TORINO FOOD

venerdì 22 marzo 2013

TORTA MORBIDA AL CIOCCOLATO E MANDORLE






Ahh, che sensazione di euforia che dà un’ora di libertà!
Un’ora, eh, mica mezza giornata o un giorno intero!
Un’ora.
Solo una piccola, minuscola oretta.
Un’ora “rubata” al lavoro, in uscita da una visita medica fiume, in cui, tornare al lavoro, avrebbe voluto dire giusto giusto arrivare in ufficio, lanciare i propri stracci, subito riacchiapparli e poi  subito ri-uscire: tanto vale stare direttamente fuori, no? E “strappare” un’ora d’aria pura,  come i carcerati.
E…come la impieghiamo, quest’ora d’aria pura? Siamo sempre talmente affannati a fare, disfare, che in quell’ora ci si vorrebbero ficcare spesa, pulizie della casa minime (sì, perché per quelle vere ci andrebbero come minimo tre settimane di fila), riordino camera del pargolo, bagno rilassante, pittura, lettura, meditazione trascendentale e una mano di bianco al soffitto!
E invece…
Invece faccio una torta.
Al cioccolato, per di più, che NON amo.
Ma il pargolo, stamattina, se ne esce beato e con la sua faccina allegra, con   la solita, ricorrente domanda: “mi fai una torta al cioccolato?”
Ma…santo ragazzo, con tutte le torte che ci sono a questo mondo, di mele, di pere, crostate alla marmellata, alla crema pasticciera, alla crema frangipane, con panna, ricotta, tiramisù, budini, sformati,  e chi più ne ha più ne metta, una più golosa dell’altra, tu mi vai sempre a chiedere l’odiatissima torta al cioccolato, da me schifata e aborrita in ogni sua versione e declinazione! Ma possibile che nessun'altra torta ti intrippi un pochino? Sempre 'sta torta al cioccolato, tortaalcioccolato, tortaalcioccolato..uff!!
Sta di fatto  che  tu l’hai chiesta, che  io ho un po’ di tempo a disposizione, e se uno più uno fa due e se vogliamo dare un valore ai sillogisimi con cui ci han fatto perdere tempo a scuola…si sa già come impiegherò quell’ora d’aria: facendo la torta al cioccolato!
Certo, devo calcolare benissimo i tempi: alle 15 devo essere davanti a scuola, e ora sono le 13.30. Contando almeno mezz’ora di cottura, tra arrivare a casa, decidere una qualche insulsa torta al cioccolato da fare, preparare gli ingredienti, pesarli, miscelare, montare, sbattere, ammorbidire, oliare, girare etc etc, devo essere una macchina, precisa, efficiente, con un piano organizzato, un progetto, un working flow inattacabile, un "torta-business plan"! E così mi preparo mentalmente mentre guido verso casa: dieci, dodici minuti, non di più, per scartabellare libri e rete nella decisione della torta, altri 10 o 15 minuti per prendere  tutti gli ingredienti, pesarli e preparmeli in bell'ordine, come bravi soldatini o impiegati (la parte che più odio, nel cucinare), una ventina di minuti per preparare la torta, un altro quarto d’ora per inconvenienti vari o a titolo di “fondo lentezza barra imprevistietcasinivari” e poi via, infornare, sfornare, vestirsi, macchina, scuola, via (come “Monttivviaa” ;-)
E tutto va come programmato (avevo o no un perfetto business plan?)
Anzi, con leggero anticipo.
Ho persino tempo di rimettere un po’ a posto il macello che ho lasciato in cucina, degno del passaggio di un branco di cinghiali o di bambini, e che comprende: cioccolato fuso per terra, burro sui muri, farina dappertutto, gusci di uova che colano dal cestino della spazzatura mal centrato, un centinaio di cucchiai sporchi sparsi dappertutto, tre rotoli di scottex imbrattati di farina, uova e burro disseminati per il territorio e….questo?
...Questo ..cos’è??
Un foglio di carta da cucina sul tavolo a mò di pacchettino, vicino a dove avevo messo la farina pesata, con dentro qualcosa…
..ma che cosa è??
Guardo, con un oscuro presentimento dietro la schiena...
Zucchero!
Zucchero???
ARGGGHHHH ZUCCHEROOO!!!!
L’HO DIMENTICATOOO!!
Ho pesato tutto, ma lo zucchero è rimasto quiiii ! Sul tavolo, nel suo bel pacchettino, pesato, pronto!!
E la torta è nel forno!! Accidenti, cosa faccio, cosa faccio!!!! Mi viene da piangere, non tanto per gli ingredienti ( tanto le uova stavano per scadere e il burro si era fatto due viaggi in macchina Torino/Spotorno e Spotorno/Torino e stava assurgendo al rango di formaggio pecorino) ma per il tempo, la mia ora d’aria e di libertà  buttata così, al vento, sprecata in una torta senza zucchero!! Mentre invece avrei potuto grattarmi la pancia! E invece mi sono affannata, scapicollata a casa, spremuta, ho sporcato mezza casa e tutta la cucina, governo ladro e Grillo pure in mezzo ai c..ni!!
E, soprattutto, la delusione per Gabriele.
Eppure…eppure la avevo assaggiata, prima di infornarla!
E avevo trovato l’impasto ottimo, per niente nauseante, buono, tanto che avevo aggiunto solo un paio di cucchiai di zucchero, giusto perché ai bambini piacciono le cose dolcissime, perché a me invece andava benissimo così com’era! Come è possibile che invece manchino…duedicodue etti di zucchero?? Magari era dello zucchero pesato e dimenticato lì sul tavolo da qualche altra torta, magari lo avevo lasciato lì senza accorgermene per il prossimo tiramisù, magari si era voluto fare da lui un giretto fuori dal pacco, anche lui a prendere la sua ora d’aria pura e libera, come me, che poverino è sempre chiuso in un pacchetto, in una scatola! E che è! Credo forse di essere l’unica costretta a vivere in una scatola tutta la vita dimenticandomi di lui che fa una vita grama ancora peggio della mia e a volte gli ci vengono pure le falene dentro che gli danno un fastidio della malora mentre io invece, in ufficio ho pure l’aria condizionata??
Ma intanto so che purtroppo è così: nella fretta dannata, ho dimenticato lo zucchero, e i (quasi) due etti dei bianchi granelli sono lì che mi guardano, pesati e ordinati dal loro bel pacchettino. E io che faccio? Beh, perso per perso…massì, provo a fare uno sciroppo e rovesciarlo sopra la torta, una volta cotta, dopo averle fatto sopra dei forellini con uno stuzzicadenti, per fare penetrare ben bene lo sciroppo all’interno. D’altronde, non si inumidiscono anche la Sacher e tutte le torte destinate a non essere sbranate subito nel giro di due ore, per evitare di farle diventare asciutte? E non sono forse ottime? Non è forse intrisa di sciroppo la buonissima torta di Donna Hay con succo d'arancia e semi di papavero (in questo stesso blog), una delle migliori torte in assoluto tra i miei ultimi esperimenti?Beh, farò così anche per questa: d’altronde due etti di zucchero sono sempre due etti di zucchero, sia che siano dentro la torta sia che le siano rovesciati sopra sotto forma di sciroppo, e il loro sporco lavoro lo faranno!
E così faccio. Sforno la torta, bellissima devo dire.
Dovrei aspettare che si raffreddi un po’, per forarla e rovesciarci lo sciroppo di zucchero, da calda i fori con lo stuzzicadenti, che nella fretta ho fatto con la forchetta, la stanno strappando, lacerando, dilaniando, ma devo correre, non ho più tempo, e devo pure farci lo strato di glassa sopra (che altro non è che cioccolato fuso nel microoonde per un minuto con del burro e schiaffatole sopra alla veloce)! 
Insomma, non so come, ma ce la faccio.
Ce la faccio ad essere a scuola a prendere Gabriele in tempo, cioè.
E la torta??
La torta, beh, al ritorno ne ho fatto assaggiare un primo boccone “esplorativo” a Gabriele.
“Ancora!”
Se ne è sbranata un quarto. “Solo” un quarto gliene ho lasciato mangiare, perché sennò non avrebbe mangiato cena.
E…era buonissima!!! Morbida, succosa, saporita …
Mi sa che in futuro... "sbaglierò" tutte le torte!  :-)

