TORINO FOOD

giovedì 21 agosto 2014

NAMELAKA




All'inizio erano tutte "creme".
Poi abbiamo cominciato a parlare di "mousse".
Poi di "ganache"
Infine  di chantilly.
Adesso ci son solo più namelaka.
Namelaka, potenza di un nome!
Una namelaka al giorno leva il medico di torno.
Pane, burro e namelaka.
Namelake a destra e a sinistra.
Ormai, in giro per il web, è un delirio di namelake!
Tutti fanno namelake.
Tutti sanno cos'è.
Tranne me.
Tranne me fino a poco tempo fa.
Finchè questo  nuovo termine ha cominciato ad ossessionarmi, trovadolo dappertutto in giro per il web.
"Namelaka, namelaka...!
Ma che è, 'sta namelaka, mi dicevo...
Forse un nuovo gioco giapponese, tipo il sudoku, mi dicevo, che 'sti nomi strani con tutte queste kappa e nessuna erre in genere sono giapponesi,  e non tedeschi..
O magari  un profumo, un piatto a base di pesce crudo, come tanto piace appunto ai giapponesi e ora anche a noi italiani (bleahh), sdoganato da noi con il voluttuoso nome di sushi, che senza questo nome suadente e trendy nessuno si sarebbe mai sognato di ingollare del pesce crudo.
Per fortuna, no.
Non si tratta di pesce crudo.
Ma di una  semplice, normale, scontatissima crema.
Una ganache, praticamente.
Ah, già, certo, ora anche tutti noi  parliamo di "ganache" come se fossimo cresciuti a pane e "ganache" mentre magari fino all'altro ieri distinguevamo a malapena la crema pasticciera dalla panna montata, oops, dalla crema chantilly!
E, sì, perchè anche la panna montata con lo zucchero, mica la chiamiamo più così: ora è rigorosamente e solo crema chantilly!  E non paghi di questo dotto distinguo, ulteriormente dettagliamo: la chantilly alla francese è solo panna montata con zucchero, la chantilly all'italiana è panna montata addizionata di crema pasticciera.
E pensare che fino a pochi anni fa per me GLI chantilly erano solo ed esclusivaente i bignè ripiendi di panna montata, e non solo la crema che li guarnisce: che ignorante!
Ad ogni modo, ora  è tempo di  namelaka!
E vuoi che io non sia al tempo? Giammai!
Voglio fare la namelaka, anche io!
E leggo in rete, mi aggiorno, giammai che io resti indietro nel settore "namelake"!
E così mi aggiorno.  E scopro che "namelaka" significa qualcosa tipo "crema cremosissima".
Ah, che nome ispirato..
Certo, il pasticciere giapponese che ha inventato questo prodigio era un fine letterato, pieno di originalità e buon gusto: come vuoi chiamare una crema molto cremosa se non "crema cremosissima"?? 
Semplice, chiaro, lineare.
Forse in Italia gli addetti di marketing gli avrebbero consigliato un nome più poetico, più articolato, ma in fondo per noi italiani, non giapponesi, non conta il nome, anzi, se non lo capiamo ancor meglio, ci sentiamo più colti. E poi il nome, in effetti - il suono del nome, voglio dire, e non il suo significato - è voluttuoso: namelakaaa, namelakaaaaa....;-)
O magari l'autore, per il nome, si è ispirato alla famosa "crema di crema alla Edgar", degli indimenticabili Aristogatti, vuoi non provare a farla?
Detto fatto: cerco in rete qualche ricetta di namelaka, che tanto ce ne sono un fottio (espressione italiana e non giapponese) e mi accingo. Certo, a vedere ingredienti e composizione non mi sembra poi tutto 'sto granchè, nè che il nostro pasticciere giapponse si sia sbattuto più di tanto nell'invenzione della suddetta crema, oltre che nell'originalissimo titolo: una semplice crema panna e cioccolato con l'aggiunta di un po' di latte e di colla di pesce, da far riposare in frigo per circa 12 ore come una normalissma ganache.  La preparo la sera per averla pronta la mattina dopo.
Sinceramente, non mi sembra tutta 'sta grande invenzione, eppure tutti la celebrano..   e io la faccio!
Prendo il latte, aumentandone solo leggermente la dose, perchè ad occhio mi pare pochino,  lo scaldo, ci aggiungo la colla di pesce e rovescio sul cioccolato, aggiungendo poi la panna fredda di frigo e non montata.  Frullo col minipimer, "cercando di non inglobare aria",  dicono tutte le ricette...Ditemi voi come si fa a usare il minipimer "senza inglobare aria" e poi vi faccio  un monumento! Ma niente mi stupisce più, in fondo non stiamo preparando una "crema cremosissima"? 
E quindi procedo: tempo, nemmeno dieci minuti, e la crema "prodigiosa" è fatta. Ora deve solo riposare in frigo per 10 o 12 ore.
Certo, è un po' liquida...
Più che una crema sembra un brodo....
Mah, mettiamo in frigo, che così la gelatina agisce  e fa rassodare tutto...
Guardo dopo un'oretta: ormai la gelatina un  minimo di effetto deve averlo fatto.
E in effetti...
Ora ha la consistenza di una zuppa! 
Mah..
Vado a nanna,  aspettando l'indomani.
Uno strano presentimento mi coglie. Una leggera inquietudine...
La mattina dopo, alle 7, sono già lì a guardare la namelaka, ovvio, piena di speranza. Pare più soda, certo,  ma comunque ancora abbastanza molle...che abbia sbagliato nell'aggiungere quel goccio di latte??  E ora che faccio, provo ad aggiungere ora colla di pesce? Ma no, proviamo a montarla, con le fruste elettriche.
Ed in effetti ottengo una bella crema, morbida, vellutata, forse un po' troppo morbida ma cmq ...non si  chiama forse "cremosa cremosissima"? E allora sarà giusto così!
Prendo il sac à poche e ci infilo un po' di crema dentro, per farne un dolce al cucchiaio.
Ma appena metto la crema nella sacca... mi esce da sotto,  dal beccuccio, finendo dritta dritta sul pavimento!! E ' talmente ..morbida, che mi cola da sotto, e mentre io metto la crema nel sac à poche di sopra, quella se ne esce di sotto, dalla bocchetta, insozzandomi il pavimento!
Accidenti alla namelaka, accidenti al mio vizio di "aggiustare" le ricette!
Fermo tutto, ho voglia di buttare tutto giù dalla finestra, namelaka, sac à poche e pasticcieri giapponesi!
Disfatta.
Rammarico.
E ora che ci faccio, con questa crema-troppo-cremosissima?
Perso per perso, mi viene un'idea: ho degli stampi a mezza sfera in silicone. Chiappo quello che è rimasto dello scempio di namelaka e lo colo (termine adattissimo, data la consistenza della ..cremosa cremosissima) nelle mezze sfere. E stavolta metto nel  freezer, a congelare.
E decido di dimenticarmi della namelaka per qualche ora, sperando in bene.
Dopo qualche ora, speranzosa,  prendo lo stampo dal freezer e sformo le mezze sfere. Beh, ora è bella dura, non c'è che dire (e ci mancava pure..). 
Ringaluzzita dal successo ormai insperato, in un lampo di "creatività" unisco le mezze sfere congelate e cerco di dar loro un po' di dignità intingendole nel cioccolato fuso, nel mio caso gianduja.
E poi viene il momento dell'assaggio, dopo aver lasciato un pochino a temperatura ambiente.
Buona, è buona, certo: è fatta di cioccolato, panna, latte, vuoi che non sia buona?
Ma...a  me pare una normalissima, buona crema.
Buona, ok, ma niente di spettacolare, niente di particolare, niente di nuovo rispetto alle solite, vecchie "creme". 
Solo che questa si chiama Namelaka.
Namelaka, potenza di un nome!

