TORINO FOOD

mercoledì 2 ottobre 2013

BANOFFEE PIE





E al diavolo anche la Banoffee pie!

Come diceva Robert de Niro alias Nick Novecento nel film " La leggenda del pianista sull'oceano" (in realtà, a voler essere precisi,  lui diceva esattamente: "E in c..o anche al jazz!",ma non stiamo a sottilizzare...)!
Era tanto che la preparavo, che la pregustavo, Banoffee di qui, Banoffee di là, con quel nome poi così carino, così  altisonante, così....british!  Da quando l'avevo vista sul numero di agosto di Cucina Moderna, avevo deciso  che l'avrei fatta a breve: troppo succulenta, troppo invitante, troppo cremosa! E anche veloce! Sembrava la classica furbata, la cosa facile ma d'effetto e, soprattutto, di gusto!. Certo, una porcata, niente di difficile, nessuna ganache complicata, nessuna colla di pesce, gelatina, termometro da pasticcieri, niente, solo una crema velocissima, un po' di panna montata e una semplice base da cheese cake, figurone assicurato,  che vuoi di più?
Praticamente già dieci giorni prima mi ero organizzata e avevo comprato tutto il necessario: avevo comprato i cari e vecchi Digestive, che danno quel tocco di salato che "rompe" il dolce,  il burro, le banane tra le più belle che ho trovato e ..il latte condensato, per la crema.
Già, perchè nella crema ci va il latte condensato.
Una crema che è un mix tra una salsa al caramello, un toffee e un mou, insomma, quella roba lì, ci siamo capiti.
Ma mica ci va così, nudo e crudo, il latte condensato..
Cotto, ci va. 
Nella pentola a pressione.
Con tutta la lattina.
Chiusa.
....
Eh, sì, così c'è scritto,  " mettere la lattina chiusa in pentola a pressione ricoperta d'acqua, e dopo 20 min. dal fischio spegnere, far raffreddare e aprire la lattina  etc etc..".
!
Ho già sentito di 'sta storia, della lattina intera chiusa in pentola a pressione, non mi  è certo nuova ma...ma ora il fatto è che dovrei farlo..IO!
IO dovrei mettere una lattina CHIUSA in una pentola a pressione!! 
La pentola a pressione, di cui mi ricordo da piccola scoppi vari e volate sotto il rubinetto dell'acqua fredda per repentine raffreddate.
La pentola a pressione..dove c'è scritto nelle istruzioni di stare attenti alla valvola e metterla rivolta verso il muro, in caso scoppiasse (o almeno, nella mia vecchia pentola a pressione c'era scritto così), insieme ad una sfilza così di raccomandazioni che più che sembrare un libretto di uso di una pentola sembra il bugiardino di un barbiturico!
La pentola a pressione, di cui ho zero dimestichezza perchè, minestre a parte, mi sembra che faccia tutto tipo "bollito" e sciapo..
E ora..
Ora dovrei addirittura cacciare nell'infida pentola addirittura una lattina di metallo! Chiusa!!
Eppure, se lo scrivono su una rivista...
Eppure, se lo fa  così addirittura  l'Araba..
Eppure, se persino lui,  Bressanini,  non mi dice esplicitamente "NOOO..NON LO FARE, RISCHI DI SCOPPIARE TU E LA PENTOLA E LA CASAAA!".. 
Se anche loro non mi dicono di desistere, rischi non dovrebbero essercene..
E in effetti la povera Araba, subissata come al solito dalle mie domande, cerca di rassicurarmi, dicendomi che lei usa sempre questo metodo, che la cottura dura solo venti minuti e che a lei non è mai successo niente. Ma nella mia testolina pavidissima, questo è leggermente diverso dal dirmi, che so, "non può scoppiare perchè un solido immerso in un liquido portato a x gradi per un tempo Y, per la legge di  SSS e moltiplicato il raggio della varianza della funzione sinusoidale..." ecco....
