TORINO FOOD

mercoledì 8 maggio 2013

TORTA AL CIOCCOLATO BIANCO o BLONDIES....di Donna HAY??




Buona buona buona, veramente buona, morbida, umida, questa semplice ma meravigliosa torta di Donna Hay...no...di Carla Bardi, no...ehmm...no, della "Mondadori Editore", no..di "Cucina Moderna", no...no, aspetta, ah, sì, della zia della mia amica, no...della mamma del fidanzato della sorella di mio genero, no..di....
Insomma, ma..di chi è 'sta torta??
Già, ...già solo dire "di chi è" una torta, suona già ben strano!
In genere lo diciamo di un vestito...oops, di un abito - scusate la volgarità dei termini che a volte mi scappano -, di un abito, dicevo, di una crosta..ooops, di un'opera d'arte (idem come sopra), di una creazione, ma di una torta, ooops, di un dolce da forno, o di un cremoso, o di un cake, volevo dire (bi-idem come sopra), di un dolce, dicevo proprio no.
Ma invece ora gira così.
Il mondo gira così.
"La crostata morbida di Miss X", " la torta ai lamponi di Zia Peppa", il tiramisù dello Chef Tal dei Talì (francese, ovviamente), tutta gente un tempo non troppo lontano relegata nel pur decoroso angolo degli artigiani  pasticcieri, o panettieri, o chef ed ora assurta a dignità di artista  o, ancora meglio, di Dio dell'Olimpo.
E quindi guai, guai a non nominare l'autore, o l'autrice, di queste nuove opere d'arte, osannate da tutti e da tutto il mondo riconosciute.
Ed ecco che  comunque, venendo al sodo, volevo fare una tortina al cioccolato bianco. 
Sì, perchè il cioccolato bianco è più morbido, cremoso, e da cotto, per me,  ha un gusto migliore di quello scuro, fondente o al latte che sia, è solo molto dolce, ma in una torta, certo non guasta; e poi ho pure visto lui, il Maestro Montersino, in un video, affermare che in ogni dolce (o cremoso?) al cioccolato sarebbe bene inserire un po' di cioccolato bianco, per dare più morbidezza e cremosità. 
Ed ecco quindi che mi accingo a cercare tra i miei tomi una tortina al cioccolato bianco. Non in rete, che non ho voglia di scopiazzare gli impiastri altrui, vorrei qualcosa di sicuro, di certificato, scritto da un professionista, un "autore di creazioni",  che abbia pubblicato un VERO libro di ricette non prese da blog a destra e sinistra, che tanto anche io scrivo su un blog e mica ho poi tutte 'ste capacità cucinerecce o tutte 'ste basi gastronomiche, e quindi dei blog mi fido fino a un certo punto (tranne ovviamente i presenti sul mio blogroll, frase adattata al web dalla più famosa "esclusi i presenti"). Ma qui si apre un capitolo, un discorso che già mi fece litigare di brutto, via web, con gli autori/trici di blasonati e osannati blog di cucina  gestiti da sedicenti esperti/e gastronomici che però vengono dalla scuola magistrale o dall'istituto per geometri - quando va bene - guadagnandomene l'odio imperituro e la cancellazione dei miei scomodi commenti dai blog sopra menzionati, e quindi sorvolo su questo spinoso argomento dei blogger autoconsacratisi esperti di cucina solo in quanto abili a destreggiarsi tra pentole e fornelli e a scribacchiare banalità cucinerecce insieme ad eventi di arte, letteratura e bricolage.  
Sorvolo, e , dicevo, cerco su un "vero" libro di cucina, la ricetta di tale torta. So bene che anche un vero libro di cucina può riportare le ricette di un geometra o di un ragioniere, ma mi illudo sempre che la dignità di stampa dia agli scrittori un'autorevolezza e una competenza che  non trovo, a volte (e solo " a volte" , ribadisco) sui vari blog di cucina, scritti da gente come me alias impiastri o dilettanti a cui qualche volta ne riesce una giusta. E quindi cerco. E trovo.
Trovo su un libro edito da Mondadori, "Il libro d'oro dei dolci", ricette selezionate da C. Bardi, una bellissima torta al cioccolato bianco. Leggo le dosi. E il procedimento. ... Mi ricordano qualcosa...aspetta aspetta... Chiappo il libro di Donna Hay, "I classici moderni vol. 2". E cerco ancora..torta torta..torta al cocco, torta al cioccolato..torta al cioccolato bianco! Tombola! UGUALE, nella sostanza, se non per pochi grammi di farina in più e la glassa nera invece che bianca. Ma precisa per il resto: tempi, temperature, procedimento, ingredienti, tutto..varia solo la forma dello stampo! Però, che delusione...anche uno dei miei libri preferiti deriva da uno scopiazzo maldestro, per quanto uno scopiazzo da una casalinga che comunque ci sa fare, Donna Hay!  E cmq tra i realizzatori del volume c'è scritto "ricette selezionate da C. Bardi", quindi in qualche modo la forma è salva..le ricette sono state prese in giro, lo dichiarano abbastanza apertamente. Ma...il fatto è che mi viene anche in mente un altro libello che era allegato, pagando un surplus, su Cucina Moderna qualche mese fa: torte al cioccolato. Lo sfoglio. E non trovo la ricetta in questione, ma con sorpresa vedo che parecchie altre ricette, e foto,  sono le stesse del libro della Mondadori con ricette selezionate da C. Bardi! Praticamente ho in casa un doppione, anzi, un triplone! Bastava che avessi comprato un libro solo e ne avrei risparmiati due!  E vabbè, almeno sono sicura che, essendo le ricette riportate tre volte, qualcuno tra i tre autori/selezionatori le avrà fatte e provate, e quindi dovrebbero essere collaudatissime e di sicura riuscita. 
E infatti è così, in effetti. Come ho giù detto in altri post, questo librone Mondadori, all'inzio da me giudicato con sufficienza, è in realtà completo e affidabile. Peccato solo trovarsi con le medesime ricette che girano di pubblicazione in pubblicazione sotto forma di selezione, raccolta o altro, facendoci spendere i nostri sudati soldini inutilmente, senza contare lo spazio che questi libri doppi occupano nella libreria.  Ma tant'è: per una volta non voglio essere polemica ma dico solo che, a dispetto di ciò che potremmo pensare..."selezionare", paga! ;-)

