TORINO FOOD

sabato 19 settembre 2015

CROSTATA DI RICOTTA AL PROFUMO DI LIMONE......O.....CHEESECAKE ALLA RICOTTA?



"Ho fatto  una crostata di ricotta  per  merenda ai ragazzi, ne vuoi una fetta anche tu?"
"No, grazie, è molto bella ma devo scappare a fare delle commissioni,  passo a prendere Alessandro tra un paio d'ore,  ok?"
"Ok, a dopo, ciao!"
Questo il dialogo alle tre del pomeriggio tra me e la mamma di Alessandro,  un amichetto di Gabriele che è venuto a trovarlo e con cui si incollano davanti alla TV per giocare con la Wi-i ad  interminabili sfide a super Mario, Disney Infinity 1puntozero, 2puntozero e pure 3puntozero,  e ogni altro tipo di video gioco possibile e immaginabile passato, presente e futuro.
Non sono stupita, della risposta della mamma di  Alessandro, nè di quella di altre mamme o amiche o comunque esseri umani adulti di sesso femminile quando faccio loro una domanda del genere. Nessuna ti risponderà mai " sì, voglio una fetta di torta, la voglio bella grande e magari faccio anche il bis, se mi piace". In genere sono  tutte o a dieta, o hanno  un'intolleranza alla farina, se non alla farina alle uova, se non  sono  intolleranti a niente  allora sono vegetariane e se non rientrano in nessuna delle categorie sopra elencate ne hanno comunque un'altra.  Certo, io la domanda la faccio sempre, ma in fondo non è nemmeno una vera domanda, è una forma di cortesia, un pour-parler, un minimo di buone maniere.
E  anche questa volta infatti, il copione non è variato.
O almeno, non è variato fino  a quando la mamma di Alessandro non è tornata dopo un paio d'ore a riprenderselo.  E che, mentre ci salutiamo, vede il piatto con la torta mezzo vuoto, con solo più una misera fetta di torta a languire solitaria. Tra Gabriele, Alessandro, me, mia sorella e il papà di Gabri che oggi è passato a trovarlo, un bel colpo glielo abbiam dato, e  tra tutti abbiam fatto onore alla torta.
E Anna, la mamma di Alessandro, continua a guardare la solitaria fetta di torta che, sola soletta, fa bella mostra di sì nel piatto bianco immacolato. Un bel colpo d'occhio, devo ammettere: la mia crostatina è venuta proprio bene, la fetta è bella precisa, il ripieno morbido ma sostenuto e il colorito decisamente invitante. E anche il profumo non è da meno.
"Ma..sai...una fettina adesso me la mangerei, è proprio bella questa torta!  Anzi, questa cheese cake, mi sembra, no? Vorrei proprio assaggiare per vedere come è questo ripieno..sembra proprio buono!"
Non ci posso credere.
Ah, beh, certo, me lo dirà per cortesia, perchè è maleducazione non fare un minimo di onore agli sbattimenti della "padrona di casa".
E faccio per tagliare una fettina sottilissima; tanto, l'avrà detto  per farmi contenta, e non la voglio obbligare a trangugiare di malavoglia un qualcosa solo per far contenta me.
"Ma..no...un pochettino di più...ecco, sì, così basta, grazie"
Beh, certo che è veramente cortese,  ne chiede addirittura di più per farmi piacere. Che bello vedere ancora persone così gentili, educate e disponbili verso il prossimo!
"Ma è buona veramente..ma di cosa è fatto questo ripieno, è buonissimo veramente! E' una cheese cake vero?"
"No, non è una cheese cake,  è una crostata di ricotta e limone, ma praticamente è la stessa cosa di una  cheese cake al forno, in effetti, solo che invece di esserci la base di biscotti sbriciolati c'è una base di frolla...", rispondo, mentre lei mangia avidamente, in piedi, la discreta fetta che si è fatta tagliare. Beh, io comunque sono già contenta così: ok che l'ha assaggiata per pura cortesia, ma almeno schifo non le ha fatto e anzi, le è anche piaciuta, pare...
"Proprio buona veramente....senti..me ne taglieresti un'altra fettina? E' veramente buona!"
E si fa dare la ricetta. Per filo e per segno, mentre allegramente si mangia l'altra fetta.
MA allora...allora le è piaciuta veramente!
Non era solo cortesia!  Le è piaciuta, ha voluto la ricetta e dice che proverà a farla anche lei a casa.
"Eh, sì, perchè era proprio buona, questa cheese cake!! Veramente!"
"Grazie! Era una crostata......"


Morale: chissenefrega di cosa era, chissenefrega di come si chiama! 
E' una crostata buonissima, morbida, vellutata, voluttuosa, e poi chiamatela come volete, questa crostata...
ooops...questa ..cheesecake??
;-)









 CROSTATA DI RICOTTA

Ingredienti ( per uno stampo rotondo di 22 cm di diametro): 
versione crostata (con base di pasta frolla):

Ingredienti:
250 gr farina debole
125 gr burro a pezzetti
1 uovo  intero 
125 gr zucchero
1 punta di cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale (2 gr circa)
scorza grattugiata di mezzo limone 

Per il ripieno
300 gr ricotta vaccina
300 gr ricotta di pecora
140 gr zucchero semolato
la buccia grattugiata di un limone
un uovo intero


Esecuzione:

Preparare la frolla.

Mettere nel robot il burro con lo zucchero, fare amalgamare poi aggiungere la farina, l'uovo, il sale, la scorza di limone e il lievito.  Azionare fino a che l'impasto si sarà raggruppato in grosse briciole, poi togliere dal robot, compattare velocemente con le mani, fare un panetto, schiacciarlo leggermente, avvolgerlo in un foglio di pellicola e mettere in frigo almeno mezz'ora.