P.S. “Ottima” per essere una torta al cioccolato. E a me, le torte al cioccolato, proprio…

Ma per chi ama questo tipo di dolce, è da fare, assolutamente. Magari, anche con lo zucchero “dentro”, come da ricetta: sono sicura che sarà ottima anche “non sbagliata”

2° P.S. Se non fosse perchè manca lo strato di confettura all'interno, ricorda veramente moltissimo, sia per sapore che per consistenza,  una torta al cioccolato del Mulino Bianco, non la torta Pan di Stelle, o torta cioccolatina, ma l'altra, quella più alta, di cui Gabriele è ghiotto, la "Deliziosa al cacao". Giusto per darvi un'idea.
Per quanto riguarda invece la Torta del Mulino Bianco "Pan di Stelle" (quella a cui mettere le stelline di zucchero bianco sopra, per intenderci), sto provando (invano) a rifarla a casa, così umida e compatta, prendendo spunto dalla rete: non ce n'è  una che le somigli. Se qualcuno ci è riuscito, batta un colpo!

3° P.S e bon:
non fate caso alle foto: fanno schifo. Come ho detto, l'ho tolta dallo stampo, punzecchiata con la forchetta, tagliata in due (volevo mettere della marmellata dentro), da calda, appena sfornata, facendone scempio. E la glassa l'ho buttata sopra in trenta secondi netti, per la fretta dannata che avevo. Ma sfornata e guarnita da fredda, avrebbe avuto l'aspetto che il suo sapore si merita!