Ah, mancano le mie traversie con lo stampo in alluminio. Sì, lo stampo in alluminio!  Sarebbe argomento per un altro post, ma visto che riguarda questa ricetta, lo scrivo di seguito, e chi si sarà stancato di leggere, salti pure e vada direttamente alla ricetta, ma appunto, non salti di leggere e provare la ricetta. E' anche lei una delle migliori che abbia realizzato ultimamente, veloce e nello stesso tempo buonissima, e merita veramente che la proviate.

Dunque, dicevo,  lo stampo in alluminio.
Allora, avendo io  dimezzato le dosi originali della ricetta,  da cavalli (come molte delle ricette di Donna Hay e quelle di derivazione anglofona,  adatte a una famigliao tribù di almeno otto persone e non due, come la mia), avevo bisogno di uno stampo più piccolo. Troppo,  quello indicato, troppo quello da 23 cm di diametro..per la mia mezza dose andrà bene uno da venti ma...da venti ce l'ho solo in alluminio, non antiaderente;  sì, gli stampi in alluminio, quelli fighi, da chef, brillanti, lucidi,  da professionista, non col teflon, tz, stampi veri per cuochi veri!  E in effetti io l'avevo comprato solo perchè nel negozio erano sforniti di stampi da 20 cm rivestiti in teflon..;-),,e anche perchè sono carini a guardarsi!
Diligente, allora, ma con il solito e noto presentimento dietro la schiena, derivante da passati disastri, lo imburro e lo infarino. Intanto mi balena nella mente un video di Montersino "mi raccomando, quando ungete lo stampo di alluminio e poi lo infarinate, mettete solo un leggero strato di farina, e subito buttate via l'eccesso, altrimenti fa una pappetta che invece di far sformare meglio la torta la fa attaccare...". Cosa che mi è già naturalmente successa, ma che appunto, reduce dalle passate disgrazie, non ripeterò: imburro e infarino con delicata parsimonia: un velo, niente di più, niente di meno. Poi metto il composto nello stampo  e inforno. Sforno. Dovrei aspettare un quarto d'ora, al max mezz'ora e poi togliere dallo stampo, sennò so già che si formerà la condensa alla base ma.. stavolta ho infarinato pochissimo e poi...non ho il tempo di aspettare un quarto d'ora: è una (rara) bella giornata di sole, non piove, e  voglio portare Gabriele a fare un giro al Valentino, a prendere un po' d'aria buona, altro che torta e torta!  E quindi usciamo;  e lascio lì la torta, nello stampo..sempre con l'oscuro presentimento dietro la schiena... 
Rientriamo dopo circa quattro ore.  
Subito, ancora con le scarpe,  mio fiondo a togliere la torta dallo stampo: prendo un piatto, giro lo stampo..acc..  non viene. Prendo l'anzidetto (stampo) a colpetti sul fondo. Niente. Lo prendo a colpi più energici.. gli dò dei pugni, gli sferro colpi da manovale... macchè.. non esce ....prendo il coltello e lo passo lungo i bordi.. si frastagliano tutti, povera me! E in più, non esce, la btd..! Faccio un po' presa col coltello, rigiro sul piatto, batto, busso, ribatto.. plaf... 
Si è staccata, finalmente. 
In due pezzi, però. Cioè, la parte superiore, tutta bagnata dal calore e dal vapore di quattro ore è rimasta attaccata allo stampo, assieme al "velo" di farina dello stampo, formando una pappetta molliccia, insieme all'impasto, proprio come avvertiva Montersino, mentre l'altra parte invece è venuta via incolume e illesa. E' desolante.. Come farò a fotografarla, a postare questo impiastro, a dire al mondo quanto è buona (avevo già assaggiato le briciole..)?? Oh, beh, è una torta umida, la re-incollerò, schiafferò le parti molli rimaste nello stampo sopra alle parti sformate, e la rimetterò in sesto. Detto, fatto: prendo come meglio posso i pezzi attaccati allo stampo, li rovescio sulla parte asciutta e  con una "leggera" pressione della mani, li assemblo. E quindi, con inaspettata maestria,  incollo:




