TORINO FOOD

domenica 28 novembre 2010

GLI GNOCCHI IMPROBABILI

E cioè quelli alla parigina.
Oggi abbiamo festeggiato il compleanno di Gabriele, e mi è venuto in mente di provare ...gli gnocchi alla parigina. Sono degli gnocchi fatti con la pasta choux, la pasta da beignets: l'impasto iniziale, a base di latte, farina, uova e burro, viene fatto colare con il cucchiaino, a forma di gnocchetto, nell'acqua bollente, poi si condisce con besciamella e si ficca in forno. Peccato che...nell'aggiungere le uova, e girando, gli gnocchi si siano ricompattti allo stato iniziale di pastone! Praticamente ..una purea di gnocchi, ficcata in forno.
Li abbiamo mangiati.
Alle 16 esatte mi è venuta una colica. Mi sembrava di morire e volevo andare al pronto soccorso, e non è uno scherzo.
Che buoni, gli gnocchi alla parigina!
E che brava cuoca, sono io!

domenica 21 novembre 2010

UN MIO ACQUERELLO

Avevo voglia di inserire un mio acquerello....
Alla prox

sabato 13 novembre 2010

MA IL VERO STRUDEL....E' BUONO??

O meglio: ma la vera pasta per strudel, quello viennese (e non, per esempio, quello del Trentino Alto Adige che è fatto con la pasta frolla, ed ha ottenuto il marchio " Qualità Alto Adige") è buona o....o?
Mi spiego: tutti noi dilettanti di cucina conosciamo la vera pasta per strudel..una pasta fatta solo con farina, burro, uova e acqua che, fatta a sfoglia sottilissima tale per cui un foglio di giornale, messo sotto si deve poter leggere (una sfoglia che occuperà tutto il tavolo, cadendo sui bordi, e che dovrà poi essere arrotolata, completa di ripieno, aiutandosi con la tovaglia del tavolo!) ma...quanti, si sono cimentati nell'eseguirla? Convinta che la bontà di un dolce tanto decantato nel mondo, con origini addirittura risalenti all'invasione turca dell'impero austro ungarico (come la baklava, stretta parente dello strudel), non potesse risiedere solamente in un semplice, per quanto ottimo, ripieno, mi sono data all'impresa. Ho fatto la pasta, molto semplice in verità, l'ho messa a riposare in frigo e poi l'ho tirata. Il più possibile, cosa abbastanza facile direi, perchè questo impasto è in effetti estremamente elastico e molto facile da stendere. L'ho stesa finchè mi è strabordata, come deve, lungo il tavolo, ed era talmente sottile che si rompeva. Poi, dopo aver messo un ripieno "a caso" (toh, di mele, che combinazione) e dopo essermi ampiamente documentata su youtube con siti di pasticcieri viennesi doc per il suo arrotolamento accompagnato da tovaglia bianca (la mia era rossa a pois gialli ma questo non ha influito minimamente sul risultato finale), ho cominciato ad arrotolare. Non poi così difficile, in realtà. Insomma, ero soddisfatta. Inforno, faccio cuocere, sforno, cospargo di zucchero a velo e assaggio. Buono, certo. Però...però...per quanto sottile, questo impasto non è comunque di sfoglia...insomma...per quanto sottile, è duretto e non friabile. Ne faccio assaggiare un pezzetto a Gabriele, il mio bambino. Commento: "non è buono!". GRRR!! Insomma, a mio gusto, mettersi a fare il vero impasto per strudel non ripaga del tempo e del lavoro impiegato. Meglio una sana e semplice frolla, o una sfoglia (che devo ancora provare a fare, in casa), e il risultato sarà senza dubbio migliore.
Comunque trascrivo ugualmente la ricetta seguita, che ho trovato su "Dolci" (ricetta di Hans Karl Adam) e che è uguale a quella trovata su www.cookaround.com, con la sola differenza di non aver messo nel ripieno il pane tostato (che non mi ha soddisfatto in un precedente tentativo di strudel) , ma i biscotti ridotti a farina, e non ho messo il brandy ma ho irrorato le mele e lo zucchero con succo di limone. E poi vi dico....provare per credere (e soprattutto con mente libera da pregiudizi...viennesi)