P.S.
Chiedendomi comunque il motivo della mezza disfatta,  in effetti  posso risalire al motivo del mio errore: la quantità di latte, da me aumentata arbitrariamente ad occhio, mi ha portata alla mezza  débacle, facendomi ritrovare  così con il "brodo" di cui sopra.. Il mio consiglio  è quindi di seguire fedelmente le dosi sotto riportate,  che sono le dosi derivanti dalle namelake di pasticcieri esperti (in questo caso Maurizio Santin), che di creme se ne intendono...ooooops, di namelake!!



NAMELAKA 
(da una ricetta di Maurizio Santin)

Ingredienti:
400 gr cioccolato fondente (o 500 gr di cioccolato bianco o 530 di cioccolato al latte)
300 gr latte
15 gr glucosio
6 gr di gelatina (colla di pesce in fogli o in polvere)
600 gr di panna fresca al 35% di materia grassa.
A piacere, profumare con bacca o estratto di vaniglia, cannella o altro.




Esecuzione:

(da eseguire la sera prima per averla la crema pronta la mattina successiva).


Se si utilizza la colla di pesce in fogli, ammollare la stessa in acqua fino a renderla morbida (15 min circa), quando avrà assorbito cinque volte il suo peso in acqua.
Se si utilizza invece la colla di pesce in polvere, questa operazione non è necessaria.
Spezzettare il cioccolato a piccoli pezzetti.
Portare a bollore il latte con il glucosio. Aggiungere quindi la gelatina e versare il tutto sul cioccolato a pezzi, lasciando da parte per un paio di minuti. Girare con una spatola e poi emulsionare velocemente, inserendo anche la panna fredda non montata,  con un frullatore ad immersione, cercando di non inglobare aria e compromettere la lucentezza finale della crema (nel caso si utilizzi senza montarla).
La crema NON deve montare, ma solo essere emulsionata.
Mettere il composto in frigo per 10/12 ore o più.
Al momento dell'utilizzo,  si potrà o montare la crema come una normale ganache, per ottenere una crema montata, oppure utilizzarla così come si presenta.
E' adatta per farcire torte decorate, per crostate o per dolci morbidi al cucchiaio, ma anche per essere gustata da sola, accompagnata da qualche biscotto leggero (lingue di gatto, savoiardi).

