TORINO FOOD

venerdì 23 agosto 2013

VITA DA SPIAGGIA 2: IL MARE E LA PULIZIA DEI PIEDI





Agosto, stessa spiaggia, stesso mare.
Da quasi cinquant'anni, infatti, praticamente da quando ero ancora un uovo, vado in vacanza nello stesso posto,  stessa spiaggia, stesso mare, nella popolatissima e popolana Liguria di Ponente, nel savonese, patria di mandrie e mandrie di turisti milan-torinesi, turisti di massa come me, turisti a basso prezzo, ben diversi dagli eleganti, affettati, raffinati turisti che popolano invece la Riviera di Levante, quelli di Portofino, di Santa Margherita Ligure, di Arenzano, dei resort dove ci trovi da Madonna a Piersilvio, da Renzo Piano a Lapo Elkann. Qui, nella riviera di ponente, siamo più ruspanti, più rustici, ci trovi il classico cafonazzo milanese proprietario di fabbrichetta (o forse quelli della fabbrichetta sono i bergamaschi? Tanto, sempre lumbard, sono, e come tali, guardati con sospetto da noi piemontesi), il piemontese "bacuaro" (l'equivalente del milanese cafonazzo etc etc ma traslato nelle Valli di Lanzo), l'impiegato/Fantozzi che aspetta solo le vacanze estive (....sigh!)per potersi rilassare e via dicendo.
E anche io, con tutta la mia famiglia, alias Gabriele, e mia sorella, faccio parte di questa schiera di varia umanità che annualmente assalta la costa ligure per trovare un p' di pace e refrigerio.
Mi concedo un lusso: la spiaggia privata. 
Anche perchè non ci sono spiagge libere.
O meglio, ce  ne sono due, entrambe agli antipodi del paese; una è quella "dei cani", che non sono i miei simili ma più villani e maleducati di me, ma cani veri e propri, di cui io ho paura dalla nascita e che quindi mi guardo bene dal frequentare (anche perchè, usciti dall'acqua, i cani prendono quel fragrantissimo odore di cane bagnato -mannò- che tanto piace ai loro padroni quanto disgusto provoca negli altri malcapitati vicini al suddetto cane), e un'altra non è una spiaggia ma una discarica. Così, concedo a me, ma soprattutto a Gabriele, una spiaggia privata, a pagamento, dotata di lettini, sdraio, docce, bagnini puntualmente ubriachi, ragazzi schiamazzanti che ti prendono a pallate in faccia esattamente sotto il cartello "vietato giocare a pallone" ma puntualmente ignorati dalla direzione (sono figli di genitori paganti pure loro, poveri ragazzi!) e  abusivi sul bagnasciuga. Già. Infatti, non so se sia vero o  una leggenda metropolitana (e non voglio nemmeno prendermi la briga di cercare in rete la normativa, sono in vacanza, quindi no leggi, no dispute, no contenziosi!) ma pare che, a un tot di metri dalla battigia, tutti possano sostare (o transitare?), anche se non clienti degli stabilimenti, e quindi gratis.  E quindi, davanti alla prima fila  profumatamente pagata, si forma sempre un'altra prima fila di abusivi, belli distesi con i loro asciugamani, a costo zero. Vabbè, ma è agosto, hanno diritto anche loro a fare un bagno, come me, come Gabriele..