Nel frattempo, preparare la crema di ricotta:
Frullare assieme la ricotta, ben scolata, con lo zucchero, la scorza di limone e l'uovo. Frullare per un paio di minuti, in modo da far montare leggermente l'albume dell'uovo e avere una crema più morbida.
Tenere da parte in frigo.

Prendere la pasta frolla dal frigo, lavorarla velocemente con le mani per renderla utilizzabile, stenderla sulla spianatoia all'altezza di circa 5 mm e poi foderare uno stampo imburrato (io di 22 cm di diametro), foderando anche i bordi per almeno un paio di centimetri (il ripieno è infatti abbondante e il guscio quindi deve essere abbastanza alto per contenerlo tutto), poi tagliare e livellare i bordi in eccesso. Fare inoltre, coi rebbi di una forchetta, dei buchi sul fondo di frolla per evitare le bolle d'aria in cottura.

Prendete la crema di ricotta dal frigo e rovesciatela nel guscio di frolla. Livellate leggermente con un cucchiaio e cuocete a 170° ventilato per circa 40 minuti. Togliete la torta con il ripieno non troppo sodo, perchè non diventi asciutto e stopposo.


Lasciate raffreddare leggermente per circa mezz'ora, poi togliete dallo stampo.


Versione cheese cake:
Invece della base di frolla, procedete frullando 200 gr di biscotti tipo Digestive (leggermente salati), poi uniteli a 80 gr di burro fuso ma non più caldissimo. Mettete l'impasto di biscotti sbriciolati e burro sul fondo di una tortiera apribile, livellate col dorso di un cucchiaio e mettete in frigo mezz'ora a rassodare. 
Procedete poi normalmente come per la crostata: rovesciate la crema sul fondo di  biscotti ormai freddo (con la differenza che in questo caso la base di biscotti sarà solamente sul fondo, mentre invece la frolla andrà fatta aderire anche lungo i bordi dello stampo), mettete in forno e, una volta fredda, togliete dallo stampo.

Nota 1):  non lasciare cuocere troppo la torta. Se troppo cotta, infatti, il ripieno risultarebbe pesante e asciutto.   Nel mio forno,  a 170° ventilato,  sono stati sufficienti 40 minuti, anzi...37, per la precisione!

Nota 2): appena sfornata, la crema sarà gonfia (la mia strabordava addirittura fuori dal guscio di frolla) ma una volta raffreddata, il ripieno si "siede", si abbassa: è normale. Il ripieno rimane comunque morbido e soffice.


Nota 3) per la pasta frolla, non ho seguito il metodo sabbiato (sablè), che consiste nel sabbiare per primi il burro freddo con la farina, aggiungendo poi uova e zucchero,   ma quello classico, che consiste cioè nel lavorare prima burro e zucchero per renderli cremosi e solo dopo aggiungere uova e farina. Si ha una frolla più morbida, di consistenza più fine molto adatta per crostate e  a contenere ripieni.

7 commenti:

  1. Che meraviglia la versione crostata. ghiottissima per la colazione di queste mattine di primo frescolino.
    Sai, secondo me il cheese cake nasce esattamente da queste crostate che esistono con formaggi diversi in tutto il centro e est Europa. Sostengo che l'emigrazione ebraica dei primi del secolo le ha portate a NY e di lì son diventate quella cosa con i biscotti e il Philadelphia, cioè con i prodotti industriali alla base. Ovviamente non ho mai avuto il tempo di documentarmi come si deve, per ora è un'ipotesi.

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    1. P.S.: è un dolce che si ritrova a Roma al ghetto e a Parigi nel quartiere della sinagoga in botteghe polacche. Ecco perché ho pensato all'emigrazione ebraica.

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    2. Pellegrina, tu che conosci Parigi, e la storia, di sicuro penso che ci sia andata vicino. Può di sicuro essere come dici tu, io non ci avevo mai pensato, anche perchè non pensavo fosse un dolce così diffuso. Una crostata...un cheese cake....un.....un...Ciao Pelleeee,.))))

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  2. hai ragione da vendere ecchedduepalle!!! e questo non mangia carne, quello per carità no cipolla e no aglio,l'altro solo farina integrale, l'altro ancora no integrale, poi c'è che se non legge bio sulla scatola (se tu sostituisci il contenuto non se ne accorge) non tocca nulla .... io credo che occorra il massimo rispetto, MASSIMO verso chi ha un problema di salute,tutti gli altri hanno solo balle e non hanno fame, e molti le intolleranze ce le hanno (o glielo ha detto di averle il guru del paese...e molto le hanno perchp per forza! non mangi oià una cippa che cavolo devi digerire? )...quindi vengo io e la sfabo senza ritegno tutta! crostata io voto per chiamarla crostata.baci

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    1. Brava Simo!!! anche per me è la classica crostata di ricotta, ma cheese cake fa più figo! Detto ciò, tanto non la mangiano lo stesso, anche se la propongo come cheese cake, più "in".Ma se solo la assaggiano,ehehe....specialmente in giornata, quando la crema è ancora più soffice.....Ciao Simo, grazie del commento!.-)
      Cinzia

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  3. Ciao! Sembra buonissima!Una copertura di gelatina al limone potrebbe starci bene o risulta eccessiva? Grazie, Erika

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    1. Ma, non ti saprei dire, già il limone nell'impasto si sente parecchio…mi sembra che sia un tipo di dolce che va bene così….ma provare non costa nulla, magari la prox volta proverò il tuo suggerimento..-)

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