Nota: la preparazione della foto, è stata ottenuta montando con le fruste la  "namelaka", dopo il riposo notturno in frigo, e colandola negli stampi a mezza sfera in silicone con un sac à poche (ma va benissimo anche un cucchiaio). Ho quindi messo lo stampo con le mezze sfere in freezer per un paio d'ore e poi ho sformato le mezze sfere di namelaka congelata, unendole a due a due (è bastato unirle e, a causa del freddo, sono rimaste attaccate) per formare una sfera. Nel frattempo avevo sciolto al microonde del cioccolato gianduia con un po' di colla di pesce idratata (2 grammi circa per 100 gr di cioccolato)  e un dito d'acqua (non troppo poco per non far granire il cioccolato). Ho rovesciato il cioccolato fuso sulle palline congelate, le ho riposizionate su un piatto pulito e ho rimesso il tutto nel freezer. Al momento di servirle, le ho tolte dal freezer 20/30 minuti prima,  lasciandole a temperatura ambiente (si possono anche lasciare un tempo maggiore a scongelare leggermente nel frigo normale, in questo caso occorrerà almeno un'ora).






25 commenti:

  1. Mai fatta nemmeno questa, ma se piace a te...;) allora seguo le dosi e non faccio ulteriori aggiustamenti :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Arabaaa, ciao, che piacere rivederti! Allora, sì, buona, ma sempre una crema, non capisco tutta questa pubblicità in rete!.-) Hai visto che ho aggioranato il software e ora posso di nuovo utillzzare il programmino per "firmare " le foto?.-) Grazie!
      Buona giornata, Araba!
      Cinzia

      Elimina
  2. mi hai fatto morire con questa storia della nuova moda namelaka!!! io invece non ne avevo mai sentito parlare e ora andrò in fissa per colpa tua :))) Preparazione ottima la tua, si vede la cremosità :D Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giulia, ehehe..vediamo quanto dura questa ennesima moda della rete....il nome forse passerà, ma rimarrà cmq una ottima..GANACHE ahahahah.-)))
      Dammi poi il tuo prarere!!.-)

      Elimina
  3. ahahahahah... ciao Cinzia! Un piacere leggere queste tue righe ironico-satiriche nei confronti delle mode che investono "a ondate" le cucine di noi blogger :))).
    Devo dire... che la nemelaka (il nemelaka? Essendo una crema cremosissima io la declino al femminile!) io non l'avevo mai sentita e a leggere il commento qui sopra, con te facciamo tre! Insomma... qualcuno si salva, no? Per quanto poco ortodossa però devo dire che la tua ha comunque un aspetto greadevolissimo... uhmmm... ti viene voglia di affondare il cucchiaino per un boccone voluttuoso... la chiameremo "crema alla crema di Cinzia"! ... ma ho idea che con un nome così non spopolerà come la nemelaka ;)))
    Grazie per la ricetta e per i consigli.

    RispondiElimina
  4. Fausta, ciao! Che piacere rivederti!
    Beh, allora ero in buona compagnia, a non conoscere..."la"(?) namelaka, anzi, ottima! Certo che suona meglio di crema di crema alla Cinzia, che invece di evocare atmosfere lontane evoca invece la trattoria sotto casa di infimo ordine, ;-)
    Grazie per i commenti e per la visita, e buona giornata
    Cinzia