E anche il mitico Bressanini, sempre disponibile e gentile, non mi dice esattamente  questo ma mi dice un'altra cosa..
Mi dice..."fallo a mano, perchè sennò non puoi controllare la cottura"
L'appiglio che aspettavo.
Ecco, lo farò a mano. 
NO, non per paura che scoppi tutto, no, no, e che è, ma solo perchè così potrò tenere d'occhio meglio la cottura ;-)
E poi anche perchè in fondo mi intriga di fare 'sto dulce de leche in casa, partendo solo da latte, zucchero e bicarbonato! E che ci andrà mai, che non sono capace di stare dietro a un litrozzo di latte che sobbolle, tz!!
E poi, il latte condensato non mi piace manco!
Insomma, faccio il dulce de leche home made come da post precedente, con gran mia soddisfazione!
Insomma, ormai avevo tutto pronto due giorni prima (prima di sabato, giorno deputato agli esperimenti cucinerecci).
Giovedì sera, avevo già anche tritato i biscotti per la base!
E quindi, riassumendo: base? Fatta. Dulce de leche?  Idem. Banane? comprate. 
Et voilà, sabato avrei solo più avuto la parte bella: assemblare, comporre, creare. E mangiare.
Solo che...
...Peccato che venerdì sto male.
Male come un cane (un classico)
Mi trascino via dall'ufficio con gli occhi semichiusi e gonfi, passo con fatica a ritirare il pargolo a scuola e mi fiondo a casa. Comincio a starnutire. Il  naso è un rubinetto aperto, mi metto la carta igienica nelle narici, con gran stupore di Gabriele, che ancora non si è abituato a questa mia pratica di sopravvivenza. Non riesco più a respirare. Nel frattempo mi ingozzo di farmaci. Ecco, così ho pure voglia di vomitare. Nausea, mal di testa, mal di denti...
E in più, il pensiero della Banoffee a metà, ancora da completare. Il dulce de leche chi mi aspetta in frigo. La panna da montare. La base da assemblare. Mi viene da piangere, pensando di buttare quel ben di Dio.. Passo la notte tra i tormenti, tra colamenti, nausea e pensiero della torta a metà.
Non so come,  non so con che forza,  dopo una notte di tregenda,  il sabato mi impongo di completare il dolce.
Ma non riesco. 
Faccio impazzire la panna. La base di biscotti, non lasciata raffreddare in frigo per fiondarmi a letto, forma un tutt'uno col dulce de leche, quando glielo spalmo sopra, formando un impiastro informe che livello a manate, letteralmente.  Sulle banane, tagliate troppo spesse,  ho messo troppo limone, e ora cola su tutta la base, già miserabile di suo. Ma l'unico pensiero è finire in qualche modo per non buttare tutto,  scattare una foto  dell'impiastro alla bell'e meglio e tornare a letto di filato.
Ad ogni modo l'ho messa assieme.
Di assaggiarla, non se ne parla: solo a vedere la panna (rifatta, ovviamente, perchè l'altra era granita), mi viene da vomitare.
E quindi lascio volentieri assaggiare agli altri.
Assaggiano, mangiano, fanno il bis.. tranne Gabriele, ma d'altronde lo sospettavo...
Ne hanno mangiata un quintale
Han detto che era buona.
Io ho provato ad assaggiare mezzo cucchiaino di crema (il massimo dello stoicismo, per lo stato in cui ero), non ho sentito alcun gusto e dopo 30 secondi netto ero volata in bagno, coricata sul lavandino..