Sì, certo, non  è che sia il massimo,  si vede anche il pezzo dell'incollaggio, proprio lì sopra, accidenti!
Ma con la sua bella glassa sopra verrà benissimo, mi illudo.
E preparo poi  la glassa. Lego le dosi: 4 etti, dico, QUATTROETTI di cioccolato, e uno di panna circa! Un mattone, praticamente, uno strato di cemento armato, uno scafandro di glassa bianca! Riduco arbitrariamente le dosi di cioccolato  a un etto ma.. mi dimentico di ridimensionare anche la panna. E così metto anche un etto di panna, e scaldo. 
E ottengo una bagna liquida e colante, un'acquina bianchiccia che sa di malsano,  più che una glassa morbida... ma la rovescio comunque sul dolce, ormai è fatta, che devo fare.. magari si rassoderà dopo.
Manco per idea. Rimane una brodazza liquidissima che va a bagnare di brutto quasi tutta la torta. ..
Così, praticamente..:



Ma magari è buona lo stesso, mi dico..
La faccio assagiare a Gabri con la forza e le minacce di oscuramento TV e videogiochi per un anno, visto che il monello, visto l'aspetto disastroso non ne vuole sapere di ingollarla. Provo prima con le buone e a far leva sulla sua pietà, visto che "la mamma l'ha fatta apposta per te e tu manco la vuoi assaggiare, figlio ingrato!". Ma lui resiste. Capitola solo quando appunto, lo minaccio di far volare giù dal balcone i vari giochi di Super Mario e di darli ai bimbi poveri. 
Apre la bocca guardando l'impiastro bianchiccio con disgusto.
Storce la faccia, la bocca, il naso e pure gli occhi.
"E' ...è acerba!"
Come...è acerba??
Acerba, ti rendi conto, ho fatto una torta "acerba"!
Chissà cosa avrà voluto esprimere, nel suo sentimento di massimo ribrezzo, con "acerba"?? Di sicuro, cmq, non era un complimento! 
Avrà voluto dire "è bagnata",  oppure "è molle", insomma, "mi fa schifo", alla fine della fiera.
Gliela tolgo da davanti al naso, delusa ma consapevole del dolore inflitto al poveretto, ma... mi viene un lampo di genio: chiappo il coltello, e con abilità da chirurgo, seziono via la parte superiore del dolce, quella bagnata dalla brodazza di glassa molle e già reduce da operazione di incollaggio. Taglio, taglio, tolgo via, fino a dove  compare l'impasto originario, non bagnato. E poi taglio ancora ciò che resta, a quadrotti, e cambio di piatto. Spolvero con zucchero a velo i quadrotti ora  asciutti e invitanti. Impiatto su un piatto carino, nuovo di zecca. Fotografo, e, dopo un po', ri-servo al pargolo, che guarda e apre subito la bocca senza storie: come è ?
"E' buonissima, ancora!"
;-)

E se  ne è sbafati cinque quadrottoni.

