TORINO FOOD

domenica 24 aprile 2011

MARQUISE AL CIOCCOLATO



"Pasqua di qui, Pasqua di là, e cosa facciamo, e dove andiamo ...". Uff!
Lo so, questo post probabilmente non sarà "accattivante" come altri post, ma, anche a costo di sembrare bacchettona e controcorrente, voglio dire ciò che penso della nostra Pasqua. E penso che mi viene un leggero senso di nervoso quando chiedo a mio figlio di 7 anni che cosa sia Pasqua e mi sento rispondere che.."ah, sì, a Pasqua ci sono le uova di Pasqua!". Sì, e a Natale, ovviamente, c'è Babbo Natale! E solo in seconda battuta la risposta si riferisce a Gesù, alla sua nascita e alla sua resurrezione (quando va bene)
Ma allora tutto l'anno di catechismo che ha già frequentato Gabriele, a che cosa è servito?? Che cosa è rimasto? Nulla. O meglio, abbastanza poco. E il frequentare un'ottima scuola di religiosi, che segno ha lasciato? Idem come sopra. Eppure il catechismo è ben svolto, ho assitito personalmente ad un paio di lezioni; e a scuola, religione è considerata una materia primaria, viene svolta con attenzione. E allora?? E allora la rogna non è lì. La rogna sono io, siamo noi genitori, sempre di fretta, che deleghiamo a scuole ed istituzioni varie l'educazione ai principi ed ai valori che non non abbiamo tempo, e a volte sinceramente neanche la voglia, di insegnare ai nostri figli. Frequentano l'ora di catechismo? Ok, allora lì gli spiegano già tutto ciò che ha detto Gesù, quindi del bene, del male, del peccato, del perdono. In più, c'è l'ora di religione a scuola? Ah, allora goduria! Dal lato morale non dobbiamo più faticare, c'è chi ci pensa per noi!
E invece no.
Siamo noi che dobbiamo portare dei principi, di qualunque religione essi siano, nel quotidiano della nostra vita: siamo cristiani o ci professiamo tali? Ok, allora cominciamo a far capire ai nostri figli che andare a Messa non dovrebbe essere un sacrificio, ma l'unica occasione di sentire qualche discorso che non sia esattamente "che facciamo, dove andiamo, che mangiamo, che cosa hai fatto a scuola, come va sul lavoro..", far capire che quelle strane cose che dice il sacerdote tra un canto e l'altro sono parole che ci dovrebbero aiutare, far riflettere, guidare nella vita, e forse le uniche parole di questo tipo che sentiremo in tutta la settimana (ovviamente non viene presa neanche qui in considerazione per un attimo che si possa andare a Messa quotidianamente!). I canti, poi, della Messa, le formule...che noia! Eh, sì, perchè se parliamo di "mantra" siamo tutti lì a cercare di capire, siamo interessati, mentre invece se parliamo delle nostre preghiere (che sono i nostri mantra), dei nostri riti, dei nostri canti ("nostri" nel senso di cristiani), allora è tutto noia e spazzatura, non è cool. E notare che lo dice una (io) che ha sempre avuto più che una propensione per le dottrine orientali, per la metempsicosi e la legge di causa effetto, ma che non disprezza la nostra religione.
Ciò che intendo è che non abbiamo il tempo o la voglia di inculcare profondamente ai nostri figli dei principi morali che non siano proprio terra terra, che li abituino a pensare in grande, a volare alto (come disse qualche mese fa il nostro attuale Pontefice). E poi ci lamentiamo.

Detto ciò, la finisco di pontificare (ma d'altronde oggi è Pasqua) e sapete che vi dico??
Che giusto per essere coerente con quanto scritto sopra, oggi ho santificato la festa ...preparando la marquise al cioccolato!
E' una dolce che è una squisitezza, un crema sotto forma di torta, una vera delizia per il palato. Oltretutto, si fa può fare benissimo con il cioccolato fondente delle uova di Pasqua che sicuramente tutti avremo già aperto prima del termine canonico. Inoltre la preparazione è velocissima, anche se invece per quanto riguarda il riposo in frigo, vi andrebbe tenuto per almeno 12 ore: dico almeno perchè io l'ho preparato la sera alle 19 circa e lo abbiamo gustato alle 12 del giorno dopo, ed era squisito. Ma alla sera, quello che ho avanzato, anzi, che ho letteralmente SALVATO dalle fauci fameliche dei commensali per servirlo ancora a Gabriele la sera, era ancora migliore (ehm...beh, sì, ne ho ancora assaggiato un minuscolo pezzettino pure io...;-)
Unica raccomandazione: essendo un dolce a freddo contentente uova, e visto che in genere questo tipo di dolci è amatissimo dai bambini (perchè, dagli adulti no?), occorre pastorizzare le uova con lo zucchero a 121° (Montersino docet, sì, sempre lui, l'artista della panna montata, il mago dei profiteroles, l'alchimista della crème brulée etc etc..): ci mettete 5 minuti e siete tranquilli di non beccarvi salmonelle e schifezze varie di cui le uova a crudo, purtroppo, anche se raramente, sono portatrici.