E infatti Gabriele sguazza contento ogni pomeriggio tra le onde, lui e il suo tubo color rosa-Peppa Pig, ride, nuota, urla...e beve. Ride talmente tanto, e con la bocca spalancata, che ad ogni onda ingolla delle bocconate d'acqua da un litro, e a fine bagno ha messo su tre chili di acqua di mare inghiottita. 
Ma, si sa, come dicono qui, l'acqua di mare disinfetta, pulisce, fa andare via il raffreddore e la tosse, la gotta e i vermi nella pancia,  e quindi non mi preoccupo troppo; sto solo attenta ad evitare, e nuotare ben lontano, dalle persone ferme. Ferme, sì. Troppo ferme.  E che magari scambiano il mare per la loro privatissima discarica privata di luridi liquami personali, ecco. Ma per il resto non sto troppo a far la difficile: non voglio pensare che, così come si suda fuori, un minimo si suda anche in acqua, e quindi Gabriele, ogni volta che ingolla l'acqua di mare, ingolla anche una discreta percentuale di sudore umano, pelle, forfora e via dicendo di quanto di peggio offre l'epidermide umana a mollo, brufoli e sputazzi compresi.
E quindi, dicevo,  ogni giorno sguazziamo, e beviamo, beviamo, ridiamo, e sguazziamo e beviamo.
Anche  ieri. Sguazziamo in acqua beati, vicino alla battigia, prendiamo le onde dove si dissolvono sulla sabbia contenti come pasque. C'è solo 'sto tipo qui da mezz'ora che si ravana 'sti piedi, bah, affari suoi...un "abusivo", sì, un  "portoghese", ma comunque decoroso: alto, abbastanza muscoloso, come dicono le vecchie comari "un uomo piacente", sulla quarantina. Distinto, non un emigrato clandestino, non un poveraccio, no, una "persona perbene" (Dio ce ne guardi  e liberi).
Lì, sul bagnasciuga, seduto dove si infrangono le onde. E si dà un gran da fare con le mani. Si tocca i piedi, con un impegno e con un'operosità tali da ricordare un artigiano intento a piallare del legno. Con metodo, con cura, con energia....mah, forse lo ha morso una zanzara, mi ripeto,...una zanzara tigre, a giudicare dall'energia e dal gran movimento di mani e braccia attorno a 'sti piedi. Anzi, un esercito di zanzare tigri...addirittura  ha un affare in mano..una specie di spazzola, per grattarsi, ma senza denti...Ma butta anche in mare, gratta e sciacqua e riversa in mare...fammi guardare meglio ..ma... ma... non è una spazzola, che ha in mano..è.....E' UNA SPAZZOLA PER I CALLI E DURONI!!! E il tipo ci sta dando dentro  da almeno quindici minuti buoni! Spazzola, gratta, rovescia in mare, toglie ancora con dita e unghie pezzi di piede, pezzi di calli e duroni e butta in mare, dove stiamo pascolando io e Gabri, poi si sciacqua il piedi, riprende a levare chili di schifo da un piede e buttare in mare, sciacquarsi, con la lena di  un muratore, poi cambia piede e riprende il suo lavoro di pulizia, buttando in mare tonnellate di schifezza di pelle, calli e porcheria di piedi incurante di noi tutti.!! Lo schifo mi sommerge! Penso a tutta l'acqua che si è tracannato Gabriele, mi viene da svenire e vomitare assieme! Quasi in preda al panico urlo a Gabriele, ma guardando il tipo "vieni via, GAbriele, che questo zozzone si pulisce i piedi in mare!!". Quello sente, mi guarda e ..non fa una piega. Niente, nessuna espressione! Imperturbabile! Immoto! Nè pare vergognarsi (quando mai) nè pare arrabbiato, nulla, continua a pulirsi i piedi e sciacquare in mare. Magari non ha sentito, mi dico...e ripeto l'urlo, guardandolo dritto dritto  negli occhi. Macchè, niente, continua la pulizia dei piedi, come se io non avessi parlato, come se fosse la cosa più naturale del mondo, come pulire le acciughe in mare, peccato che questi siano piedi...
Desisto, chiappo Gabri  in fretta e furia e usciamo.  Ma non finisce qui, razza di villanaccio sporcaccione e maleducato! Lo dico a tutta la spiaggia! Lo addito, lo indico, in meno di cinque  minuti il porco ha tutta la spiaggia che lo sta guardando da dietro, alle spalle, con la faccia schifata. Ma lui continua imperterrito a levarsi carrettate di porcheria, pelle e calli dai piedi, con l'alacrità di un cottimista, incurante e serafico, continua nella sua pulizia zen.  L'allegro spettacolino dura  tutto dura in tutto circa trenta minuti. Trenta minuti di pulizia. Trenta minuti di scaricamento in mare di ogni genere di porcheria piedesca. Poi, compiaciuto, torna al suo asciugamano soddisfatto, con l'aria compiaciuta di chi ha adempiuto il proprio dovere e lo ha adempiuto bene, con coscienza e impegno, contemplandosi  e toccandosi ancora i suoi piedi belli, puliti grattati e con la pelle rosa come quelli di un bebè, sodiisfatto, appagato, noncurante di noi, che lo guardiamo disgustati.
E allora mi domando...
Forse sbaglio io? Forse un mare che sopporta tonnellate di tonnellate di petrolio da navi andate a fondo, di vagonate di liquami fognari e rifiuti vari, non  può anche sopportare una semplice pulizia di piedi ben fatta?? Ma poi mi dico... no, il mare forse (forse, ho detto!) potrà anche sopportare una pulizia di piedi in più, ma siamo noi che meritiamo un po' più di rispetto dai nostri simili: non si chiede molto, solo un uso più congruo del mare ma anche di quella santa invenzione della "stanza da bagno", che non corrisponde al bagno in mare!
Che dire?
Il mare è inquinato, e va bene, ma se dovessi scegliere se mi fa meno schifo il mare inquinato da idrocarburi e simili  o quello insozzato da pipì (perchè c'è pure quella, e in percentuali bulgare, immagino..), porcherie piedesche o altri prodotti "umani", forse sceglierei il primo...
Il prossimo anno, vado a Courmayeur!


p.s. So bene che questo è ben il secondo post consecutivo senza ricette, ma  qui in vacanza cucino cose talmente "basiche" da vergognarmi a postarle.  Ma a breve  arriverà una ricettina, abbiate fede....-)





3 commenti:

  1. Cin come sempre sei un mito nell'esporre con ironia e sarcasmo le meravigliose attività dei nostri consimili in vacanza.
    Non ci sono parole da aggiungere al perfetto e ironico racconto fatto da te.
    Acuta osservatrice del misterioso genere umano dei nostri simili.....:-)

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  2. Santo cielo, che schifo!!!
    Qui dove vivo ravanarsi i piedi è sport nazionale: si siedono (solo gli uomini) sulle panchine dei centri commerciali e cominciano a cercare non so cosa tra le dita :-( ma almeno la spazzola per duroni non la portano :(
    No comment!!!

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  3. <paola...triste a volte osservare i nostri simili..
    Araba...vedo che mi batti sempre, anche a schifezze viste...,.-)

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