    RispondiElimina
  5. ma dove l'hai pescata sta ricetta?
    non dirmi che sei drogata anche tu delle trasmissioni su Sky di Santin? io le guardo tutte Dolce-inserire suffisso a piacere, praticamente c'è rimasto lui a dolcificare sul gambero rosso.
    devo dire una cosa...i dolci di dolci di casa sono anche fattibili (io sono una fan dei dolci soffici, crostate & co) ma non vado matta per tutti quei dolci moderni (come li chiama lui su dolcemente, che poi moderni mi fa schiappare, perché moderni? qualche anno fa non esisteva il freezer scusate?) da tenere in congelatore, a mille strati, con namelake, ganache, gelatine, cremosi, etc.
    boni eh...sicuramente saranno buonissimi, ma quando guardo gli ingredienti sul bancone mi viene un infarto. apparte alcuni sono introvabili alla gente comune, no dico dove lo trovo lo zucchero invertito, il glucosio, l'olio di vinaccioli? ( a proposito dove l'hai trovato il glucosio tu?)
    io nno so dove andate voi a fare la spesa, ma io di solito alla COOP!!!
    ma poi 4000 ingredienti per un dolce. costo medio 40 euro!!!
    accipicchia, e che devo aprire un mutuo?
    con la frequenza con cui faccio i dolci a fine mese peggio che la bolletta dell'acqua che qui è supercara!
    cmq divagazione a parte, sta namelaka non l'ho mai assaggiata!!! deve essere bona, ma sì simile alla ganache, come dici tu (anche perché in effetti cambia solo il latte al posto di una parte di panna e la gelatina in più), piuttosto ho provato la sua ganache montata (dico di santin) e quella è paradisiaca!!! una consistenza unica!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La ricetta l'ho presa in rete perchè non guardo praticamente mai la Tv e non sapevo nemmeno Santin conducesse un programma. Vedo solo qualche volta le registrazioni di Montersino, ed è tutto quello che vedo di TV. Certo, i dolci che dici tu, dolci da forno, sono diversi da quelli di pasticceria, moderni o no. Quelli di pasticceria che chiamano moderni sono dolci il cui nome vuole solo indicare che sono in genere dolci cremosi a strati, con creme e mousse, è solo...un nome, una denominazione. Ed è vero che i pasticcieri ci indicano la ricetta esatta con gli ingredienti esatti che usano loro stessi (glucosio,colla di pesce etc) ma come dice Montersino, a casa si possono sostituire od omettere: "io indico come fare un dolce ottimale, poi si può sempre fare un passo indietro", dice in una trasimissione. Il destrosio lo puoi sostituire con lo zucchero, il glucosio idem (tra l'altro io lo trovo nella drogheria old style sotto casa, a Torino, e pago un vasetto di glucosio da 250 gr quattro euro, al super non so. La gelatina o colla di pesce invece la trovo al super. Al posto dello zucchero invertito metto il miele, perchè come dice Montersino, anche il miele è un zucchero invertito). Per le cose che tu chiami "strane" mi rivolgo ai siti on line tipo Tibiona, dove trovo tutto. Detto ciò, fare questi dolci è anche una soddisfazione, un hobby...e ha i suoi costi, ma nessuno ti obbliga a farlo e si può continuare tranquillamente a fare i soliti e rassicuranti dolci della nonna, se sono di più nelle proprie corde: almeno in questo, siamo liberi, no?
      Ciao e buona giornata
      Cinzia

      Elimina
    2. sì Santin ha ben 3 trasmissioni su sky! Dolci di casa, dove fa dolci più semplici, da dolci tradizionali da forno, di tutti i tipi, a volte dolci soffici, a volte crostate, a volte muffin. poi ha dolcemente il suo programma dove fa i suoi dolci a strati, e poi "dolcemente con" dove ogni volta ha un ospite diverso, un pasticcere famoso.
      sì certo è vero si possono omettere o sostituire, sono d'accordissimo (non volevo essere polemica nel post precedente, spero di non essertelo sembrata, è solo la mia toscanità che a volte è un po' esuberante ed esagero!), ad es quando ho fatto la ganache di santin ho proprio omesso del tutto glucosio o quant'altro ed è venuta densa e buonissima al punto giusto (il trucco è farla il giorno prima per dare modo ai grassi di assestarsi, non so quale sia esattamente il procedimento fisico-chimico, ma deve stare un tot di ore in frigo per addensare nel modo giusto e poi essere montata). da allora non mi faccio più problemi e la faccio sempre senza niente (dico zuccheri aggiunti) anche perchè la preferisco al ciocco al latte e non ha bisogno di ulteriore dolcezza (almeno al mio palato). solo una volta l'ho provata fondente e ho messo lo zucchero normale a sciogliere nella panna.
      non so...forse è una mia idea, controcorrente me ne rendo conto, forse sono solo stata fortunata per ora, ma mi è successo più di una volta di prendere ricette, stravolgerle in maniera "scandalosa" e ottenere buoni risultati, cioè senza disastri (la fortuna della principiante? ci sta!), per questo non condivido molto la teoria che la pasticceria è una questione di dosi pesate al milligrammo.
      per me è una cosa molto intuitiva.
      beh sì certo ognuno è libero di dolcificare quello che più ama, ma io parlavo proprio di una questione di gusti (che alla fine sti dolci a strati mica sono difficili, sono solo lunghissimi da fare!) se devo scegliere tra una cosa che è stata 3 ore in freezer e ingurgitarmi una roba fredda a fine pasto che mi si piazza sullo stomaco, e un bella fetta di torta di mele appena sfornata. non ho dubbi...torta di mele tutta la vita :P

