TORINO FOOD

venerdì 28 gennaio 2011

GATTO'...ITALIANO!




E basta!
Noi siamo italiani, e quindi per noi questo è un gattò! E non ha nulla a che fare con il gateau francese, che poi sarebbe il dolce, e quindi tutta un'altra cosa.
Ma ad essere sincera, gattò o gateau, a me questa pietanza non ha mai fatto troppo impazzire: un ammasso di purè ficcata in forno con un po' di formaggio, pensavo. E di conseguenza lo facevo una schifezza; partivo già male.
Invece ora ho voluto provare a farlo bene, per Gabrielino e....è venuto buono veramente, ed infatti questa volta se l'è mangiato.
Due i segreti: 1) l'aglio. E il prezzemolo. Fondamentali per insaporire quello che altrimenti, in effetti, solo con burro, uovo e parmigiano, sarebbe un grosso gnocco di purè. E quindi, per circa 7/800 gr di patate, mezzo spicchio di aglio (spicchio medio), rigorosamente SPREMUTO con lo spremiaglio, che ne cattura l'essenza, e così ne basta poco poco. E il prezzemolo tritato fresco, abbondante, un cucchiaio bello colmo, o due rasi. Per dare un tocco di erba fresca di primavera, dare, insieme all'aglio, tono a questa pietanza diversamente un po' insipida. E soprattutto un accorgimento fondamentale: pangrattato e spessore!
Allora, che cosa differenzia, appunto, il gattò da uno sformato di purè con dentro il formaggio?
E' la croccantezza della pietanza. Sotto e sopra. Mi spiego. Essenziale è stendere il primo strato, dopo aver generosamente imburrato e cosparso di pangrattato il fondo, ad uno spessore di non più di un cm., o un cm. e mezzo, e non fare una torta di purè! Poi metterci il formaggio a nostra scelta e poi coprire con un altro strato di non più di un cm. , e spolverando anche questo di abbondante pane grattugiato.
Più facile a dirsi che a farsi, direte voi. E invece no: sapete come ho fatto io? Depositato la massa di purè sul fondo, l'ho poi..pressata prima con le due mani aperte e tese, unite e bagnate, come l'impasto per la pizza in teglia, poi ho preso una spatolina bagnata e con quella, in vari passaggi, l'ho livellata, ogni volta bagnando la spatola. Ho inserito fontina e mozzarella e poi depositato il secondo strato, nello stesso modo: mani bagnate per stendre e spatolina per livellare. Quindi dovrete scegliere una teglia ampia, larga, di modo che "il nostro" si stenda molto in larghezza e non in altezza, diventando un mattone. Perchè tutto ciò? Perchè in questo modo, il pangrattato sotto e quello sopra, formano due involucri gradevolmente croccanti che racchiudono un cuore di impasto gustosto, regalando un gradevole e saporito sgranocchiamento in bocca. Se l'impasto invece fosse troppo alto, l'effetto pangrattato si perderebbe, e quindi ci ritroveremmo con il solito "effetto purè ficcata in forno".

Dopo questa sbrodolata, cmq necessaria, ecco la ricetta, abbastanza tradizionale. Io nel centro ho messo mozzarella e fontina d'Aosta, invece della classica provola affumicata, mozzarella e prosciutto, ma in effetti l'effetto "mozzarella" che fila a Gabri non piace molto, gli fa un cordone in gola che quasi lo strozza. Quindi, se avete bimbi piccoli, meglio formaggi non a pasta filata, tipo appunto fontina, stracchino, sottilette.

Et voilà NOS gateau! :-)

GATTO' DI PATATE

Per una piccola teglia di cm 23 per 16

Ingredienti per 2 persone:

3 patate medie per un tot. di 7/800 gr
50 gr burro a temperatura ambiente.
50 gr parmigiano grattugiato
1 uovo
mezzo spicchio di aglio spremuto
un cucchiaio colmo di prezzemolo tritato
un cucchiaino di sale
PER IL RIPIENO
classico: 100 gr mozzarella, 100 gr provola affumicata, 100 gr prosciutto cotto
(io ho invece usato mozzarella e fontina di Aosta)


ESECUZIONE

Lessare le patate in acqua o al microonde.
Passarle allo schiacciapatate e unire tutti gli altri ingredienti.
Imburrare una teglia e cospargere con abbodante pangrattato. Formare uno strato di impasto di impasto non più alto di un cm. e ricoprirlo con la fontina e la mozzarella. Stendere il secondo strato di impasto e livellare. Ricoprire con pangrattato abbondante e fiocchi di burro.
Infornare a 200° per 25/30 min. circa

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