TORINO FOOD

martedì 30 settembre 2014

RIGONI DI ASIAGO - Contest "ricette light": grazie!!







Sette etti.
Sette etti di "Nocciolata"  Rigoni di Asiago
Un barattolo alto circa venti centimetri.
Un bidoncino, praticamente.
Colmo di ottima, cremosa, aromaticissima crema di cacao e nocciole.
E poi un altro bidonino,  uguale ma colmo di gustosa confettura di fragole e fragoline di bosco.
E altri tre vasetti di nocciolata, di formati più ordinari, e altrettanti di confettura, per un totale, bidonino compresi, di otto, dico otto, vasetti colmi di bontà! 
Un tripudio di gusto, un gaudio di sapori! 
Questo è stato il premio che mi è stato recapitato direttamente a casa, in una bella scatola decorata, in legno chiaro, per avere vinto il contest della Rigoni Di Asiago "ricette light .
Un cofanetto famiglia che solo a guardarlo mette l'acquolina in bocca, con le belle confetture di fragole e fragoline di bosco, rosse, invitanti, che già solo appena guardi il vasetto te le immagini spalmate sopra una bella fetta di pane, magari caldo, o magari a farcire una fragrante crostata….
E la nocciolata, poi?? Qui il pane manco ce lo immagino, ma quale pane, me la mangio così, a cucchiate, dritte dritte nel gargarozzo, per cinque minuti di vero, estatico piacere! E poi tanto ne ho un bidoncino intero da quasi un chilo, chi più beato di me? E chissnefrega della prova costume, l'estate 2014 è appena passata e quella prossima è ancora lontana!
E ho quindi tutto il tempo di bearmi e di deliziarmi con le squisitezze Rigoni Di Asiago, che sono pure da agricoltura biologica, e quindi me le mangio ancor più volentieri, se possibile!
Ma non solo: avrò anche il tempo di provare nuovi dolci e nuove farciture, cioè divertendomi, oltre che ad assaporare queste delicatezze! Che posso volere di più?  
Rigoni di Asiago, grazie di avermi addolcito nella maniera più bella il rientro a casa dalle vacanze estive!
E ora…vado a farmi una bella fetta di pane caldo con un velo di burro e una generosa cucchiata di confettura! Che dite? Ah, che ho appena cenato?? E chissenefrega, è sempre l'ora per gustare delizie!!