      Elimina
    3. Valentina, ciao, non sei polemica...e ti ribatto con le parole che spessissimo ho sentito ripetere a Montersino (sempre lui;-): non è che cambiando alcuni ingredienti (zucchero invertito con miele, destrosio con zucchero semolato, vaniglia naturale con vanillina del super etc etc) il dolce "non venga": viene, e viene buono lo stesso, e si mangia con soddisfazione. Solo, loro ti indicano il modo per farlo in maniera ottimale, poi, appunto, ognuno fa come crede, e un dolce buono, a meno di non essere un impiastro totale in cucina, viene sempre . Un po' come le foto: tutti possono fare belle foto, quanti paesaggi amatoriali vediamo su FB? Bellissimi tutti....tutti belli, ma..solo uno è Franco Fontana.
      Lo stesso per i dolci: se vai nel fan club di Montersino o Massari, vedrai centinaia di dolci fatti dai fan, dilettanti, bellissimi molti. Ma ...se ne pubblica uno Montersino o Massari la differenza la vedi, eccome..eppure prima sembravano tutti belli..;-) Per il fine pasto, poi,....ecco, sono gusti...se dopo un pranzo io penso di mangiare una fetta di torta da credenza, ex una torta di mele o plum cake , sinceramente non mi sento (invece mi sentirei di mangiarla volentierissimo a merenda o colazione, yumm, io adoro le torte da forno,o da credenza:-)). Dopo un pranzo, invece, un posto per una fettina di bonet, o di bavarese , o di tiramisù, alleggerite (dico come consistenza, non come calorie, ovvio) da panne montate e creme, allora il posto lo trovo!;-) E cmq queste torte non vanno servite "fredde", non sono gelati (al limite solo i semifreddi) ma a una temperatura maggiore....
      Io penso sia solo una questione di gusti: se parlassimo ancora delle ore, ognuna di noi due troverebbe altri mille argomenti a favore della propria tesi. Per questo io dico...non facciamo una cosa se non è nelle nostre corde, non è obbligatorio: non ci piacciono le torte "moderne", le troviamo fredde, lunghe da fare, con ingredienti introvabili etc etc? Nessun problema, facciamo quello che più ci piace e viviamo sereni. Io personalmente non ho problemi perchè...mi piacciono tutti e due i tipi: torte cremose di pasticceria "moderne" -ma anche no -ed anche i dolci da forno (crostate della nonna e torta di mele in primis). Abbiamo ancora la libertà di sceglierci l'hobby che vogliamo e mangiare quello che ci piace: sfruttiamola!.-)
      Ciao Valentina, e grazie per i tuoi commenti.
      Buon giornata
      CInzia

      Elimina
    4. Che conversazione interessante... le torte "moderne" sono da un bel pezzo la pasticceria francese, ma qui sono arrivate molto dopo... ecco forse perché "moderne". A mio parere, gusti personali a parte, fanno molto comodo ai pasticceri professionisti che lavorano ormai su scala industriale perché ne puoi preparare in gran quantità con lavoro relativamente semplice e assemblare secondo esigenza conservandoti le basi pronte, in modo facile e rapido, se hai gli attrezzi giusti... in più si sciupano meno facilmente di un Saint-Honoré o di un profiterol, credo... insomma sono un escamotage per semplificare e "industrializzare" i processi di lavoro affidandoli magari a personale meno esperto e per conservare i prodotti più a lungo... una semplice riduzione dei costi di produzione, ecco perché vanno tanto... ma realizzarli in casa, o se ne fa un hobby di alto livello e investimento, come Cinzia, o è tutt'altra musica, anche come costi oltre che tempi. Ciò non toglie che se gli assemblaggi sono fatti con giusta misura di audacia e eleganza possano essere molto soddisfacenti, ma alle volte sono anche un po'insipidi... o stucchevoli. Almeno questa è la mia esperienza di pasticcerie francesi titolate o meno.

      Elimina
    5. ciao pellegrina!
      ovvio i gusti personali sono sempre una questione personale appunto, e qui non si discute!
      io parlavo proprio di un fattore economico e di tempo oltre che di gusti.
      sono torte che richiedono una certa organizzazione per essere fatte/assemblate, ad es riposare in frigo, freezer, abbattitore, per un certo tempo per permettere alle ganache di assestarsi, alle gelatine di compattare etc. poi sono torte che spesso vanno maneggiate congelate, ad es se si vogliono fare più strati lo stesso santin (o anche montersino) consiglia sempre di congelare per poter maneggiare il disco, l'inserto o quant'altro e calarlo ad es dentro lo stampo, magari all'interno di una mousse, mettere a congelare di nuovo, e così via, con vari passaggi. io nno so come funziona i lvostro congelatore, ma il mio (industriale) ci mette almeno un paio d'ore a congelare!
      certo in pasticceria è tutto sicuramente più organizzato, ma hanno tanto di abbattitori giganti, più gente che lavora sulla stessa preparazione, insomma una specie di catena di montaggio, e poi comunque nel frattempo faranno anche altro. ecco...a casa secondo me invece un dolce del genere ti porta via parecchio tempo.
      che poi sono buoni, intendiamoci eh...nessuno dice il contrario!!!
      però a mio parere non valgono tutto questo sbattimento...
      e poi dicevo appunto il fattore economico. certo che se devo fare una cena e ho ospiti non guardo a spese, ma se devo fare dolci tutti i giorni non posso permettermi di spendere 10 euro ogni giorno per fare un dolce, poi ovvio ognuno fa con quello che può ;) ma a volte quando guardo i programmi di santin mi sento male...liste di ingredienti lunghe dei kilometri, 1 kg di panna, 600 gr di cioccolato, 600 gr di burro, 500 gr di farina, 200 gr di farina di mandorle (metti che c'è anche una pastafrolla sotto o un biscotto)...già così si sfiorano i 10 euro e non siamo neppure a metà elenco!
      io poi lo faccio per lavoro (lavoro in un hotel) quindi cerco sempre di ottimizzare il tutto, innanzitutto non posso servire a colazione dolci al cucchiaio, ma piuttosto dolci soffici, muffin, torte classiche o cose del genere, sennò me li tirano dietro! ma poi come dicevo, si strizza un occhio anche al lato economico perchè deve esserci un rientro. altrimenti sarebbe solo un hobby e non un lavoro (per me è entrambi perchè poi di lì è nato il blog, ma fondamentalmente di base è un lavoro)
      cmq io son del parere che il mondo è bello perchè è vario...e ben venga che ci sia a chi piacciono i dolci classici (io) e i dolci moderni (cinzia) altrimenti ci sarebbe solo un tipo di dolce in commercio...e non sarebbe bello :P