Bene, ho salvato la torta.. facendone dei brownies, anzi..dei blondies! Ma credetemi, nonostante le peripezie, questa torta è buonissima, anche (anzi, soprattutto) senza glassa: morbida,cremosa, umida, veramente squisita e appetitosa! Fatela, e la rifarete!


N.B.. solo una precisazione: il libro della Mondadori  prevede una glassa di cioccolato bianco (i famosi quattro etti),  mentre nella ricetta di Donna Hay l'autrice rimanda ad una sua glassa identica come preparazione ma preparata con 150 gr di cioccolato fondente, e i soliti 125 ml di panna. 
Beh, devo dire che ha ragione Donna Hay: per quanto io abbia ridotto il cioccolato bianco per la glassa a un solo etto, la glassa - al cioccolato bianco -, insieme al dolce al cioccolato bianco, risulta veramente troppo stucchevole, dolcissima: il cioccolato bianco è, appunto, estremamente dolce. Consiglio quindi vivamente, se proprio ci volete mettere sopra una glassa al cioccolato e panna, di non usare il cioccolato bianco ma fondente, o almeno al latte, sia che la vogliate fare con 4 etti di cioccolato, sia che optiate per soli 150 gr. Ma fondente.


Ed ecco come rimarrebbe il dolce con la glassa da quattro etti..

(da  "Il libro d'oro dei dolci") ...





.... e quello di Donna Hay, praticamente uguale ma con glassa nera (consigliata!), e "soli" 150 gr di cioccolato fondente...





E ora, finalmente.. la ricetta.
E...grazie a chi ha letto tutto e non è stramazzato, tramortito, al suolo :-)



TORTA AL CIOCCOLATO BIANCO



(da "Il libro d'oro dei dolci"  - ricette selezionate da Carla Bardi - Ed. Mondadori)

Ingredienti per una tortiera  quadrata di 23 cm di lato:
(io ho dimezzato le dosi e utilizzato uno stampo rotondo da 20 cm di diametro. Tempo di cottura invariato)

250 gr di burro
450 gr di zucchero semolato
150 gr di cioccolato bianco grattugiato grossolanamente
2,5 dl di latte
300 gr di farina bianca
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 cucchiaino di vanillina ( se l'avete, è meglio un cucchiaino di estratto di vaniglia)
2 uova grosse
un pizzico di sale

N. B.  per una tortiera rotonda, di 20 cm di diametro, dimezzare le dosi a tempo di cottura invariato.

ESECUZIONE

Preriscaldate il forno a 160°.
Imburrate una teglia quadrata di cm 23 di lato e foderatela con carta forno (io, dimezzando le dosi, stampo rotondo da 20 cm di diametro). Mettete il burro a pezzi, lo zucchero, il cioccolato e il latte in una casseruola a fiamma bassa e mescolate in continuazione fino a ottenere  un composto omogeneo (io nel microonde, mescolando qualche volta e non facendo sciogliere tutto completamente ma terminando di far sciogliere il tutto fiori dal forno). Lasciate raffreddare per 10 minuti. In una ciotola, mettere poi farina, lievito, un pizzico di sale, vanillina e uova. Aggiungere il tutto al composto al cioccolato (io ho unito tutto e frullato con frullatore ad immersione per un paio di minuti).  Mettete l'impasto nella teglia e fate cuocere per un'ora (io 55 minuti): il dolce deve rimanere morbido all'interno.
Preparate la crema al cioccolato e spalmatela sulla torta.

CREMA GANACHE AL CIOCCOLATO
Ingredienti: 125 ml  di panna
400 gr di cioccolato, grattugiato grossolanamente
(Glassa di Donna Hay:  150  gr. di cioccolato e 125 ml di panna)

Esecuzione:
Fate scaldare a fiamma bassa la panna fino a portarla quasi a ebollizione (io nel microonde). Versate la panna sul cioccolato e mescolate fino a quando il cioccolato sarà sciolto e il composto sarà liscio.
Tenete in frigorifero per circa 30 min. fino a quando sarà spalmabile.