lunedì 22 settembre 2014

TORTA TENERELLA di Maurizio Santin









Eh, sì, perché ormai pure le torte sono firmate.
E mica da mia nonna, eh.
Ma da fior di chef.
Che impazzano dappertutto, in Tv, sulle riviste, sui nostri computer casalinghi, in corsi vari organizzati in tutta Italia, insomma, lo chef, il pasticciere, è diventato un divo, una star, un vip, e come tale va trattato, e soprattutto come opere d'arte vanno considerate le sue creazioni.
Passato il tempo in cui i genitori cercavano di dissuadere i figli dallo scegliere un mestiere troppo "materiale", prediligendo attività più astratte, più cerebrali.
Chi vorrebbe mai avere un figlio ingegnere, o magistrato, o, peggio ancora commercialista?
Solo un tapino, un poveretto che della vita non ha capito nulla.
Il calciatore, deve fare, il figlio, oppure la velina se è una femminuccia! 
O, mala parata,  il tronista, o la commentatrice, oppure deve dispiegare l'ugola in qualche programma di talent, o comunque lavorare nello spettacolo.
Come cuochi e chef.
Che sono lavoratori dello spettacolo, certo, non lo sapevate??.
A chi frega più del vecchio pasticciere che suda nel suo anonimo laboratorio sfornando pasticcini anonimi che nessuno conosce e riconosce? Anzi, magari non è manco bravo, il laboratorio è unto e lui non è nemmeno andato alla scuola alberghiera sotto casa, altro che master all'estero in ristoranti blasonati!! E  quindi è destinato al fallimento, o quasi.
Perché non fa spettacolo.
Perché non va in TV.
Perché non impazza su youtube
Perché non ne vediamo la pubblicità sulle fiancate dei pullman quale giudice "impietoso" di gare tra concorrenti finto-impauriti che cercano di destreggiarsi tra pentole e padelle.
E oltretutto fa dei dolci anonimi. Magari con pure scritto su "buon compleanno" o czt del genere!! Tzè...
Veramente, questi poveretti non han capito nulla di nulla della vita attuale, di come gira il mondo.
Magari non hanno nemmeno dato un nome alle loro "opere d'arte".
Ad esempio, se diciamo "tiratisù al caffè d'orzo" oppure "torta perla rubino", solo uno sprovveduto non sa che sono creazioni di Luca Montersino.
Se diciamo "torta Grenoble" sappiamo che è un gioiello di Paco Torreblanco (eh, da me anche indegnamente riprodotto, su questo blog, e precisamente qui)
Se diciamo "torta Pistocchi", beh, ovvio che è made in Firenze, proprio by famiglia …Pistocchi (ma va?)
E se diciamo …torta tenerella?
Beh,  chi, chi, CHIII  non sa che è un'opera di Maurizio "Black" Santin, il cuoco nero?'
E noi (sì, lo so che sono solo una, io, ma mi piace parlare al plurale, come il Papa..) e noi, dicevo, vuoi che ci abbassiamo, in cotanto blog, a pubblicare un molleux al cioccolato (perché di questo si tratta, cioè di una torta con cuore morbido, praticamente una crema sotto forma di torta, con  praticamente solo un paio di cucchiai di farina) nudo e crudo, senza padre né madre, senza un autore da sbattere in prima pagina, magari nel titolo? 
Giammai!
E quindi….TORTA TENERELLA DI MAURIZIO SANTIN.

E…….ed è buonissima!!
Ora capisco perché è .."firmata";-)

Scherzi a parte, questa torta, questo molleux è veramente un qualcosa di irresistibile (come tutti i molleux, cmq, anche quelli non firmati;-). Sotto l'ingannevole aspetto di una tortaccia da forno di mia nonna, si nasconde in realtà una consistenza appena più marcata di una crema, o per dirlo in altro modo, una crema solo leggermente più consistente, una morbidezza cremosa e vellutata, leggerissima,   umida e scioglievole,  nascosta sotto  un velo di  "crosta" dalla consistenza croccante e friabile (e deve essere così) che racchiude un cuore morbido e cremoso. Il tutto senza lievito, sia perché c'è solo un cucchiaio colmo di farina (60 gr) e sia perché la consistenza viene data dalla meringa italiana (leggi albumi montati con lo zucchero, ma vogliamo ben tirarcela un po' da saputi o no??).  Tutto il resto…..è cioccolato!:-)
Fatela. E' l'unica "torta" che può andare bene anche a un fine pasto, data la consistenza cremosa e non tortosa. Ma attenti al tempo di cottura: bastano 5 minuti in più e avrete non un velluto cremoso ma una banalissima torta al cioccolato!


E questo è l'esterno. 
E' brutto, vero, ma DEVE essere cos': una crostincina croccante, leggera e "rotta" che racchiude un interno morbido e cremoso.  







TORTA TENERELLA DI MAURIZIO SANTIN


Ingredienti (per uno stampo da 22 cm di diametro):

200 gr cioccolato fondente al 55% 
100 gr di burro
60 gr di farina
4 uova (tuorli e albumi separati)
100 gr di zucchero


Esecuzione (per una tortiera di 22 cm di diametro):

