TORINO FOOD

giovedì 7 agosto 2014

PANELLE LIGURI DI FARINA DI CECI AL TIMO FRESCO





Non di sola farinata, si vive in Liguria!
Nè di soli cuculli, o frittelle di farina di ceci.
Bensì anche di panelle.
O fette.
Così le chiamano.
Le "fette"!
La prima volta che  assaggiato questa specialità ligure, certo non mi ha entusiasmato: mi han portato, secoli fa, in un localino in Via Pia, a Savona, dove mi han fatto assaggiare un panino con  dentro una specie di frittata di farina di ceci, prima cotta sul fuoco e poi fritta, una doppia cottura, un po' come la pasta choux per i bignè. 
Praticamente, un panino di farinata! 
Come dire, praticamente un panino ripieno di pane,  essendo la farina di ceci pur sempre una farina, in qualunque modo sia preparata. E sinceramente, sotto forma di panino,  questa prelibatezza ligure non aveva fatto che rafforzare le mie convinzioni: i liguri sono una manica di pazzi, misantropi e  poco inclini al dialogo, che odiano noi "turisti" e ci vogliono ammazzare tutti con le loro preparazioni assurde, come questi panini di farinata!
In realtà non è così: i liguri sono una razza di persone  sagge, accorte e solo un po' schive, che in effetti sopportano a malapena i turisti, tollerati solo in quanto polli da spennare e contesi tra negozianti e bancarellai della domenica -categorie tra l'altro che si odiano e detestano cordialmente a vicenda in quanto l'una vede l'altra come scippatrice della categoria "pollo turista" e delle sue tasche - ma che sono detentori di prelibatezze semplici e genuine, con cui coccolano i sopracitati turisti nonchè le loro ambite tasche.
E tra questi cibi della tradizione, olte la farinata e i cuculli, troviamo queste panelle, o "fette".
Fatte con la farina di ceci.
Semplici, gustose, saporite, che si mangiano una dietro l'altra,  come le ciliegie.
Croccanti fuori, morbide dentro, una squisitezza....
A patto di non infilarle in un panino!

P.S:
Post un po' corto, un po' disarticolato, un po' misero? Beh, siamo in vacanza, no? ;-)


PANELLE LIGURI  AL TIMO FRESCO

Ingredienti per circa 20/25 panelle  

200 gr di farina di ceci
600 gr di acqua
olio extravergine di oliva
sale (un cucchiaino colmo)
facoltativo: timo fresco

N. B. Si può preparare in anticipo la pastella già cotta (ex dopo pranzo per gustare le panelle a cena, o la sera prima per friggerle l'indomani, mettendo la pastella già stesa in frigorifero tra due fogli di carta forno o pellicola.

Stemperare la farina di ceci nell'acqua fino ad avere una pastella liscia (o frullate tutto, come me, col frullatore a immersione). Mettete la pastella ottenuta in una pentola con il sale (un cucchiaino abbondante, assaggiando) e , se vi piace, col timo fresco sminuzzato finemente o secco, e portate a ebollizione  a fuoco basso,  mescolando di continuo, per circa 10/15 minuti, fino ad ottenere una crema della consistenza più o meno di una besciamella. Rovesciate la pastella su un foglio di carta forno e livellate con una spatola per ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro. Lasciate raffreddare. Tagliate poi l'impasto a quadrati di circa 4 cm di lato e friggete in olio caldo per due o tre minuti, fino a doratura.  Scolate le panelle su carta da cucina e servite calde con  pepe macinato al momento, se vi piace.


3 commenti:

  1. Leggevo il tuo post e ridevo...ridevo della tua descrizione dei liguri.
    Popolo schivo sicuramente, ma che sa godersi la propria terra e la ama.
    Purtroppo certi tipi di turisti che invadono le spiaggie e le cittadine nel periodo estivo fanno venire davvero il nervoso....lo facevano venire anche a me quando vivevo in quella bellissima terra. Le panelle sono meravigliose...e tu che sei un po' ligure di adozione certamente avrai imparato a prepararle come si deve. Buone vacanze Cin. Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paola ok per noi "turisti" maleducati, chiassoni e ci sta tutto e condivido...ma anche il sopracitato popolo, in quanto a essere a dir poco..."schivi e appartati" non scherza..;-) E tu lo ricordi bene, immagino....;-)
      Un abbraccio, Paola:-)

      Elimina
  2. Quello che dici dei liguri mi ricorda certi piemontesi del Gran Paradiso, Ceresole. Sempre musoni, sempre a dir male dei turisti, sempre insolenti e supponenti, salvo poi viverci su e a caro prezzo. Fosse per loro, il turista dovrebbe mandargli il bonifico sul conto (magari in Svizzera) direttamente da casa... Dopo quell'esperienza me ne sono tornata difilato nel mio amato Trentino. Altro stile!
    Anche io preferisco le panelle (ottime!) senza il pane, traccia del tempo di miseria ma decisamente troppo inzeppante oggi.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.