivo. Che male ci sarebbe? E a chi non piacerebbe poter realizzare un sogno del genere? Ma paragonarsi a gourmet o chef che quei titoli se li sono sudati a suon di sacrifici e anni di cucina e studio, beh, no, questo no!!
    Il rispetto, prima di tutto.....e un pizzico di umiltá. Che non guasta....
    Baci

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  2. Non mi sento urtata, anzi condivido. Un "bloggino" piccolo come il mio, semplice sia nelle ricette ma soprattutto nelle foto non ha proprio niente di professionale, ma ha la pretesa umile di soddisfare soprattutto me che lo scrivo e perché no, anche qualcuno che lo legge.............
    Assolutamente senza nessuna pretesa...............mi associo alla tua "polemica"!
    Baci

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  3. Cinzia, l'hai detto... il blog è tuo e ci scrivi quello che vuoi e gli altri fanno lo stesso.
    Non c'è bisogno di scaldarsi, può non piacerti, ma ognuno fa quello che vuole. Per certi aspetti è un gioco... può non piacere, ma se a qualcuno piace è libero di giocarci.
    Io, come te e altri, l'abbiamo preso per un passatempo, per altri il passatempo è la corsa ai followers... non puoi farci niente :))

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    1. Infatti Giulia l'ho anche scritto. Sono lecite aspettative e auguro loro ogni bene ma ciononostante non sopporto chi usa gli altri per il proprio tornaconto, celando i veri fini in modo abile, e mi sono sentita di scriverlo, tutto qui. ;.) Ho un vero senso di ribrezzo quando vedo certe cose...:-)
      GRazie del commento, buona serata!
      Cinzia

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    2. Ognuno fa ciò che vuole in casa sua, ma arrivare a eliminare (o modificare) commenti sgraditi, a meno che non contengano trollate, insulti, oscenità, istigazioni a delinquere & co. è un'operazione di censura bell'e buona, che denota solo la debolezza, l'inadeguatezza e la paura di chi la compie. Volere le corone osannanti oppure il silenzio non è una bella cosa. Si sta sul web per comunicare. Sarebbe molto più elegante saper accettare un dialogo anche franco, saper gestire e articolare le proprie opinioni in maniera precisa, puntuale e convincente, anziché accettare l'ovazione o imporre il silenzio.
      Questo in generale, mica solo per i foodblogger (anche perché i commenti in questione non li ho letti).

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  4. Ti prrrego!! Perchçé il sale sotto? Sono uovodipendente e non mi ero mai ma mai posta il problema!!! Grazie :-)

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  5. Cinzia, non mi sento urtata per niente. Non so a quale blog ti riferisci e non so, nello specifico, cosa è successo. Dico solo che a questo mondo (virtuale e non) ci vorrebbe un pochino più di umiltà, bisognerebbe sì sognare ma anche restare con i piedi per terra e non sopravvalutarsi troppo. Il giusto, insomma. Vedo in giro cose che mi fanno spuntare dei punti di domanda, sulla testa, grossi come una casa... Io continuerò a seguire la mia passione e se a qualcuno non piace, amen... ognuno per la sua strada... la competizione giocosa, sana e costruttiva (così come le critiche) mi piace, la falsità, la saccenza e la scorrettezza no, quindi anche nel virtuale scelgo i miei compagni d'avventura per affinità e lascio gli altri nel loro mondo ;) C'è talmente tanta negatività nel mondo, purtroppo, che (almeno) il mio angolino del cuore, il blog, voglio che sia come dico io. Pulito. E poi come si suol dire: chi si loda, si imbroda ;) Non si finisce mai, mai di imparare nella vita, come si fa a sentirsi "arrivati"? Ma arrivati dove, poi? :D Ti abbraccio forte, un bacione :**

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  6. La libertà di espressione e di opinione è assolutamente sacrosanta, e te lo dice una a cui purtroppo manca ogni giorno nella vita reale :-) sarà per questo che poi sono logorroica sul blog? :-D

    Non so esattamente a cosa ti riferisca e parlo per me: le iniziative a cui partecipo e nelle quali sono coinvolta mi divertono, mi piacciono, mi interessano.
    Di alcune credo che nello specifico che possano interessare anche altri con le mie stesse passioni.
    Non c'è sempre un secondo fine, giuro :-)

    Un abbraccio!

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  7. Me l'ero persa. Avevo perso questo tuo post, e mi dispiace scriverti solo ora. Sai perfettamente come la penso e posso solo condividere ogni tua parola di questo tuo scritto. Hai detto bene: ci sono professionisti che hanno studiato anni e io non mi sento di paragonarmi a loro, ma con molta umiltà cerco di imparare ogni giorno da ogni ricetta e da ogni mia prova. Ti abbraccio fortissimo!!!

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