Preriscaldare il forno a 180° C.
Far sciogliere il cioccolato a piccoli pezzi e il burro a pezzi su fuoco dolce o al microonde, prestando attenzione a non far arrivare la temperatura oltre i 50°, in quanto il cioccolato risulterebbe amaro. Meglio lasciare ancora qualche pezzetto di cioccolato non fuso e finire di farlo sciogliere lontano dal calore,  mescolando con un cucchiaio.
In una terrina aggiungere al composto di cioccolato e burro sciolti  i tuorli uno ad uno, mescolando dopo l'aggiunta di ciascun tuorlo fino a farlo assorbire all'impasto.
Aggiungere la farina setacciata.
Montare a neve ferma gli albumi con lo zucchero. Se usate un frullatore tipo minipimer, occorreranno circa 15 minuti (la meringa italiana dovrà fare il famoso "becco", cioè essere ben soda e non liquida o cremosa). Preferibile usare la planetaria con il gancio a frusta.
Con una spatola,  unire delicatamente, con movimento dal basso verso l'alto, gli albumi al composto di cioccolato (prelevando prima una piccola parte di albumi montati e unirla preventivamente al composto di cioccolato, per uniformare le due consistenze, e poi unire il resto degli albumi)
Imburrare e infarinare uno stampo da 22 cm di diametro ( se usate uno stampo di 24 cm di diametro, il tempo di cottura dovrà essere di soli 15 minuti e non 20) oppure foderare con carta forno.
Rovescirae delicatamente il composto nello stampo, senza battere lo stampo stesso per non far fuoriuscire l'aria.
Infornare a 180° C per 18/19 min circa ( per uno stampo  da 22 cm di diametro -  per uno stampo da 24 cm di diametro infornare per 15 minuti).
L'interno dovrà risultare morbido e cremoso.
Ottima tiepida.




venerdì 19 settembre 2014

PLUM CAKE MIGNON AL PISTACCHIO E BANANA








Mignon.
Plum cakes mignon.
Sì, anche perché non saprei come altro chiamarli. 
Muffins non sono (e meno male) e tortini mi suona un po' strano, e così ho deciso che li chiamerò mini plum cakes. 
Però per chiamarli plum cakes devono averne almeno la forma, di plum cake, se non il procedimento.
E se li avessi messi in stampini rotondi?
Avrei dovuto chiamarli Muffins? 
Beh, no, perché i veri muffin,  gli gnecchi, duri, odiati muffins, hanno un metodo di lavorazione tutto particolare, detto da me anche  "alla cz", che prevede di mescolare velocemente ingredienti solidi con liquidi, il tutto per meno tempo possibile, e cacciare in forno. Solo questo travaso, questo scambio tra tutti gli ingredienti solidi assieme  e tutti quelli liquidi assieme, darà poi luogo a uno degli impasti peggiori del pianeta, cioè gli odiati muffins.
Ma questi non sono muffins, tranquilli. Non sono muffins travestiti da plumcherini, no, no, sono proprio   plum cakes, e non solo perché li ho sbattuti nel canonico stampo rettangolare, ma anche, e soprattutto, perché del plum cake hanno la tecnica di lavorazione: montata di burro e zucchero, inserimento graduale di uova e infine le farine. 
C'è anche un po' di latticello, in effetti, che io ho sostituito con del banale latte. Infatti, la ricetta è di ispirazione Donna Hay,  ma ho fatto così tante varianti che non me la sento più di spacciarla per una ricetta di Donna Hay,  a cominciare dall'insolito "latticello". Eh, sì, perché tutti questi dolci di ispirazione anglofona, e con anglofono comprendo Inghilterra, Scozia, Usa, Australia (patria di Donna Hay), Nuova Zelanda e isole Cayman, hanno un sacco di ingredienti "strani". Strani per noi italiani, intendo. Tipo la "melassa". Giuro che in vita mia non ho mai incontrato la melassa. Nè al mercato, né al supermercato, né in drogheria, niente…mai vista! E lo sciroppo d'acero, poi? Fino a pochi anni fa manco sapevo come era fatto un acero, altro che sciroppo! E la whipped cream?? Questa ancora oggi per me rimane praticamente un mistero, al pari del suo degno compare, il formaggio "quark" che molti indicano ancora come il formaggio per eccellenza per il cheese cake, mai visto qui nella patria Italia, sostituito dal più famoso "Philadelphia", anche ancora devo capire che razza di formaggio sia, oltre la denominazione pubblicitaria di Philadelphia. 
Per il latticello, poi, provo persino un po' di schifo. Da profonde ricerche in rete, ho intuito che deve essere quella brodazza trasparente giallognola che rimane quando il latte si separa tra formaggio solido e  parte liquida. Quello schifo lì è il latticello, appunto. Da quanto ho capito.  
L'ho sostituito col latte, spero mi capirete.
Me la sono cavata solo con lo zucchero "demerara", che ho capito essere uno zucchero integrale.
Ma poi mi sono riscattata, e un tocco di "classe" l'ho dato io: ho sostituito la nostrana farina di nocciole, nostrana soprattutto per noi in Piemonte, patria della "tonda gentile delle Langhe", con il più esotico pistacchio.
E ne ho ricavato questi…cosi..questi tortini, questi plum cakes mignon.
E sapete una cosa?
Sembra assurdo ma, anche senza "latticello", erano ottimi! ;-)
Morbidi, umidi, soffici, veramente una delizia.
Solo una cosa, varierò la prossima volta: la banana: quelle fette di banana cotte in superficie proprio non mi sono piaciute, ma sono di parte, in quanto la banana cotta mi ha fatto sempre fatto schifo, al pari dei muffins. Ah, e della cannella: anche questa prevista, nella ricetta originale, nella misura di  3/4 di cucchiaino, spezia che di cuore detesto - come tutte le spezie, d'altronde. La prossima volta li guarnirò con fette di mela o di pesca sciroppata, sempre spolverate con zucchero integrale.
E quindi, alla fine ne ho ricavato questi tortini.
Avete capito, adesso, perché non posso spacciarli come una ricetta di Donna Hay? ;-)



