TORINO FOOD

domenica 20 maggio 2012

MOZZARELLA IN CARROZZA



Da piccola andavo pazza per un piatto che mia nonna (ebbene sì, pure io ho, anzi, avevo,  una nonna e pure io possiedo le squallidissime ricette "della nonna" che tanto mi fanno disgusto quando le vedo postate in giro e magnificate in un impeto bucolico- familiare da bravi ragazzi), un piatto che mia nonna, dicevo, mi preparava abbastanza spesso. La stessa (mia nonna), come sua figlia, alias mia madre, non era certo un asso a cucinare, nè le piaceva. Ripeteva, come tutte le nonne, le stesse ricette, e mentre alcune erano degne di nota e per me impossibili a ripetersi  - come una paradisiaca crema  a crudo fatta solo con uovo sbattuto, cacao e zucchero, mi pare, che mille volte ho provato a rifare e mai mi è venuta - ,   altre erano invece di una tristezza infinita (come un'altra crema a mo' di budino, ma cotta, con latte, farina e cacao che era di un insipido da incubo e che ci propinava a quasi tutte le merende).
Tra le ricette povere ma che per me costituivano  una leccornia, c'era una ricetta di fette di pane, ricavate da un filone proveniente dal suo paese di origine, alias Narzole, bassa Langa, passate in un mix di latte e marsala e poi impanate. Sì, impanate, come una cotoletta! Solo ora, che sono "vecchia" e un po' più informata, vedo che si tratta probabilmente della versione nostrana e piemontese del "pain perdu" francese, ma fino a poco tempo fa non lo sapevo, e questa cosa di impanare il pane come  una cotoletta mi è sempre sembrata solo una bizzarria ber riuscita da parte di una nonna non particolarmente versata nell'arte della cucina. Infatti era, appunto, solo pane impanato, ma quel tocco di marsala e la croccante impanatura, che contrastava la morbidezza del pane imbevuto di latte e marsala, ne facevano, almeno per noi bambini, una squisitezza da leccarsi i baffi. 
Ora sono cresciuta, mi sono arricchita (di anni, non di esperienza. Di soldi, poi, manco a parlarne!) e sono ingrassata, e quindi ho scoperto la versione ricca e grassa del pane impanato: la (penso) partenopea (o sicula)?  mozzarella in carrozza!  Il pane impanato farcito con una bella e succulenta fetta di mozzarella!
Certo, per prepararla non si impiega molto tempo, ma in compenso si sporcano una caterva di piatti: uno per tagliare a fette la mozzarella e far perdere un po' d'acqua, uno per sbattere l'uovo, uno per passare i bordi del pane nella farina, uno per il pane grattato..insomma, un esercito di piatti per portare a spasso una mozzarella! Però ne vale la pena: come tutti i fritti, il piatto è sfizioso e appetitoso. 
Ma....devo dire la verità: alla grassa e ricca mozzarella in carrozza, io continuo a preferire la semplice fetta di pane casereccio passata nel latte e marsala e poi impanata che mi faceva mia nonna: sono proprio stata contagiata anche io dalla sindrome della nonna o c'è del vero in quel che dico? Non sempre "più ricco" è "più meglio" (e per fortuna!)
Fine del post, post breve. D'altronde, che scrivere altro di una mozzarella in carrozza? Già è stata una fatica buttare giù 'ste due righe di commento; meno male che mi ha aiutata mia nonna!:-)
(della serie: non sempre, o meglio mai, abbiamo il tempo di cucinare elaborati manicaretti!)


MOZZARELLA IN CARROZZA

INGREDIENTI:

Per due persone:

due fette di pane tipo pugliese già affettato (non pancarrè perchè troppo morbido, e intriso nel latte diventerebbe poi troppo molle.
Già affettato per avere fette regolari e non troppo spesse) 
2 uova per impanare
200 ml latte
50 gr di pane grattugiato per impanare
un paio di cucchiai di farina per sigillare i bordi
una mozzarella
olio di arachide q.b.
una noce di burro
sale


ESECUZIONE:

Prendete le due fette di pane, tagliate via i bordi e tagliatele a metà per ricavare un "panino" da ogni fetta.
Tagliate la mozzarella a fette non troppo spesse  (altrimenti in cottura faticherà a fondersi)
Sbattere le due uova con un pizzico di sale.
In un piatto fondo, mettere il latte e intridervi velocemente le fette di pane.
Mettere le fette di mozzarella tra due fette di pane, intridere di nuovo i bordi nell'uovo e premere leggermente il panino. Passare poi i bordi nella farina per "sigillarli". Passare con delicatezza il "panino" nel pane grattato.
Friggere in olio caldo ma non bollente (sui 160°) - con la noce di burro insieme - per evitare che il pane bruci di fuori mentre la mozzarella all'interno non sia ancora calda.
Fare scolare su carta da cucina e servire calda.





7 commenti:

  1. Mi hai fatto sorridere, invidio quando leggo di nonne cuoche abilissime che con pochi ingredienti tiravano fuori manicaretti....la mia nonna paterna cucinava oscenamente, e quella materna era troppo occupata con il suo lavoro di dentista per pensare che in bocca ci entrasse qualcos'altro oltre il trapano :-)
    La mozzarella in carrozza mi piace, ma se ti dicessi che mi è venuta come quelle mangiate al ristorante mentirei....copio qui e vediamo se mi fa come con la farinata ;-)

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  2. questa del latte e marsala l'avevo già sentita... mi sa che le nostre nonne frequentavan gli stessi posti :-))))) però mai mangiata... mia madre ha sempre proibito i fritti e io ora me li concedo di rado, per "dis-abitudine"....

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  3. Mi piace molto questa versione casereccia della mozzarella in carrozza! In Sicilia prepariamo il pane fritto, fette di pane cotto nel forno a legna, bagnate nel latte e poi fritte in padella, senza panatura. Erano le mie merende estive, ne ho nostalgia, sai? Prima o poi la rifarò! Un bacione!

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  4. Simpaticissimo post! Grazie per la ricetta e per l'informazione sul tuo pane panato, le nonne la sapevano lunga!! Buona Serata!

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  5. Ah, le nonne! se non ci fossero (state) dovremmo inventarle! la mozzarella in carrozza è una delizia, bomba calorica quanto vuoi ma pur sempre una delizia.. contro il grigiore della vita moderna! (ma che stro..zate dico??;-) però ora mi hai incuriosito sulla fetta di pane con latte e marsala... un bacione!!!

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