TORINO FOOD

giovedì 2 maggio 2013

LEPRE AL CIVET CON POLENTINA MORBIDA



Che poi questo della foto in realtà è cervo.
Ma fa lo stesso, cervo o lepre sempre selvaggina è , e...come è che uno cucina il cervo, o la lepre, in maggio? E.. non è una vecchia ricetta, una foto che avevo lì, no..è una ricetta eseguita dieci giorni fa..e questo vi dà l’idea di che tempo faccia a Torino da un mese a questa parte: da schifo. Sembra novembre, piove sempre e siam tutti malati.
E in questo clima e con questo bel tempo di primavera, il macellaio sotto casa, l’altro giorno, ha pensato bene di mettere in bella vista in vetrina, in infusione, già tagliata a pezzi, della bella carne rosso Pompei. Per me, un richiamo irresistibile..fatevi conto voi: una che entra in macelleria col pensiero di comprare il solito, bianco, insulso, ordinario pollastro per Gabriele, pollofilo irriducibile, e invece..che ti vede?? Della carne vera,  non sotto forma di bistecca, della carne non piatta, non "a fogli" ma a pezzi! E in più bella rossa, anzi viola! Impossibile per me non riconoscere subito l’amata selvaggina, anzi, tra tutta la selvaggina, lei, la mia preferita, la rossa, la gustosa, il ricordo di tanti pranzetti da piccola in famiglia…sua maestà la lepre!
E infatti era cervo.
“No, non è lepre, è cervo”, risponde il macellaio alla mia domanda retorica da saputella "è lepre, vero?, convinta di non sbagliare.
“Ma l’assaggi, è buonissimo, come e meglio della lepre!”, continua.
E che, non lo so bene? Che, non conosco cervi, caprioli e compagnia bella, io , IOOO, cresciuta a pane e cervoo?? ;-)  Tz! ..Solo che li ho mangiati poche volte, mentre per noi, la lepre, quando ero piccola - con madre e nonna langarole  -  era un piatto che si faceva abbastanza spesso, e quindi ce l’ho più in testa, ma il cervo VA BENISSIMO LO STESSO, altrochè!:-)). E ne chiappo qualche bel pezzettone. “Si cucina come la lepre, immagino”, chiedo, non avendo mai cucinato un cervo, in effetti, ma solo mangiato. Risposta (scontata) affermativa. E quindi vado a casa e mi metto a cucinare. Subito, che il bravo macellaio già lo aveva messo in infusione e quindi non ho dovuto aspettare tre giorni per assaporarlo! Peccato che..siano già le 11..vabbè, mangeremo alle due di pomeriggio, chissenefrega, una lepre, oops, un cervo, val bene una piccola attesa. Solo che.. mi manca il vino. 
Corro a prenderlo ma..acc..., il supermercato sotto casa è stato cannibalizzato: no dolcetto, no barbera, il barolo costa troppo, non parliamo del nebbiolo..vabbè, chiappo questo, tanto è vino rosso, va bene tutto, voglio fare in fretta sennò pranziamo all'ora di cena!
.......
Era Lambrusco.
Lo apro: è frizzante, accidenti!….ooh vabbè, tanto cuocendo il frizzante evapora e, anzi, magari le bollicine faranno da massaggio al povero cervo, una bella jacuzzi di vino frollerà ancora di più le succulenti carni, tanto meglio! mi dico. E cuocio, cuocio. Mezzogiorno, …l’una.. Gabri sta mangiando le tagliatelle e poi il cordon bleu - pollaccio insulso e frullato-  ma io ..tz, io aspetto la mia lepre-cervo, basta esser schiava del pollo!
L’una e mezza, le due! Fatto. Polenta calda (quella "8 minuti" ;-), lepre bella morbida, succosa, di un bel colorito, con un sughetto bello rosso, ..anzi, viola direi.. certo che questo lambrusco ha proprio un bel colore, quando la facevo col dolcetto il sughetto rimaneva marroncino, ora invece  è viola melanzana, sembra persino  finto.. ma è ancor più bello, mi dico. Impiatto la polenta, metto due bei pezzi di carne, ricopro con abbondante sughetto viola…e  finalmente assaggio.
……..
E’ …
E’… E’ dolceeee!!!! Nooooooo Nooo!! CZZZ acc porc...!!! IL LAMBRUSCO è UN VINO..DOLCEEE!!! Chi lo avrebbe mai immaginato! Solo un’analfabeta enologica come me poteva ignorarlo!! Non avrei dovuto fidarmi di quel coloraccio viola, vinaccio emiliano o toscano o di dove diavolo che non sei altro! Perché, perché ho tradito il dolcetto, perché non sono andata in un altro supermercato a rifornirmi di barbera!! Accidenti, st'affare è proprio dolce!! Non “leggermente” o “piacevolmente”, è veramente disgustoso. Mi viene da piangere! La mia lepre, il mio cervo, il mio pranzo …e ora cosa faccio con un chilo di cervo e tre chili di polenta cotti tre ore del mio prezioso tempo lì, a guardarmi dal loro brodazzo viola?? Che cz ne faccio di ‘sta robaccia dolciastra??...