P.S.
Ah, voglio fare un post scriptum che non c'entra un tubo con la ricetta, ma il blog " è mio" e ci scrivo quel che mi pare. Che in questo caso è questo:
Per favore, non copiatemi idee, commenti, modi di scrivere o altro, oltre alle foto. "Combinazione", in alcuni blog blasonati e rinomati, vedo comparire cose, idee, periodi, commenti, che mi appartengono, magari da quelle stesse persone che tempo prima invece erano di parere diametralmente opposto sulle stesse idee/preparazioni/ricette. Sembra proprio che queste persone si siano "liberamente" ispirate a questo blog. A queste persone, che tra l'altro ho l'onore di detestare come i muffins, dico…lasciate perdere..avete migliaia di fan, di blog, di seguaci, di iniziative, libri, follower a manate. A voi, chi v'ammazza? Che ve ne fate di copiare dal mio umile blog che ha come followers giusto "quattro amici al bar?"
E chi ha orecchie per intendere, intenda.



PICCOLI PLUM CAKES AI PISTACCHI E BANANA

Per 6 formine da plum cake da 185 ml 

INGREDIENTI:

130 gr di burro
110 gr di zucchero
1 uovo
200 gr di farina setacciata
3/4 di cucchiaino di lievito
55 gr di farina di pistacchi - io acquistata già confezionata - (o di nocciole, mandorle, cocco..)
80 ml latticello (o latte)
2 banane a fette 
zucchero di canna 

ESECUZIONE

Scaldare il forno statico a 180°.
Setacciare la farina.
Lavorare nel robot, con le lame,  il burro e zucchero fino ad avere un composto cremoso.
Unire l'uovo e mescolare fino a far amalgamare bene il tutto.
Aggiungere poi la farina, la farina di pistacchi, il latte e il lievito fino ad avere un composto omogeneo.
Imburrare sei piccolo stampini da plum cake (da 185 ml l'uno)
Versate il composto dentro gli stampini avendo cura di non superare, al massimo, i due terzi degli stampi, in quanto il composto crescerà  molto in cottura col rischio di debordare fuori dagli stampini.
Disporre le fette di banana sui tortini, spennellare con burro fuso, cospargere con lo zucchero integrale e cuocere per 35 minuti, finché i tortini sono dorati (prova stecchino: a me sono serviti esattamente 35 minuti).
Lasciare raffreddare prima di togliere i tortini dagli stampi, in quanto l'estrema morbidezza degli stessi, appena sfornati, li farebbe rompere facilmente.

