TORINO FOOD

sabato 17 marzo 2012

CHEESECAKE


Devo dire che questo cheesecake è stato un successone.
Luca l'ha avanzato, mia sorella "lo finiva dopo" e Gabriele ne ha mangiati tre bocconi tre prima di gridare "Basta, sono pieno, voglio una torta al cioccolato".
E come sono arrivata, a cotanta disfatta?
Beh, il primo passo è stato riconoscere che io non avevo mai fatto un vero cheesecake. Mai avevo cucinato questo dolce che impazza per il web, questo famoso , o famosa, cheesecake (tra l'altro, "un" o "una" cheesecake? Come lo traduciamo in italiano, "dolce al formaggio" o "torta al formaggio"? Beh, ormai mi pare abbastanza usuale sentire dire in giro che ..."oggi faccio "un" cake"; l'espressione "fare una torta" ormai è desueta, obsoleta, andata, no global, sa di massaia, di nonna e non di giovante rampante che cucina solo per hobby: volete mettere, dire in giro.. "ho fatto una torta con l'uva passa" al posto di "ho postato un cake con uvetta"? Anche il cibo si adegua all'andazzo, e le sue parole diventano non so se moderne, ma sicuramente anglofone), mai mi ero messa ad armeggiare tra Philadelphia, panna acida et similia, ma solo con della semplice e nostrana ricotta. E mi sentivo un po'..così, un po' "border line", un po' miserella!
Certo, ho fatto molte crostate alla ricotta, una più buona dell'altra, morbide, cremose, con il loro guscio di frolla che contrastava la cremosità del ripieno, ma mai una vera torta americana al formaggio, la "famosa" torta americana al formaggio.
Eh, sì, perchè pur sembrando i due dolci molto simili, in realtà la parentela è solo apparente: documentandomi in rete, ho scoperto che un cheesecake, tale non è se non c'è "lui", il Filadelfia! Il padre di ogni cheesecake, il ripieno di ogni torta al formaggio americana, lui, l'ammancabile.
A me non è mai piaciuto troppo, il Filadelfia; forse per quel gusto un po' acido, forse per l'acquetta - sempre acidognola - che rilascia, insomma, non lo trovo tutta 'sta bontà: preferisco, se proprio devo ingrassare, il nostrano mascarpone o la nostra umile (e magra) ricotta, ma il Filadelfia proprio non mi attira. E in più è pure un formaggio traditore! Non so come mai, ma si è costruito la fama di formaggio MAGRO , della serie "ah, ho fatto un dolce leggero, invece della panna ho messo il Philadelphia!" Seee, leggero!!....99 per cento di grassi e lo chiami leggero?? E' una panna travestita, un burro sbiancato, un grasso vestito a festa, è... è...ecco....ma...."che cosa" è esattamente, il Philadelphia (per favore, accettatemi Filadelfia senza la rogna di scrivere sempre PH, tanto ci siamo capiti, quello è)??
Se ci si documenta su questo strano formaggio acidopannosocompatto, si legge in ogni dove che un tipo, certo Sig.Kraft (proprio lui!), un bel giorno "scoprì" come fare questo formaggio fresco, e nacque, per il gaudio e tripudio delle genti presenti e future, il Filadelfia! Ma...mi scusi, Sig. Kraft, che cosa ha scoperto, esattamente?? La panna, il burro, l'acqua calda, che cosa? Che è, ora questo Filadelfia sarebbe tutta 'sta scoperta? Ecco, io purtroppo, non conosco la chimica se non per quelle quattro cose che ci avevano insegnato al liceo, ormai dimenticate, ma mi piacerebbe sapere dove sta tutta questa grande scoperta, qual è la differenza tra Filadelfia, panna (un po' più compatta e di forma quadrata), mascarpone, burro et similia. Forse nella confezione? Certo, non è Filadelfia se non è nel parallelepipedo argentato, ma, sinceramente, non mi sembra tutta questa grande invenzione !! Se qualcuno ha lumi in proposito, è pregato di aiutarmi e non lasciarmi miserella a brancolare nel buio!
Comunque, tornando a noi, sta di fatto che io, con tutte le mie crostate alla ricotta, non avevo mai preparato un vero cheesecake, e non ho mai preparato un vero cheesecake perchè non mettevo il Filadelfia (e la base di biscotti Digestive, ma questi li considero un succedaneo della frolla per americani frettolosi e ingegnosi). E quidi ora l'ho fatto, il VERO cheesecake!. Anzi, l'ho stra-fatto perchè, non paga del Filadelfia, ci ho messo anche la panna acida, manufatta da me, visto che in giro qua in Italia non si trova (sai che perdita! E che grande invenzione che è: panna resa compatta con un acido-limone e yogurt!).
Insomma, ho fatto un VERO cheese cake con tutti i crismi: Digestive, panna acida e Filadelfia! E adesso sono contenta e non mi sento più una rejetta per avere sempre e solo messo assieme delle umili e nostrane crostate con ricotta!
E quindi, ho fatto il cheesecake.
E tutta contenta l'ho servito in tavola.
Nessuno lo ha gradito.
Tutti l'hanno avanzato.
Stasera, quando Luca tornerà a casa sua col treno, glielo ficcherò di nascosto in valigia e così prenderà la volta del mare e non lo vedrò mai più (il cheesecake;-). E non lo rimpiangerò.