22 commenti:

  1. Io sono stramazzata a terra, sì, ma dal ridere!!! :-) io faccio uguale, sai, con la storia della condensa.. è il mio chiodo fisso.. aspetto, sformo, non sformo? ecc.. e sempre rischio di fare un casino, e il fondo spesso rimane umido. Questa torta me la copio eccome, per i bimbi sarà una figata! sì ma quanto zucchero c'è?? 450 gr!! sarà per quello che è così dolce, mica per i 150 gr di cioccolato bianco!!!! comunque di te mi STRAfido, quindi la provo e diventerà La Torta al Cioccolato Bianco di Cinzia. Punto. Che ne dici del titolo? Bacioniii! e uno speciale a Gabri!

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    1. Francesca!!! Sei arrivata alla fine, grazie! Ma quindi non sono solo io a avere problemi con la condensa..perchè mister Montersino dice..sformare sempre da fredde,le torte, e verranno via dallo stampo benissimo. Sì ma...a lui, perchè non si fa la condensa ??? Non cpisco, questa è magia..forse per lui fredde vuole dire solo un quarto d'ora?? mah... Cmq fidati, veramente, senza glassa è buonissima e non nauseate, ma la glassa si vede che è la goccia che fa traboccare il vaso ;-) Mi piace moltissimo il titolo tanto..."selezionare, paga!;-)
      E grazie di essere passata a trovarmi
      Un bacio a te, e , come al solito, agli altri torcioni!:-)

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  2. Mi piace moltissimo il tuo modo di approcciare la cucina, i libri, i blasonati, le tue verifiche puntuali. E soprattutto l'approccio verso la cucina made in USA che ci sta veramente facendo perdere il senso delle proporzioni! con tutti i guai per la salute che in quel paese sono più che evidenti. E che non è mai riuscita a convincermi, tranne qualche eccezione.
    Ammetto: sulla glassa forse stavolta c'è stato uno scivolone, aveva ragione lei a non solidificarsi.
    Comunque, dato che ero in cerca di un dolce da colazione, la rifarò. Ma con una variante. 450 g di zucchero più tutto quel cioccolato bianco su 300 g di farina!!!! sono una follia. Io ce ne metterò 80 massimo.
    Poi ti faccio sapere, peccato non potertela fare anche assaggiare :-)
    P.S.: ma lo sai che sono passata a Torino il 30? Ero convinta che tu vivessi a Roma, altrimenti ti avrei chiesto se riuscivamo a incontrarci!

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    1. Pellegrina, grazie dei tuoi commenti, mi fanno sempre piacere e li leggo volentieri. E soprattutto, ovviamente, sono ancor più contenta quando trovo qualcuno che la penso come me. E' vero che questi dolci di oltreoceano sono tutti standard, tutti extralarge, tutti mordi e fuggi ma alla fine ..siamo noi, i nostri ritmi, che, alla fine, li richiediamo. Per dirti, io ho il lievito madre Quando lo uso? Praticamente mai, perchè per usarlo bisogna preventivare due giorni, uno per rinfrescare e l'altro per far lievitare la preparazione. E chi ce li ha due giorni di tempo da dedicare a seguire una cosa? E quindi alla fine abbiamo quello che ci meritiamo...è vero, noi nella vecchia Europa forse siamo ancora un po' diversi, ma durerà poco, il progresso non si ferma e si tira via tutto..
      E poi ..sì, sono di Torino, che da dieci anni tutti trovano stupenda mentre per me è la solita Torino che, appunto, fino a dieci anni fa tutti schifavano..E visto che ho notato che te ne intendi, tu, di cucina, di sicuro , se non prima, verrai al prox Salone del Gusto, e lì, ci vedremo, mi farebbe molto piacere! E se passi prima..battimi un colpo, che ci prendiamo una cioccolata e un croissant in un bar mentre ci facciamo due chiacchiere ;-) A presto, allora!!
      Cinzia