      Elimina
    6. Io non te li tirerei dietro in nessun momento della giornata, anzi! :-P ma io a colazione mangio pure gli spaghetti olio e pachino... e non mi piacciono per nulla i dolci alla USA sparati in 5 minuti con tonnellate di lievito chimico su 120 g. di farina!
      Comunque sono d'accordo: qui si tratta di dolci che hanno un senso, anche economico, sulla scala di un laboratorio industriale: lì funzionano alla grande e fanno risparmiare tempo e denaro, quindi han successo e così diventano la nuova frontiera della pasticceria dei dilettanti per via del principio di imitazione. Ma in negozio, mentre un dolce congela, si può passare a fare altro, senza tempi morti... a livello casalingo invece non funziona, perché l'investimento di "capitali" e "manodopera" è per forza diverso. O è un hobby squisito di alto artigianato, come per Cinzia, o diventa un lavoro davvero dispendioso. Come tu dici, il punto non sta nella difficoltà della preparazione, ma nel costo e nel tempo che a casa o se si fa insieme un altro lavoro non vengono ammortizzati.

      Elimina
    7. ah beh...sui muffin all'americana mi trovi d'accordo. infatti i miei muffin sono un po' sui generis. diciamo che li chiamo muffin per la forma, ma il procedimento è tutto diverso.
      non esiste un dolce per me che sia tutti gli ingredienti solidi di qua e i liquidi di là...ho sinceramnte provato a farli così un volta e cavolo se ho sentito la differenza, collosi, stopposi, duri.
      io faccio sempre con un procedimento di montatura (di solito impasto montato al burro), so che non è molto ortodosso, ma ottengo un risultato migliore. e tutti apprezzano! familiari, amici, clienti....anche gli stranieri, dei clienti inglesi qualche tempo fa mi hanno detto che erano i muffin più buoni e soffici che avevano mai mangiato in vita loro e hanno voluto la ricetta...oh son piccole soddisfazioni! :P

      Elimina
    8. scusa ero al lavoro e ho dovuto stringere (e la sintesi non è una delle mie doti migliori!!!)
      diciamo che secondo me non è tanto questione di rispettare la ricetta del muffin in sè quanto di adattarla al gusto italiano. fare una sintesi tra la ricetta originale e quello che siamo abituati a mangiare noi, ossia dolci soffici, umidi, burrosi, che si sciolgono in bocca, la stessa Nigella (che io adoro per quanto riguarda i dolci, perché ci schiocca 8 kili di burro a dolce, ha detto che la consistenza dei dolci italiani è tutta particolare)....mentre il classico muffin (fatto come vuole la tradizione americana) l'ho trovato un po' secco....
      poi di nuovo...si torna nella questione "gusto personale" e ognuno fa come vuole, ma la cucina è bella proprio per questo, perché da una ricetta base si possono ottenere 1000 varianti diverse, tutte valide allo stesso modo!