P.S. Ma che cosa aveva, 'sto cheesecake, da essere aborrito da tutti? Scherzi a parte, il cheesecake è un dolce MOLTO consistente, molto compatto, di certo non leggero, oserei dire pesante...insomma, è un vero mattoncino, che, se servito a fine pasto, può veramente arrivare a stendere i vostri commensali. Quindi è una questione non tanto di gusto, che non si può in effetti dire "cattivo", ma di consistenza. Troppa. O Almeno, per i nostri gusti.
E quindi, W le crostate di ricotta (che sono cmq un discreto mattoncino pure loro...)!

2° P.S.: come molti noteranno, questo dolce è di ispirazione "Donna Hay" e il suo "i classici moderni vol. 2". Se penso, inoltre, pure ai melting moments, mi verrebbe quasi voglia di ..regalare il libro a qualcuno, ma nello stesso volume, è anche inserita una delle più buone torte da colazione che abbia fatto ultimamente, quindi per ora me lo tengo.

CHEESECAKE

Ingredienti:
per la base:
200 gr di biscotti Digestive
80 gr di burro

Per la farcia:
250 gr di Filadelfia
250 gr di panna per dolci (più grassa di quella da cucina)
1 confezione da 180 gr di yogurt greco (cremoso e compatto)
2 uova e 1 tuorlo
250 gr di zucchero
due cucchiai di succo di limone
un cucchiaio di essenza di vaniglia

Uno stampo a cerniera di 24 cm di diametro

Scaldate il forno a 150°.
Ungete lo stampo e foderatelo con carta forno
Preparate la panna acida: in un recipiente, mischiare la panna con lo yogurt e il succo di limone, mescolate e mettete in frigo per un'ora.
Nel robot, frullate i biscotti Digestive con il burro precedentemente fuso (io nel microonde) fino ad ottenere una sorta di farina.
Rovesciarla nello stampo e livellare con il dorso di un cucchiaio. Mettere a rassodare in frigo per almeno mezz'ora.
Preparare la farcia: nel robot frullare le uova con lo zucchero, il Filadelfia e la panna acida e rovesciare poi tutto nello stampo.
Infornare per un'ora o un'ora e dieci minuti finchè l'interno non si rassoda.
Sfornare, fare intiepidire e mettere in frigo. Tirare fuori un'oretta prima di servire.



10 commenti:

  1. Mi fai morire come sempre :-)
    Il cheesecake non e' leggero, e' vero, ma certo una ricetta che insieme al Philadelphia ci mette pure la panna e lo yogurt greco...ci credo che era pesante.
    A me piace tanto, manco a dirlo, ma mi piace pure il formaggio in questione...che faccio, vado a nascondermi dietro la lavagna????

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  2. :-)) come ti capisco!! Io il cheesecake non l'ho mai voluto fare, non mangio la philadelphia, tanto meno la panna (pensa poi la acida!); chissà, magari un giorno farò come te, mi toglierò lo sfizio di provare, ma per ora anche io sono strafelice di preparare le torte, crostate o cassate al forno ripiene di ricotta, che tanto piacciono al golosone del mio maritino! :-) Ed infine....w torte, crostate e dolcetti nostrani dai nomi nostrani, sapranno di nonne e massaie, ma per me il bello è anche questo: sanno di buono e genuino! ;-) baciotti!