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  3. P.S.: e secondo me la ragione di quelle dosi scervellate di zucchero sta nella dose altrettanto scervellata di lievito. Sicuro 2 cucchiai?? Per 300 g di farina? Ovvio che hai bisogno di dolcificare come una matta poi.
    Queste ricette Usa vogliono farci diventare ogni dolce come un dolce confezionato industriale. Spinto al massimo nei tempi di lievitazione con poche quantità di ingredienti e tempi minimi anzi nulli di preparazione, nessun procedimento se non sciogliere e mescolare, quindi meno lavoro (e meno gente che lavora nelle fabbriche dolciarie), pieno di grasso per dare sapore (250 g di burro + 150 g di burro di cacao su 300 g di farina!!! e di nuovo serve più lievito), che si conservi a lungo... e sia più stabile possible (lo zucchero serve anche a quello).
    Ma è un cibo morto.
    Ora non dico che tutto debba essere fatto col lievito di birra, per carità. Però già montando le chiare a neve, per dire, si otterrebbe una certa morbidezza, o anche semplicemente con un lievito chimico in DOSI UMANE. :-)
    Scusa se mi esprimo così decisamente.
    Comunque interessante la concezione lessicale di tuo figlio :-)

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    1. HO sbagliato a scrivere Pellegrina, sono due cucchiaini, ma il NI mi è rimasto nella penna, cioè nella tastiera! Ma hai cmq ragione sul discorso della cucina sassone o made in USA, sui grassi, sugli zuccheri (veramente, anche io quando ho letto 4 etti e mezzo di zucchero ho avuto un colpo...sarà per quello che ho dimezzato tutte le dosi, così mi facevano meno effetto 225 gr di zucchero su 150 di farina, anche se ovviamente la percentuale è sempre quella..E devo dirti una cosa: una volta apprezzavo anche io di più i dolci cremosi o queste tortone, mentre ora preferisco i lievitati, col sano lievito di birra, meglio ancora se fatto col lievito madre, roba viva, non fatta gonfiare artificialmente, ti do pienamente ragione!
      Sono contenta che trovi interessanti le uscite di Gabri: mi fa persino tenerezza quando se ne esce con certe trovate del tutto fuori posto ma che...ti assicuro, rendono l'idea. Soprattutto se vedessi la faccia..;-)

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    2. Sei bravissima, io il lievito madre non so neanche che faccia abbia!
      Altro che croissant, se vengo a Torino è quello lì che voglio assaggiare. Sei anche molto gentile a dirmi che mi intendo di cucina: non ho un decimo, anzi un centesimo della esprienza e della pratica di voi foodblogger.
      Solo, mi ricordo come si facevano i dolci nella mia infanzia, nella mia famiglia, o in altre: torte lieviate, spomose e morbide se ne sono smepre fatte col "sano" lievito chimico, ma in proporzioni necessarie, non gonfiate.

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  4. Raramente mi diverto sui blog di cucina come invece mi succede qui.
    Perfetta analisi, accidenti che memoria hai!!!
    Il cioccolato bianco mi piace moltissimo, ma concordo che la glassa con i quattro etti fa impressione persino a me che sono più indulgente di Pellegrina sulla cucina d'oltreoceano, o sulle ispirazioni che dà...:-)

    La farò di certo!

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    1. Lo so lo so che sei indulgente. Sulle ispirazioni sono d'accordissimo con te, me ne hai trasmesse talmente tante tu e non posso che ringraziarti! Ma appunto sempre ispirazioni e sempre chiedersi il "perché" di certe dosi e procedimenti.:-).

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  5. AHAHA Araba. grazie, i tuoi commenti, con quelli di Pellegrina, Francesca, di Caterina , di Vale e tanti amici che ora dimentico, mi fanno sempre piacere, specie quando arrivano dall'Araba più famosa del web! I tuo spaccati di "vita coi turchi" sono sempre da leggere in un fiato, sia che siano divertenti, amari o riflessivi! E quindi li leggo sempre volentieri, sennò che noia, sempre a inventarsi post di ricette...:-)
    Buona serata, allora, a te e..a Mela.-)
    Cinzia

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  6. complimenti una gran ricerca personalmente il sapore del cioccolato bianco mi piace molto anche nei dolci come ingrediente, una grande ricetta hai selezionato