Buona Pasqua a tutti.

MARQUISE AL CIOCCOLATO

Ingredienti:
250 gr di cioccolato fondente
60 gr zucchero
3 tuorli
100 gr di burro
300 gr di panna
2 cucchiai di rhum o Cointreau
2 cucchiai di cacao amaro per spolverizzare

Esecuzione:
Innanzi tutto pastorizzare le uova: mettere lo zucchero con tre cucchiai di acqua in un pentolino e far arrivare alla temperatura di 121° (io nel microonde). Se non avete il termometro per alimenti, considerate che i 121° sono raggiunti quando il composto bolle vigorosamente, con grosse bolle.
Con una frusta elettrica, montare i tuorli e aggiungendovi il composto caldo di acqua e zucchero a 121°; montare fino al raffreddamento (n.b.nonostante le uova vengano addizionate di questo composto caldo, il sapore non viene minimamente alterato, e non si sente alcun sgradevole sapore di uovo cotto, lo garantisco). Nel frattempo, in un pentolino (io nel microonde) far sciogliere il cioccolato fondente a pezzi con il burro, solo per il tempo necessario a sciogliere il tutto (anzi, anche un po' meno: continuare a far sciogliere il tutto girando a mano). Aggiungere il liquore prescelto. Montare a neve la panna. Unire il composto di uova e zucchero a quello di cioccolata e burro, mescolando dal basso verso l'alto per non perdere l'aria delle uova. Infine, a questo composto, aggiungere la panna montata, sempre con movimenti dal basso verso l'alto.
Imburrare uno stampo e rovesciarvi il composto. Mettere in frigo almeno 8 ore (in realtà io l'ho preparato alla sera della Vigilia di Pasqua e ha dato il suo massimo la sera dopo, -più che a mezzogiorno - cioè 24 ore dopo. Penso oltretutto che un paio di ore iniziali in freezer, invece che in frigo, per continuare poi per le ore rimanenti nel frigorifero normale, nella parte bassa - la più fredda - dovrebbero dare una consistenza ancora migliore a questo dolce) .
Per sformare il dolce: preparare un recipiente che contenga comodamente lo stampo con il dolce e riempirlo di acqua bollente. Inserire per circa un minuto lo stampo col dolce dentro il recipiente colmo di acqua bollente, passare poi un coltello attorno allo stampo e sformare su un piatto da portata.
Setacciare con un colino due cucchiatate di cacao amaro sul dolce e servite.
E questa è la consistenza interna...





5 commenti:

  1. bel dolce, mai preparato!
    sulla religione.. beh che dire, io separerei i buoni principi dalla religione, che sicuramente ne ha, ma non sono solo le persone religiose a volare alto e comportarsi seguendo grandi valori. Sul fatto che sia difficile comunicare ai figli il vero valore di queste feste.. beh sicuramente il ruolo della famiglia è importante quanto quello di scuole e catechismo: solo se si respira profondamente anche in casa un'atmosfera religiosa di un certo tipo, vedendo da parte dei genitori un'applicazione reale e costante dei principi di cui si sente parlare a messa e a scuola, i figli probabilmente svilupperanno quel credo. Ma cmq non è detto, perché ogni persona crescendo ragiona con la propria testa e decide in cosa credere: insomma è un discorso un bel po' complicato.. comunque buona pasqua, per quel che ne rimane.
    :-)

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  2. buonissimo questo dolce e complimenti per le spiegazioni.
    Quello che dici sulla Pasqua è vero, anche se io non sono cattolica o religiosa in genere.. la festa è stata snaturata, ma credo che sia anche un po' colpa nostra ;) Baci

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  3. Ti do ragione, sulla Pasqua e le altre feste cattoliche snaturate...poi sai, non sono una gran credente, e spero si che come dici i genitori pongano piu' attenzione ed impegno ad insegnare i buoni pricipi ai loro figli, che delegare non porta tanto lontano...

    E complimenti per la splendida Marquise!

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  4. dunque, sul tuo discorso ci potremmo stare giorni...capisco cosa intendi ed è giusto, anche se credo che insegnare i principi morali ai figli non coincida necessariamente con andare volentieri alla Messa. Secondo me da bambini è un po' presto per capire il significato così profondo di quel gesto. Accontentati dei principi morali. E scusa se sono così netta! ^__^ buona Pasquetta! ps: Marquise da paura!

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  5. ACC! Ieri non ho aperto e questo post lo vedo solo ora: ma quanto mi TOCCA!
    Mio figlio di nove anni, terza elementare, fra tre settimane dovrebbe fare la prima comunione... dovrebbe, si, ma vedessi come mi fa contro, e si mette contro ogni iniziativa, tipo antare a messa, a catechismo..
    Ieri ero in crisi proprio per questa cosa del nn riuscire a gestire le sue opposizioni.
    E d'altronde io che faccio, ci vado a messa? Gli faccio sentire l'importanza ed il valore della comunione? No! E sallora cosa pretendo? Ecco qui lo specchio da ripulire ;)
    Un abbraccio carissima, a presto!

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