Ottimi anche senza fette di banana, solo spolverizzati di zucchero integrale.



mercoledì 17 settembre 2014

CONTEST "FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO": HO VINTOOO!!!





HO VINTOOO, HO VINTOO!!!

Non ci posso credere!!
Ho vinto io!
Il contest della Rigoni di Asiago!!!
Quando ho visto questa mail ho strabuzzato gli occhi! Il testo  diceva:

"Buongiorno Cinzia,
la presente per informarti che, dalla selezione effettuata da Alessandro Dal Degan, la tua ricetta: “Crostatine all'olio di oliva con confettura Fiordifrutta Rigoni di asiago al profumo di timo fresco è risultato” è risultata la ricetta vincitrice del Contest: “Le ricette dell’estate: cucina light con Fiordifrutta”.
Complimenti!
Riceverai, presso il domicilio da te indicato, il premio cofanetto “Famiglia” Rigoni di Asiago, contenente:
1 vaso Fiordifrutta 25g;1 vaso Fiordifrutta 250g/260g; 1 vaso Fiordifrutta 330/340g ; 1 vaso Fiordifrutta 630/640g; 1 vaso Nocciolata 25g;1 vaso Nocciolata;1 vaso Nocciolata 350g;1 vaso Nocciolata 700g.

Rigoni di Asiago ti ringrazia per la partecipazione.
Per qualsiasi richiesta resto disponibile.
Buona serata"

Seguiva la firma

Il contest, che prevedeva una ricetta light, era promosso dalla Rigoni di Asiago,  azienda che produce ottimi prodotti da agricoltura biologica che negli anni abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare, quali la celeberrima "nocciolata", golosa crema di cacao e nocciole, le confetture "Fiordifrutta", che utilizzano per dolcificare solo lo zucchero presente nella frutta  stessa e sciroppo di mele, e ancora dolcificanti , succhi , miele  e tanti prodotti sani e gustosi con cui addolcire i nostri momenti di relax.
E' quindi veramente con grande gioia e, diciamolo, commozione che ringrazio la Rigoni di Asiago e lo chef Alessando Dal Degan  per aver voluto premiare la mia ricetta con cui ho cercato di esaltare al meglio le proprietà della confettura "Fiordifrutta" Rigoni di Asiago: una ricetta leggera, come richiedeva il contest, ma classica: una frolla senza burro e senza uova, che esalta il gusto naturale della confettura senza prevaricarlo e viene incontro alle esigenze di un'alimentazione equilibrata e leggera, la cui ricetta potrete trovare qui,  ma che riporto, per comodità, integralmente qui di seguito.
La confettura di Fragole e Fragoline  di bosco  "Fiordifrutta" Rigoni di Asiago ha impreziosito il guscio di frolla leggera e croccante regalandogli un tocco vellutato e saporito senza eccedere con lo zucchero:  un abbinamento perfetto.

Allora….buona confettura e…RIGONI DI ASIAGO, GRAZIE!!!!



Ed ecco anche il link all'articolo della Rigoni di Asiago che decreta il vincitore con i commenti dello Chef Alessandro Dal Degan e la motivazione della sua scelta….e sono soddisfazioni!







CROSTATINE LIGHT ALL'OLIO DI OLIVA  CON "FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO" ALLE FRAGOLE E FRAGOLINE DI BOSCO, al profumo di timo fresco.

Ingredienti  (per uno stampo circolare da crostata di 24 cm di diametro o per circa 8 stampi dal diametro di cm. 11):

100 gr di farina integrale (o di farro, o mais, o di avena)
100 gr di farina  00 debole
50 gr di mandorle - con la pellicina esterna - frullate e ridotte in polvere
60 gr di acqua
un pizzico di sale
120 gr di zucchero di canna
70 gr di olio extravergine di oliva leggero (o metà olio e.v.o. e metà olio di semi)
6 gr di lievito chimico
un paio di rametti di timo fresco
un barattolo a piacere di FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO (io alle fragole e fragoline di bosco)