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  3. sto ridendo a crepapelle!!! troppo simpatica sei!
    ed io che non ho mai fatto il cheesecake... e sono tentata tante volte di farlo...ma non l'ho acora fatto!!! e che faccio??? però i formaggi dolci mi piacciono e lo sfizio penso me lo toglierò!
    abbracci

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  4. cara Cinzia, mi sa che il fatto che sia un mattone è perché ci hai messo troppa roba, a occhio mi sembra troppa panna e poi perché pure lo yogurth greco? devo cercare le ricette che ho io, perché ne ho fatto uno allo yogurth leggerissimo e buonissimo. ma se ricordo bene era la ricetta a freddo senza cottura, quindi con panna montata e yogurth e zucchero. Poi ne ricordo un altro sempre a freddo, fatto dentro ai vasetti della marmellata, con sotto biscotti sbriciolati, in mezzo il mix di philadelphia e sopra uno strato di crema di marroni. delizioso!

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  5. Araba, M, la ricetta è ..ispirata, da un paio di ricette prese da "i classici moderni di Donna Hay. La quale in una mette filadelfia e ricotta, nell'altra (quella a cui mi sono ispirata io) filadelfia e panna acida. E la panna acida manufatta, girando tra i siti, ho visto che si fa mettendo panna, yogurt greco e limone. E quindi gli ingredienti si riducono a due, filadelfia e panna acida, anzi, la panna acida, contenendo al suo interno lo yogurt, dovrebbe esssere meno pesante della panna tradizionale. In realtà io penso che questa consistenza, che io ho "enfatizzato" nel post ma che alla fine è un po' anche quella della crostata di ricotta, sia, ahimè, salvo eccezioni che mi avete segnalato, la consistenza ..tipica del cheesecake..sob.!

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  6. Ciao Cinzia! peccato che non c'ero, te la finivo io la tua cheesecake!!!! sì è una torta un pò pesa ma oh, se così ha da esse'.. anche io l'ho fatta in Ottobre per Halloween (non ridere) di un peso specifico vicino a quello della ghisa, una ruolina piccina sarà pesata almeno due chili!! anche io ho messo la panna acida e il philadelpia, e la ricetta l'avevo presa da un sito americano di sole cheesecake (incubo!)però sicuramente attendibile! bacioni!!

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  7. Mi fai morire Cinzia!!! Ma davvero non vi è piaciuto? Io non ne faccio molti ma i due che ho fatto non erano ne pesanti ne troppo dolci anzi erano freschi e leggeri e anche la mia mamma che è molto tradizionalista per lei solo torte di mele e al cioccolato se l'è sbafato in un secondo :-) Riprova con un'altra ricetta magari il successo viene :-)

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  8. Dai dai non prendertela, non tutto riesce sempre bene o piace a tutti quanti..ho appena fatto una torta con le banane che sembrava (per me) fantastica ed invece faccio una fatica a finirla..troppo dolce..strana consistenza mahhh....per quanto riguarda i cheesecake invece strano che non sia piaciuto a nessuno..l'ho fatto poche volte ma non mi sembrava cosi' "pesante"...e provare altre ricette? ma poi non è mica indispensabile sto chessecake eh!? se ne puo' fare anche benissimo a meno ^_^

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  9. ..questo l'avevo perso, Cinzia!
    Anch'io ho scoperto la cheese cake solo l'anno scorso e fino a pochi gironi fa l'avevo sempre fatta cruda... quando è fredda e morbida (MORBIDA..!) non c'è dolce che sappia attrarmi di più. Cotta, ho atteso di trovare una ricetta che risolvesse la faccenda uova, che non so come mai, ma non mi vanno, la cremina la voglio bianchissima come nella versione fredda. I miei uomini l'hanno finita tra la sera e la mattina dopo.
    Ah, e poi, assolutamente NIENTE filadelfia, ma solo robiola, ricotta, panna o mascarpone, yogurt greco.. et similia, come dici tu.. la cheese cake è americana, ma la leggerezza ITALIANA!
    bacioni, sei sempre troppo forte!

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  10. Mi piace questo sano quanto raro scetticismo verso la cucina made in usa. Troppi ingredienti pronti, spesso scadenti, troppi grassi, troppo zucchero e troppo lievito, secondo me.
    Sul Philadeplhia racconta molte cose questo post:
    http://www.ilpastonudo.it/matteogiannattasio/visti-da-vicino/il-philadelphia-ai-raggi-x/
    il tuo istinto ti ha proprio dato la dritta giusta.

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