      Elimina
    9. Pellegrina, Valentina, grazie della discussione, putroppo per un paio di giorni non ho pututo rispondere.
      Quello che vorrei dire è cmq che le torte moderne non sono così lunghe come sembra, basta organizzarsi, e non avere tempi morti, e diventano più veloci di una crostata della nonna, veramente! Per dire, il pan di spagna lo posso fare anche due mesi prima, come insegna Montersino, e ne faccio di più, due o tre dischi, e li congelo. Un altro pomeriggio che mi gira, magari di un mese "prima", faccio l'inserto di gelée o latro. Un altro inserto cremoso (che poi si tratta magari solo di sciogliere un po' di cioccolato e panna con della colla di pesce) un'altra domenica in mezz'ora. E congelo. Al momento "buono", diciamo il giorno prima dell'evento, dovrò solo più fare la crema (in genere una bavarese o chantilly), poi estraggo le mie basi dal congelatore (pan di spagna, frolle, cremosi, etc) e ...assemblo. E faccio un figurone con poco sbattimento, che mi ho messo meno fatica che a fare una crostata ma fatta tutta in un pomeriggio, per dire. E certo, come dite voi (e lo diceva anche Montersino a un corso) , queste torte sono spettacolari ma le fai .. a nastro e sono relativamente veloci. E il segreto poi è alternare; torta di mele al mattino, bavarese a pranzo, che problema c'è?? ;-))) E per i muffii..anche io li schifo e li disprezzi, se non altro quelli col vero metodo muffì (ingredienti secchi da una parte, liquidi dall'altro, girare poco etc etc:guardate se volete il mio post su questo blog alla voce muffin...;). Io invece faccio delle tortine con la classica montata di burro e zucchero tipo plum cake e ficco negli stampi da muffin, così di muffin hanno solo la forma, ma non il metodo di lavorazione che li rende gnecchi solo dopo poche ore. CMq certo...l'attrezzatura, costa . Beccucci, cerchi, acetato (una follia!) senza contare veramente le catervate di panna o soprattutto le uova, che quando penso alle galline o che in tempo di guerra si dividevano un uovo in tre, il rosso al padre, e l'albume a metà tra madre e un figlio, mi piange il cuore. Questa, delle materie prime, è l'unica cosa che mi fa sembrare poco "etico" questo hobby ma, al ritmo in cui produco io, non penso di gravare così tanto sul pianeta (però se tutti ci rinunciassimo gli animali -galline e mucche- sarebbero contente;-). Certo, ci sono i costi degli attrezzi....ma quale hobby non costa? i colori, costano. Le macchine fotografiche, costano. Solo raccogliere i fiori non costa...mi sa che sarà il mio prox hobby!;-)
      Cmq grazie a tutte e due, i vostri commenti mi han fatto tanto piacere, come le vostre idee, e mi han tenuto compagnia. .-) Grazie.-)

      Elimina
    10. concordo pienamente con tutto quello che hai detto :)
      verissimo ci si puo organizzare, e il lavoro allora non diventa più tanto gravoso!!!!
      ma è vero anche che ci si può organizzare anche per la crostata ehehehe
      ti faccio un esempio. io non faccio mai dolci praticolarmente complicati, complessi, proprio perchè devo farli in poco tempo, devo ottimizzare il lavoro etc, e poi dedicarmi ad altro. (diciamo che non sto solo in cucina all'hotel)
      ma tempo fa una amica di mia mamma venne a fare scuola di cucina da lei, e quando si trattò di affrontare il tema dolci mia mamma volle che me ne occupassi io (lei è una cuoca bravissima, ma i dolci li lascia sempre a me ultimamente, l'allieva ha superato la maestra eheheh). sta tipa è rimasta così innamorata dei dolci che le ho insegnato che a distanza di qualche mese ci ha richiamato e ha voluto che le facessimo un dolce per il compleanno del marito che compiva 70 anni.
      guardami me...PANICO TOTALE!!! e ora? e ora che combino? che faccio? che preparo? pensa che erano tipo in 20, quindi qualcosa di grosso, buono e d'effetto.
      io che odio il cake designo...odio è un parolone, ma diciamo che non pratico per svariati motivi (1.non mi piacciono le preparazioni a strati a base di pan di spagna 2. non posso assumere alcolici per problemi di salute e spesso il pan di spagna è imbevuto in roba alcolica, 3.non mi piace ne pasta di zucchero nè pasta di mandorle 4. soffro di artrite, mi ci vedi a stare lì ore e ore chinata a modellare oggettini minuscoli? no io no..ho un'autonomia piuttosto breve)
      cmq dicevo..scartata roba decorata, crostate semplici, pan di spagna, torte moderne, etc....mi balena in mente una puntata di peccati di gola...e dico "cavolo, mi provo la crostata a forma di numero di Montersino"
      o...non ti dico che era come la sua, lungi da me, ma era strabuona, la differenza con le crostate fatte fin'ora si sentiva lontano un miglio (ho fatto un paio di prove prima di presentare quella per il comple), mia mamma era cosi O_O "oh sembra uscita di pasticceria, ma sei sicura che l'hai fatta te?"
      cmq sto divagando...dicevo, anche con la crostata volendo ci si può organizzare, siccome quella richiedeva un certo lavoro, ed era pure estate, per me periodo incasinatissimo all'hotel, mi sono organizzata, ho fatto 1 giorno la pastafrolla (taaaanta) e messa in frigo. il giorno dopo l'ho stesa e l'ho ritagliata a forma di numeri 7 e 0 e poi l'ho messa in congelatore così com'era.
      il terzo giorno l'ho tirata fuori, messa in forno in due mandate singole, aspettato che freddasse, nel frattempo preparato la crema e guarnita con frutta.
      insomma alla fine un a crostata che a farla tutta in un giorno mi ci sarebbero volute 5 ore (considerando anche le infornate, 2 perchè era enorme, tipo 4 kg di roba) l'ho smistata in 3 giorni e non è stata pesante!!! ti metto il link se vuoi vedere com' era venuta...http://blog.giallozafferano.it/undolcealgiorno/crostata-alla-frutta-forma-numero-bis-ricetta-montersino
      ovvio che non è un "montersino" come si dice per i quadri :P ma l'amica di mia mamma ha detto che quando l'ha portata in tavola hanno fatto tutti "ohhhhh" poi l'applauso, e poi gli hanno chiesto in che pasticceria l'aveva comprata!!! XD
      non l'ho letto il tuo post sui muffin, ora me lo vado a leggere con molto interesse perchè sono curiosa di sapere il tuo punto di vista sull'argomento :P
      e cmq alla fine è sicuramente più etico di altri hobby visto che la roba fa una bella fine....nello stomaco...bisogna pur mangiare no? mica viene buttata via ahaha