Esecuzione:
In una terrina, fate sciogliere lo zucchero nell'acqua. Aggiungete poi  l'olio, le farine setacciate, le mandorle in polvere, il sale e il lievito. Impastate velocemente con un cucchiaio e poi con le mani, fino ad avere  un impasto della consistenza di una frolla (a seconda dell'assorbimento del tipo di farina prescelto, occorrerà aggiungere minime dosi di acqua o farina, per raggiungere la consistenza di una frolla).
Fare un panetto appiattito, avvolgerlo in carta forno e mettere in frigo per circa mezz'ora.
Nel frattempo, imburrate e infarinate lo stampo da crostata (o gli stampini).
Riprendete poi il panetto dal frigo e rilavoratelo velocemente, poi stendetelo allo spessore di circa 5 mm. Arrotolate l'impasto steso su un mattarello e posizionarlo poi nello stampo (o negli stampini). Bucherellate la base coi rebbi di una forchetta. Coprite il guscio di frolla con un pezzo di carta forno e posizionatevi sopra dei legumi  crudi (o riso, o piccole pietre) per non far crescere la pasta in cottura. 
Infornate a 180° per circa 15 minuti, poi levate la carta forno coi pesi e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Nel frattempo prelevate il contenuto di un barattolo da 340 gr di confettura FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO del gusto preferito e mettetelo  in un pentolino (o nel forno a microonde per circa un minuto alla massima potenza) con le foglioline di un paio di rametti di timo fresco. Fate scaldare solo leggeremente per pochi minuti la confettura col timo, per far insaporire  la stessa con l'aroma del timo fresco.
Una volta cotta la crostata (o le  crostatine), sformatela, lasciatela raffreddare e guarnitele con la confettura FIORIDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO aromatizzata al timo, e decorate con altre foglioline di timo fresco.
A piacere, servire con panna leggermente montata non zuccherata.




domenica 7 settembre 2014

CROSTATINE LIGHT ALL'OLIO DI OLIVA CON "FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO" AL PROFUMO DI TIMO FRESCO, senza burro e senza uova



Molte volte sentiamo il bisogno di assaporare  qualcosa di  buono, di dolce, di  appagante ma nello stesso tempo di  semplice e rassicurante; spesso abbiam voglia, in questo mondo di novità e stimoli, anche alimentari,   di sapori conosciuti,  familiari,  che ci rassicurino e ci coccolino.
Soprattutto in questo periodo, in cui impazzano i dolci da pasticceria, lussuriosi, sontuosi, ricchi di creme, panne, ganaches varie e che addirittura ci cimentiamo a riprodurre nelle nostre cucine casalinghe, proprio ora torna prepotentemente il bisogno, periodicamente, di assaporare dolci genuini, della tradizione, dolci semplici ma non per questo meno gustosi ed appaganti. Sentiamo cioè  il bisogno di... ..."pulirci la bocca", di assaporare qualcosa di semplice ma gustoso, di rassicurante, di caldo, di confortevole e casalingo,  senza però rinunciare al piacere di un ottimo dolce.
E ci viene voglia di assaporare un caldo, confortevole dolce da forno.
Una torta di mele, un plum cake o....una crostata!
Una crostata, sì!
Di marmellata, magari.
Anzi, di confettura,  sarebbe corretto dire - visto che ormai tutti sappiamo che il termine "marmellata" indica solo la marmellata di arance -  ma  che preferiamo comunque continuare a indicare come  "crostata di marmellata", come se nel nome fosse rinchiuso anche un pezzetto di sapore e dell'atmosfera che questo dolce evoca anche solo a nominarlo.
La crostata di marmellata è infatti uno di quei dolci classici di casa di cui ogni tanto si sente la mancanza, ed il bisogno. E' il dolce che occorre fare periodicamente, come un punto fisso, un punto in cui, dopo tanto girovagare per panne, creme, ganaches e compagnia bella, occorre ritornare. 
Un ritorno a casa, praticamente.
Un dolce che non delude mai, che mai ci stanca.
Un impasto semplice e gradito, ma che può anche essere variato per venire incontro alle esigenze alimentari più diverse o anche solo per avvicinarsi maggiormente ai gusti attuali, dove oltre al gusto si pone anche un occhio di riguardo alla salute ed al benessere,  nonchè alla leggerezza.
Ed ecco allora che la nostra classica, tradizionale crostata di marmellata fatta con farina , zucchero, uova e burro, può anche cambiare abito e rinunciare al burro ed alle uova, sostituite dall'olio extravergine di oliva, vero toccasana per il nostro benessere, e le farine possono essere le più disparate, in aggiunta a quella di frumento: farina di riso, di mais, di grano saraceno, di avena, di farro...
E sopra questo guscio fragrante e delicato, niente di meglio di  un ripieno morbido e voluttuoso, ma nello stesso tempo familiare, come può essere una marmellata fatta in casa. 
O una  confettura biologica "Fiordifrutta Rigoni di Asiago".
Come quella da me utilizzata, alle fragole e fragoline di bosco. Sana, profumata, da agricoltura biologica, zuccherata con i soli zuccheri della frutta stessa e da sciroppo di mele, è il completamento ideale per una crostata genuina e gustosa  ma anche sana e leggera.
E con un morso, ci sentiamo a casa.