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  7. Ciao Cinzia, prima di tutto mi scuso se il mio profilo risulta sempre "anonimo" ma vista la mia età la tecnologia mi fa continuamente lo sgambetto. Comunque alla fine metto sempre la mia bella firma così sai chi sono ...
    Come sempre leggo il tuo blog per come racconti le cose e mi stupisco di come il tuo "occhio" sul quotidiano sia molto simile al mio (forse l'ugual nome fa pensare a date di nascita simili e se sei anche tu una "ragazza" fine anni '60, poiché é in quel periodo che il nome dilagò, allora il nostro occhio simile ha origine generazionale).
    Detto ciò, ti scopro anarchica e contestatrice dei blog di cucina, molto bene: non solo perché rivendichi il diritto di contestare chi si autoincensa (vai sorella !!! freedom !!!) ma anche perché non hai paura di dire quando una ricetta non ti é riuscita. Mi pareva strano che a tutti riuscisse sempre tutto benissimo. Last but not least (haò, come direbbero i britannici) mi sveli anche tentativi di plagio mal camuffati onde per cui capisco che ci sono donne che raccimolano qualche euro riproponendo ricette altrui: la natura umana raggiunge livelli di bassezza culinaria inenarrabili !!!!
    Un abbraccio
    Cinzia di Vercelli

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    1. Cinzia, ormai riconosco anche i tuoi commenti, e grazie per passare spesso..
      è vero, di natura sono "un po'" polemica, ma cerco di essere sempre obiettiva ma il carattere, si sa, viene fuori.
      Allora al prossimo ricetta e al prox commento...anche se sono a dieta, sigh.-(

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  8. Ciao cinzia! che buonaaaaa adoro il cioccolato bianco e la tua supe decrizione mi ha messo una voglia!! ^_^ un bacio

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  9. Bella ricetta e bel blog.Da oggi ti seguo e mi unisco ai tuoi sostenitori. Se ti va passa a trovarmi, Clementina.

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  10. no cacchio!!!
    avevo scritto un post chilometrico tipo maledizione di tutankamon e il maledetto se l'è pappato!
    allora ci riprovo! manco mi ricordo che avevo scritto..vabbè...tipo:
    noo ma cavolo io ti adoroooo!!! ti prego sposami!!!!
    sono piombata (anzi dovrei dire piuttosto mi sono spiaggiata tipo balenottera azzura, visto la stagione e la leggiadria che mi contraddistingue) sul tuo blog e ho finito per leggermelo praticamente tutto, almeno per quello che riguarda i dolci!!!
    mi piace molto come scrivi, hai una vena comica unica!!!
    anche io ho un blog di cucina e cerco di fare qualcosa di simile, ossia di non noioso, con risultati alquanto dubbi! ma vabbè.... ai posteri l'ardua sentenza!
    purtroppo ci sono milioni di blog davvero noiosi , tipo morte cerebrale che ci entri e vorresti scappare subito, e non si sa come mai sono i + letti, io se vado su un blog non voglio leggere solo la ricetta, voglio che mi resti anche qualcosa di chi l'ha scritto, e qui è successo!!!
    ti lascio un mio link, le mie disavventura con la creme brulèè, se ti va di venirmi a visitare ne sarei lieta, ciao!
    http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/creme-brulee-alla-amelie/

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  11. Ahahaha!! Ciao Cinzia, non ci conosciamo ma sono capitata qui per caso proprio seguendo la foto di questi quadretti 'di salvataggio' che a me sembravano umidi e buonissimi.... E mi sono letta tutto il post, mentre aspetto che la torta salata cuocia. Non che sia stato difficile, sei divertentissima!!! E combinazione proprio due giorni fa mi ero scombussolata dalle risate per le 'disgrazie' dell'Araba in cucina che mi ricordavano le peripezie che avvengono nella mia cucina... E poi questo tuo
    Post!!! Come ho scritto all'araba, essere pieni di risorse è un gran talento nell'arte culinaria... Almeno quella fai-da-te! Grazie per le risate e la ricetta!!!

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    1. GAijna, grazie a te invece per essere passata di qui e per il tuo commento, mi ha fatto proprio piacere! Almeno ho fatto passare cinque minuti divertenti a qualcuno, e non è poco! .-))
      Un abbraccio!
      Cinzia

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  12. Letto tutto d'un fiato, sono morta dal ridere.
    Ho il libro di Donna Hay, ma la torta in questione non aveva mai attirato la mia attenzione, tu l'hai fatto.
    La provo al più presto
    Un bacio

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    1. Cristina ciao!! ANzi, dovrei dire Chicca! CHe piacere rivederti! Come stai?
      Grazie per la tua visita anche se io ricambio poco..giro poco, posto e basta ma mi fa piacere vedere le "vecchie" amiche, e le tue torte sono state tra le prime che ho fatto! Ciao , Buona serata!
      CINzia

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