      Elimina
    11. mi sono letta il post sui muffin!!! eheheh
      vuoi ridere? sembra il post gemello di un mio vecchio (beh non vecchissimo) post del blog...di inizio maggio!!! cioè tipo 1 settimana dopo aver aperto il blog...
      cioè non sono proprio identici ma alla fine diciamo le stesse cose...mi sa che la vediamo più simile di quanto la crediamo :P
      (non vorrei impestarti il blog di link miei però...non sono qua per farmi pubblicità, solo per chiacchierare! ma se vuoi te lo lascio...)

      Elimina
    12. Valetina, anzi, mi farebbe piacere! E noto con lo stesso piacere che siamo in tanti a pensarla allo stesso modo sugli insulsi muffins! Mi fanno molto piacere i tuoi commenti, anche se posso rispondere non sempre al volo, ma li leggo sempre volentieri! Un abbraccio, a presto!
      Cinzia

      Elimina
  6. E io, pure, sono tra quelli che la namelaka NON LA conoscono!! Però che brava anche tu, non ti sei rassegnata di fronte ad una non riuscita e l'hai invece trasformata in un successo :)
    Anch'io cerco sempre di fare così quando qualcosa non mi vien bene.. E ora mi hai messo la pulce con sta crema. Io però dimezzerò le dosi, che sommando ingordi di questa ricetta caspita escono 1820 gr di roba, per 15 persone :( e forse anche di più ..
    Qui da noi tutto bene, siamo tornati ieri sera dalle ferie (praticamente un ammollo totale, in montagna)
    Un bacione a tutti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cinzia ehh..se non la conoscevi tu, veramente mi consolo! NOn so se l'ho trasformata in un successo, ma ho ..dovuto trasformarla per forza;-) Certo son dosi da buoi, anche io le dimezzo sempre...e anche così prendo chili su chili siggh.. Per il resto...beh, ti dirò meglio, ho avuto qualche problemino di salute, ora sono ancora in ballo...speriamo in bene! Buona giornata a te e ai tuoi carissimi monelli!

      Elimina
  7. Grazie per averci spiegato cosa sia la namelaka. Il nome è molto goloso, anche se certo la sostanza non è rivoluzionaria. La tua soluzione in più è anche molto ghiotta. Ma la fai mai una ricetta così com'è? :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah Pellegrina, non è una soluzione ma...un ripiego!.-)
      Cmq è buona..certo, niente di particolare...se non un'azzeccatissima modalità di promozione, su questo non si discute!
      Una ricetta così come è, dici? Sì..quando riuscirò a fare venire una preparazione..così come deve venire, senza doverla aggiustare!.-)))
      Un abbraccio, Pellegrina, buona serata.-)
      Cinzia

      Elimina
  8. i dolci mi piace molto mangiarli e alla televisione seguo sia Montersino che Santin.La namelaka la conosco benissimo perche' la fa una mia amica che ha un blog bellissimo"I dolci di Pinella"di Pinella Orgiana.Ma poi la mia passione finisce la':Se devo fare dei dolci debbono essere dolci semplici e,soprattutto,la loro descrizione non deve essere lunga.
    Quando leggo:per la Ia base,....poi c'è il ripieno ...poi bisogna fare....poi assemblare.ecco mi perdo e la lettura mi annoia.Amo i dolci ma debbono essere un piacere,non un tour de force in cucina.Tu sei molto brava e se me la prepari vengo a mangiare la namelaka da te molto volentieri.stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stefania, chi non conosce Pinella?;-)
      E sì, è vero che questi dolci richiedono tempo, io infatti li faccio di rado, ma quando li faccio, sono contenta e soddisfatta. Sai, tutto dipende...è un tour de force se non ti appassiona, ma se ti piace farli, è veramente un hobby come un altro....Cmq la prox volta che faccio una crema, ooops, una namelaka, sei invitata! ,.)
      Cinzia

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.