Dicono che è buona....


Ah, dimenticavo. Fa schifo anche la foto (oltre all'assemblaggio; il gusto, invece, appunto, pare sia ottimo)





Che altro dire? Ho fatto la tanto desiata Banoffee Pie. Com'era? Non lo so. pace. Toccherà rifarla...:-)

P.S. Ah, non sto a dire che BAN -OFFEE  è un mix tra Banana, Toffee, cioè il mou, il dulce de leche interno, e penso anche coffee (caffè per aromatizzare la panna montata)  e che l'ha inventata negli anni  '90 un pasticciere londinese, mi pare...non lo dico..non lo dico, no...mica l'ho detto: tanto trovate tutto in rete!




BANOFFEE PIE
(da "Cucina Moderna" di agosto 2013)

Ingredienti per uno stampo rotondo di cm 23 diametro:

Biscotti tipo Digestive: 225g
latte concentrato zuccherato in lattina 450 gr (io 450 gr di dulce de leche fatto in casa, vedi post precedente)
2 banane
succo di limone: poche gocce 
panna fresca: 450 ml (in realtà bastano 250 ml. e sono già molti)
burro: 100 gr
zucchero: 1 cucchiaio
caffe solubile (io orzo): 1 cucchiaino
cioccolato fondente 60 gr (per copertura: io omesso)
facoltativo: stabilizzante per panna (io omesso)

Esecuzione:
Fate bollire il latte concentrato in pentola a pressione per 20 minuti dopo il fischio e direttamente nella sua lattina a cui avrete tolto l'etichetta. Toglietelo dall'acqua e lasciatelo addensare. In alternativa potete adoperare una pentola tradizionale e far bollire tre ore (io ho fatto il dulce de leche in casa, vedi post precedente).
Imburrate una teglia da crostata di 23 cm di diametro, sbriciolate i biscotti (io al mixer) impastateli col burro sciolto a bagnomaria o microonde e rivestite la teglia, bordi inclusi. Premete con un cucchiaio per dare forma al composto e livellarlo, quindi mettere in frigo per 15 minuti.
Spalmate la superficie del dolce con la crema di latte addensato (o dulce de leche), coprite con le banane tagliate a fettine e irrorate con succo di limone (poche gocce, sennò coleranno sulla crema sottostante).
Montate la panna con lo zucchero e il caffè solubile (io orzo)
Distribuite il mix sulla torta e mettete in frigo per un'ora almeno. Togliete dal frigorifero, coprite, a piacere, con cioccolato fondente sciolto a bagnomaria o microonde e lasciato cadere a pioggia sulla torta.
Tagliate e servite




10 commenti:

  1. Mi fai sempre morire!!! :)
    Spesso faccio questo dolce in monoporzioni nel bicchiere, mi sembra sia meno...pericoloso, perchè come dici anche tu chi gli è attorno se ne mangia un quintale :D

    Ma come ti metti la carta igienica nella narici???? O__O

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    1. araba, prox volta anche io!
      Ebbene sì, pezzi di carta igienica nelle narici, uno spettacolo penoso..ecmq non bloccano gli starnuti...-(

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  2. Una gran delicia de pie se ve irresistible me llevo su receta,abrazos

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  3. bellissimo post, mi sono scompisciata dal ridere il che è tutto dire perchè anch'io sto male, bravissima

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    1. Chicca, meno male che almeno ti ho tirata un po' su!!.-) E ora vengo a vedere la torta di mele che ho visto su FB,...tu sei una maga delle torte!!

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  4. mi ci voleva giusto una bella risata per iniziare la giornata.. :-)
    Dev'essere davvero buono questo dolce....
    Ma anch'io sono curiosa.... la carta igienica nel naso???

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    1. BArbara, non essere curiosa.. è uno spettacolino indegno vedere me che giro con la carta igienica che esce dalle narici ...Gabri ha addirittura non dico paura ma "soggezione" sì....-(

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  5. ahhahaha scusa ma fa morire dal ridere il post!!! poveraaa!! ps: la torta sembra una meravigliaaaa!!

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  6. Abaya, ehehe....ma sai come mi spiace non sapere nemmeno che gusto ha, 'sta torta benedetta, porca misera....-))

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