TORINO FOOD

martedì 19 novembre 2013

BONET di Luca Montersino



Si legge "bunet"!
BUNET, capito, bunet, con tanto di T finale!!  
Sì, con la T finale, così come si pronunica la R finale nel cognome della nostrana e ruspante Mara, che è veneta. A quale ignorantone verrebbe mai in mente di chiamarla "Mara Venié", alla francese, mentre Venier è un cognome veneto,  così come Benetton, che si pronuncia con le due TT, BeneTTon, e non Beneton, alla francese??
Ecco, idem per il bonet, pronunica bunet, che non è veneto ma piemontese, e si pronuncia BUNET, lo ripeto per la quinta volta. 
In genere detesto ribadire quello che cani e porci già sbandierano in lungo e in largo sul web, in Tv  e su tutti i media possibili e immaginabili, detesto ribadire ciò che mi pare ormai anche i classici "banchi" (non ci dicevano così, a scuola, alle elementari? "Lo sanno anche i banchiii!!") sappiano fino alla nausea, e cioè la semplice pronuncia di un nome, eppure...
Eppure lo devo fare.
Ancora oggi, girando per il web per trovare e confrontare varie ricette di BUNET (scrivo come si pronunicia, va', così facciamo prima), mi sono imbattuta in video di gente che, preparando il noto dolce, e pure sbagliandolo (in quanto si vede una montata di uova che assolutamente nel bunet non va fatta  - le uova infatti vanno solo mescolate, non montate, anzi, bisogna assolutamente cercare di NON incorporare aria: è una crema, non una montata!!), pronuncia, con malcelato autocompiacimento, la fatidica parola "francese":  bonè!! "Preparate il vostro bonè"....
SEEEE, BONE' TUA NONNA, ACCIDENTI DI QUELLA MISERIA!!! MANCO SAI PRONUNCIARE CORRETTAMENTE IL NOME DI QUELLO CHE PREPARI, e pure te la tiri a fare video di qua, video di là, libri, riviste, ospitate in TVV....MA VA' A DORMIRE, VA'...!
Non vi sto a dire qual è il video in questione ed il suo autore/trice, popolarissimo/a, vi dico solo che è praticamente un video,  dove dove una casalinga intraprendente si improvvisa chef cucinando, a suo modo, tutto il cucinabile mondiale e planetario, e solamente per questo motivo, penso, cioè per il vasto assortimento di cibi che è riuscita  a postare, è assurta agli onori delle cronache culinarie, pur essendo assolutamente digiuna di basi culinarie -almeno agli inizi, ora qualche corsetto deve averlo frequentato e deve anche aver fatto un salto da un bravo estetista, che ne aveva molto bisogno - e cannando di brutto numerose preparazioni, e non proseguo oltre.
Insomma, è chiaro, no? Così come il vitel tonè è piemontese, e non francese, dove si pronuncerebbe al massimo "veau au thon" e non certo "vitel tonè", lo stesso vale per bonet. E' piemontese, e vuol dire semplicemente "cappello", sì, un cappello tipo coppola, rotondo, e da qui il nome del dolce, anche se ora la moda è di farlo a modello mattonazzo nello stampo da plum cake e non più rotondo. Non è elegante, non è francese, è solo una papalina che dà il nome au dolce, tutto lì. 
E credete, non lo dico perchè io sia fanatica del Piemonte, dei piemontesi, del Po, del Monviso, di Bossi, della Lega Nord o dei Celti, no. E' vero, sono anche io piemontese, ma solo per metà, diciamo che sono una bstd..oops, una meticcia,  una mezzosangue, con metà sangue langarolo e mezzo nisseno, di Caltanissetta, e quindi non ne faccio certo una questione di campanili. Mi piace solamente esprimermi se non bene almeno correttamente, nella lingua che parlo, sia italiano, inglese o ..piemontese!  E mi incz nel vedere siti al top, siti agli onori delle cronache, video, ricette o altro, dove 1) il nome di ciò che cucini, manco lo sai corretto e 2) nemmeno  fai giuste le preparazioni che illustri nei tuoi video/libri/post.
Ad ogni modo, io il bonet lo so fare. Lo sapevo già fare "prima", cioè, di girare in rete per vedere se la ricetta che conoscevo io aveva un qualche riscontro o no, ma voleve appunto un conforto. E quando ho visto certi scempi, è ovvio che io sia finita dove finisco sempre.
Su di lui.
Non letteralmente, certo (purtroppo;-)
Insomma, ho digitato "bonet Montersino". E mi sono vista il video.
Ahh, che bello, Luca parte e prepara.. il "bunet", sant'uomo mica il bonè, e che è 'sto bonè?. E già gli stamperei un bacio in fronte!
E poi lo esegue. Come lo faccio io, con la ricetta che conoscevo da sempre, che lui arricchisce, da bravo chef, del suo tocco, cioè di panna, per strutturare il tutto. 
E soprattutto...non ci mette il cioccolato
Già, non ce lo mette. Ci mette il cacao!
Quanti bonet ho visto, in giro, che al posto del cacao ci mettono il cioccolato. E io non so se sia "giusto" o no, ma la ricetta tipica, che conosco io, che faccio io,  e che ho sempre visto fare dal parentame in giro per le Langhe, e da mia nonna e mia madre stesse, prevede solo e rigorosamente l'uso di cacao amaro, non di cioccolato. Questo era il motivo per cui cercavo in rete, per sapere se il parentame usasse il cacao solo perchè, reduce da carestie guerresche, si buttava sul più economico cacao, o se veramente la ricetta originale prevedesse il cacao.
Devo dire che ancora ora, non lo so.
Ma so che Luca Montersino lo fa con il cacao, e tanto mi basta.