Strudel di mele



Ingredienti:

250 g di farina 1 uovo 50 g di burro 1 cucchiaio di zucchero 5/6 cucchiai acqua tiepida sale
per il ripieno: 600/700 g di mele 1 bicchierino brandy 75 g di burro 4 cucchiai pangrattato (o amaretti) 100 g di zucchero scorza di limone grattugiata 1 pizzico di cannella 80 g di uva sultanina 50 g di pinoli o noci zucchero a velo

Prepararazione:

Setacciare la farina con il sale e lo zucchero; versarvi l'acqua tiepida, l'uovo e il burro a temperatura ambiente. Impastare con energia sbattendola per renderla elastica. Farne una palla e riporla in una terrina preriscaldata (a riposo per 20--25 minuti). Preparare il ripieno : sbucciare ed affettare le mele, bagnarle con il brandy (limone). Fare imbiondire il pane sul fuoco con una noce di burro (per circa 2 minuti); aggiungervi la scorza di limone, la cannella e lo zucchero. Disporre la pasta su un telo, stendendola sul mattarello; passare con le mani sul dorso, sotto il telo allargando uniformemente la pasta che deve risultare sottile. Spennellare la sfoglia con il burro fuso, spargervi sopra il pane, le mele, i pinoli, l'uva, lo zucchero, il limone, la cannella. Avvolgere e spennellare di burro la superficie. Infornare a 180+ per un'ora circa.

venerdì 12 novembre 2010

FOCACCIA DOLCE ALLA GENOVESE

O della serie "la cuoca improbabile".
Non me ne voglia l'autore di questo succulento dolce "che ai genovesi ricorda l'infanzia", recita il commento al video. Ed è un video che, nella sua semplicità (vuoi mettere Luca Montersino?) invita veramente a provare a riscoprire i sapori semplici, le ricette "pure", della nonna, una ricetta e un video che...tengono caldo, un caldo tepore di vecchie panetterie di vicoli genovesi ma che potrebbero anche essere torinesi, insomma, l'ho fatta subito! Mi sono messa di buzzo buono e l'ho fatta. Combinazione, passava per casa nostra, cioè mia e del mio bambino, il padre di quest'ultimo, uno spotornese, quindi ligure, doc, che mentre guardavo il video mi commenta..."ma non verrà un po' dura...tipo pane dei pescatori?"ARGH!! Prima nota stonata! Il pane dei pescatori mi fa veramente schifo, più dei babà al rhum, più del pan di spagna asciutto e stopposo, più della cervella, insomma, scusate liguri, ma a me non piace. Cerco di non badare allo jettatore e eseguo la ricetta. In realtà molto veloce e casalinga, senza troppi artifici da pasticciere professionista. La sforno e...non è male..ecco...e poi è calda, e poi il video è bello, e poi ho voglia di cose antiche e poi, insomma, voglio fare la pura e semplice. Ne mangio una fettina. GAbriele, il mio bimbo, al quale ne ficco a tradimento un pezzo in bocca, la schifa e mi dice, senza tanti giri di parole, "non è buona!". Grrrr! Insomma, ne rifilo più di metà a mia sorella e l'altra metà sta lì...per il giorno dopo. Peccato che il giorno dopo...è un mattone! Calcestruzzo a presa rapida. Mi ottura il gargarozzo, mi fa soffocare....ma sono sicura di aver sbagliato io, il cuoco del video è troppo bravo e io troppo pasticciona . Non vi dico di provare , ma io il video lo inserisco lo stesso, perchè è carino e ci fa sentire un po' piccolini, anche se non siamo genovesi (almeno, io)



sabato 6 novembre 2010

PER CHI AMA LEGGERE DI GASTRONOMIA...



















Come me.
Molte delle ricette che vedo su giornali e riviste non le eseguirò mai, forse, ma sfogliare queste pagine mi riempie il cuore e mi mette entusiasmo e voglia di fare.
E così Anna, Anna the nice, ha pensato di fare uno...scambio natalizio. In occasione del Natale, ci si scambieranno libri gustosi e succulenti.
Cliccare sul link sotto indicato per visualizzare le istruzioni sul sito di Anna.
www.anna-thenice.blogspot.com