CROSTATINE LIGHT ALL'OLIO DI OLIVA  CON "FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO" ALLE FRAGOLE E FRAGOLINE DI BOSCO, al profumo di timo fresco.


Ingredienti  (per uno stampo circolare da crostata di 24 cm di diametro o per circa 8 stampi dal diametro di cm. 11):

100 gr di farina integrale (o di farro, o mais, o di avena)
100 gr di farina  00 debole
50 gr di mandorle - con la pellicina esterna - frullate e ridotte in polvere
60 gr di acqua
un pizzico di sale
120 gr di zucchero di canna
70 gr di olio extravergine di oliva leggero (o metà olio e.v.o. e metà olio di semi)
6 gr di lievito chimico
un paio di rametti di timo fresco
un barattolo a piacere di FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO (io alle fragole e fragoline di bosco)

Esecuzione:
In una terrina, fate sciogliere lo zucchero nell'acqua. Aggiungete poi  l'olio, le farine setacciate, le mandorle in polvere, il sale e il lievito. Impastate velocemente con un cucchiaio e poi con le mani, fino ad avere  un impasto della consistenza di una frolla (a seconda dell'assorbimento del tipo di farina prescelto, occorrerà aggiungere minime dosi di acqua o farina, per raggiungere la consistenza di una frolla).
Fare un panetto appiattito, avvolgerlo in carta forno e mettere in frigo per circa mezz'ora.
Nel frattempo, imburrate e infarinate lo stampo da crostata (o gli stampini).
Riprendete poi il panetto dal frigo e rilavoratelo velocemente, poi stendetelo allo spessore di circa 5 mm. Arrotolate l'impasto steso su un mattarello e posizionarlo poi nello stampo (o negli stampini). Bucherellate la base coi rebbi di una forchetta. Coprite il guscio di frolla con un pezzo di carta forno e posizionatevi sopra dei legumi  crudi (o riso, o piccole pietre) per non far crescere la pasta in cottura. 
Infornate a 180° per circa 15 minuti, poi levate la carta forno coi pesi e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Nel frattempo prelevate il contenuto di un barattolo da 400 gr di confettura FIORDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO del gusto preferito e mettetelo  in un pentolino (o nel forno a microonde per circa un minuto alla massima potenza) con le foglioline di un paio di rametti di timo fresco. Fate scaldare solo leggeremente per pochi minuti la confettura col timo, per far insaporire  la stessa con l'aroma del timo fresco.
Una volta cotta la crostata (o le  crostatine), sformatela, lasciatela raffreddare e guarnitele con la confettura FIORIDIFRUTTA RIGONI DI ASIAGO aromatizzata al timo, e decorate con altre foglioline di timo fresco.
A piacere, servire con panna leggermente montata non zuccherata.