P.S. E, dicevo, nonostante non fosse mia intenzione, questa volta, fare una ricetta di Montersino, alla fine la ricetta è la sua. Finirà che prima o poi  mi chiederà la royalty per uso (improprio) di immagine ;-)






BONET  di Luca Montersino

Ingredienti:
340 gr di uova intere
150 gr di zucchero
75 gr di cacao
150 gr di amaretti sbriciolati grossolanamente a mano
600 gr latte intero fresco
150 gr di panna
30 gr caffè
15 gr ruhm
i semi di una bacca di vaniglia

Esecuzione:
Per il bonet.
Versate in un pentolino panna e latte e portate a bollore
In una ciotola miscelare velocemente,  senza montarle,  le uova e subito lo zucchero (operazione da fare subito altrimenti lo zucchero rovina le uova).
(Attenzione a NON montare le uova, vanno solo miscelate: se venissero montate, il dolce risulterebbe tutto bucherellato e spugnoso). Unire il cacao (precedentemente setacciato), il caffè, la vaniglia, il rhum. Sbriciolate a mano e grossolanamente gli amaretti e uniteli alla crema di uova. 
Versate sul composto il latte e la panna bollenti e amalgamate con la frusta., cercando di non incorporare aria.
Preparate un caramello a secco e versatelo sul fondo di uno stampo.
In una teglia mettete sul fondo uno strato abbastanza spesso di carta da cucina (due o tre fogli sovrapposti), posizionatevi lo stampo con il composto e riempite di acqua ben fredda la teglia per oltre la metà della sua capienza. L'acqua fredda e la carta cucina serviranno a diffondere più dolcemente il calore. Scaldate il forno a 130/140° (una temperatura maggiore farebbe risultare il dolce con dei "buchetti" all'interno) e cuocete per un'ora circa (posson bastare anche 45/50 minuti: verificare).  Fate raffreddare, passate un coltello lungo i bordi, sformate e, con una spatola lunga, fate scivolare via   il caramello dalla cima del dolce, per decorare con panna montata (il caramello lungo i bordi, altrimenti, farebbe scivolare via le decorazioni di panna montata).
Decorare a piacere e servire preferibilmente con panna montata.


N.B: le uova non devono   montare, bisogna  solo mescolarle con lo zucchero e il cacao.
La quantità di panna può variare, in rapporto al grado di struttura e cremosità che si vuole ottenere.
Il bonet si gusta e si taglia meglio previo riposo in frigo di almeno qualche ora. Meglio sarebbe cucinarlo il giorno prima di gustarlo.



12 commenti:

  1. Mi piace moltissimo questo dolce, pensa che a casa mia si è sempre fatto perchè una signora piemontese diede la ricetta a mamma che era appena sposata, oltre trenta anni fa! Ce l'ho sul blog, ma invece del cacao c'è il cioccolato fondente.
    Non ho mai tradito quella ricetta, che per me era il "il budino della signora Tina" :) farò un'eccezione per te e Montersino :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Araba, ricordo benissimo il tuo blog, come ricordo benissimo che ci mettevi il cioccolato...io ho sempre visto il cacao, ma mi sa che è come la storia arancine-arancini....forse il giusto non c'è, il tradizionale, ma son buoni tutti e due..scusa solo se continuerò a preferire quello col cacao, ma sai...vista la bella compagnia, non cambip (certo, anche la tua è una bella compagnia, ma vuoi mettere..;-))

      Elimina
    2. Ma mica volevo fartelo provare!!! Era solo per ricordare come per questo budino sia un po' di famiglia...ma sono curiosissima di provare il Montersino way ora!!!

      Elimina
  2. Io lo faccio senza panna, con solo latte intero, ma giuro non monto le uova! E sto molto attenta alla cottura in forno a bm! Però lo ammetto l'ho sempre sentito chiamare alla francese e chiedo venia! Mi intriga la tua versione e la proverò! :)
    Un abbraccio
    ps. da oggi lo chiamerò bUneT!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Martina, anche io lo facevo senza panna, ma devo dire che quei 150 gr sui 600 di latte, ci danno una bella consistenza cremosa senza strafare...d'altronde, mica si chiama Montersino per niente.-)
      Ciao e grazie!.-)

      Elimina
  3. Quoto appieno il discorso di pronuncia (da veneta rabbrividisco al sentire il Bénetton dei milanesi... :-D ) e ti dico grazie per avermi fatto conoscere il bonet. Ciao!!! Alessia

    RispondiElimina
  4. Gran bella faccia quel cappello!

    RispondiElimina
  5. Che belle ricette Cinzia...e che simpatia nei tuoi post.
    Passerò spesso di qua!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Monica, mi fai piacere.-) Buona giornata.-)

      Elimina
  6. Risposte
    1. Giulia, grazie! Buona domenica
      Cinzia

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.