….. “Lucaaaa, vieniiiii… è pronto il cervooo!!!”-))))

;-)



Note:
In realtà, a parte gli scherzi,   non era così disgustoso, e come avrebbe potuto? Certo, era dolciasto ma era comunque più che mangiabile, anche se io ho preferito ...delegare;-).
Ricordate: lepre al civet? MAI LAMBRUSCO!!




LEPRE AL CIVET CON POLENTA

INGREDIENTI (per quattro persone):

Una lepre a pezzi da mettere in infusione nella marinata per  due o tre giorni
Per la marinata:
1,5 litri di vino Barolo (o Nebbiolo o Dolcetto o Barbera)
Una cipolla a pezzetti
Uno spicchio di aglio a piccoli pezzi
Un rametto di rosmarino, un po’ di origano, qualche foglia di salvia, una foglia di alloro
Un paio di coste di sedano a pezzi
2 carote a pezzetti
Un paio di rondelle di limone
Qualche chiodo di garofano, bacche di ginepro  e pepe in grani
Un pezzetto di cannella
Una grattatina di noce moscata
Facoltativo: il fegato della lepre a pezzetti (io omesso)
Inoltre:
Burro
Olio extravergine di oliva
Mezzo litro di brodo caldo (io vegetale)

ESECUZIONE:

Tre giorni prima di cucinare la lepre, metterla in infusione nella marinata. (se dovrete cucinarla per domenica, metterla in infusione il giovedì mattina). La marinata sarà fatta nel seguente modo: mettere in un’ampia ciotola i pezzi di lepre e ricoprirli con il vino rosso (circa 1.5 litri); aggiungere poi tutti gli ingredienti della marinata, coprire con un coperchio e lasciare marinare tre giorni (se la temperatura è troppo calda, si può mettere in frigo). Al momento di cucinare, fate fondere una grossa noce di burro (circa 60 gr) in un ampio tegame di terracotta, unendo qualche cucchiaio di olio extrvergine di oliva. Scolate poi i pezzi della marinata e fate rosolare la lepre, a fuoco vivace e tegame scoperto, per circa 10 minuti rigirandola da tutti i lati. Unite poi tutti i gusti della marinata, scolati e tritati leggermente, facendo ancora rosolare qualche minuto, facendo attenzione che non brucino. Dopodichè salare (un cucchiaino) bagnare con un mestolino di brodo e uno di marinata. Coprire e lasciare cuocere per circa due ore e mezza o tre, a fuoco bassissimo, aggiungendo man mano tutta la marinata e il brodo caldo. L’ultima mezz’ora scoprire e far attenzione a far rapprendere solo quanto basta per avere una consistenza legata, ma lasciandolo morbido e brodoso. Durante gli ultimi dieci minuti, prelevare con una schiumarola i gusti della marinata dal tegame (aglio, cipolla, carota, sedano etc. etc) e frullarli, dopoichè rimetterli nel tegame e fare cuocere ancora una decina di minuti, regolando di sale. Nel frattempo avrete preparato una polenta morbida. Al momento di servire, mettete in ogni piatto un po’ di polenta calda, un paio di pezzi di lepre e coprite il tutto abbondantemente con il sugo d lepre (per questo il sugo deve rimanere morbido. Per avere più sugo, potete non farlo consumare troppo e legarlo con un cucchiaino di farina o amido di mais, sciolto un una tazzina di brodo caldo e unito al sugo negli ultimi minuti di cottura).

2 commenti:

  1. Noooooooo Cinzia, che peccato!!!!
    Vabbè se poi dici che comunque era commestibile lo stesso...che poi a me l'agrodolce piace molto e magari avrei parecchio apprezzato questa versione!

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  2. Povero Luca....ma lui almeno se ne è accorto oppure ha mangiato e basta il cervo/lepre senza battere ciglio?

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