4° ...e la mia ora di libertà, passata a spignattare?
Per quanto faticosa...impagabile, come tutte le piccole libertà .-)









Ah, come sarebbe venuta, esteticamente, se avessi avuto più tempo? Così....ma anche la mia, nella foto sopra, non è venuta malaccio! Col tempo che avevo a disposizione, è già stato un miracolo metterla insieme! :-)
Tra l'altro, il titolo esatto sarebbe  "supreme", accento circonflesso sulla prima "e".  Cmq è una torta ;-)









TORTA MORBIDA DI CIOCCOLATO E MANDORLE
(da "Il libro d'oro dei dolci", Mondadori Ed.)

Ingredienti:

250 gr di cioccolato fondente
50 gr di mandorle tritate (frullate)
100 gr di farina 
20 gr di cacao amaro
1 cucchiaino (8 gr circa) di lievito in polvere
120 gr di burro
180 gr di zucchero semolato
3 uova XL (extra large, circa 60/70 gr ognuna)
3 cucchiai di liquore all'arancia
sale

Glassa al cioccolato:
250 gr di cioccolato fondente (io 150 di gianduia)
120 gr di burro (io 60 gr)
Farcitura e copertura (sotto la glassa al cioccolato),
facoltativa:
4 cucchiai di marmellata di arance
2 cucchiai di liquore all'arancia

ESECUZIONE

Preriscaldate il forno a 180°.
Imburrare una tortiera di 24 cm di diametro.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria (io nel microonde) solo il minimo perchè si ammorbidisca. Finire di far fondere fuori dalla fonte di calore, girando (per evitare di far prendere al cioccolato un gusto di bruciato).
In una terrina setacciare la farina, il cacao, unire le mandorle, il lievito e un pizzico di sale.
Montate a crema il burro con lo zucchero, unite i tuorli, amalgamandoli al composto uno per volta, e aggiungete gradualmente il cioccolato fuso, seguito dal composto a base di farina e dal liquore. Montate a neve gli albumi e incorporateli all'impasto. 
(Io ho invece seguito questo procedimento: ho fatto fondere il cioccolato con il burro, ho unito le uova intere, una per volta, girando con una frusta, ho unito lo zucchero (o meglio, avrei dovuto unire lo zucchero dimenticato!) poi vi ho setacciato sopra le polveri, ammorbidendo il composto con circa 80 ml di latte).
Mettete l'impasto in una tortiera, e fate cuocere per circa 40 minuti (a me ne sono bastati 30), o fate la prova stecchino.
Fate intiepidire la torta per 5 minuti nella tortiera poi rovesciatela su una gratella su cui avrete appoggiato una base per torte e fate raffreddare.

Nel frattempo preparate la glassa al cioccolato e fate raffreddare una decina di minuti.
Nel frattempo fate scaldare la marmellata e il liquore. Tagliate il dolce a metà orizzontalmente e mettete un disco di pasta su un vassoio. Spalmatevi sopra la marmellata e un terzo della glassa, poi coprite con l'altro disco e glassate la superficie e i lati del dolce (io ho omesso questa farcitura e copertura di marmellata).

Glassa al cioccolato: fate sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria (io nel microonde) e lasciate raffreddare abbastanza per poterla spalmare senza che coli eccessivamente, ma senza farla consolidare così tanto da non poterla più spalmare agevolmente (circa 10 minuti)

N.B.
Come ho detto, dei 180 gr di zucchero totali, se ne possono inserire anche solo 80 nell'impasto, e coi rimanenti fare uno sciroppo, con 60 ml di acqua circa, da rovesciare sulla torta raffreddata, dopo averla forata in superficie con uno stuzzicadenti: lo sciroppo manterrà morbida la torta anche il giorno dopo.










mercoledì 6 marzo 2013

PANCAKES



I MIEI pancakes!
Lo so, avevo già postato  una ricetta di pancakes, quelli di Benedetta Parodi, ma non ne avevo alcun ricordo particolare, senza infamia e senza lode. MA questi, invece, questi sono diversi, questi sono i miei! Inventati da me. O meglio...copiati da me.
Succede infatti che qualche giorno fa vedessi in dispensa un'allegra scatola arancione che gridava pietà: "Aiuto", mi diceva, "sto qui da un anno e manco mi guardi, ora andrò pure a male, metterò i vermi, i ragni e gli scarafaggi e manco ti sei degnata di aprirmi e di assaggiarmi, con la crisi che c'è!". 
I miei armadi da cucina, infatti, pullulano di scatole dimenticate, o di scatole mezze aperte, di cose varie e a volte dimenticate, e questa scatola faceva parte di una di quelle cose che stanno lì ad aspettare il momento buono  che qualcuno le c....consideri ;-)  E per questa scatola, il momento era giunto: la scadenza, infatti, era 14 aprile 2013. Perchè proprio il 14 aprile e non il 15 o il 13 non so, ma di sicuro sapevo una cosa: non potevo vivere questo mese nel dubbio che il 14 aprile - termine ultimo per poterla utilizzare - non fossi a casa ad aprire la cara scatolina, inutilizzabile il giorno dopo alias 15 aprile, e così ho deciso che era ora di usarla, di aprirla. Non importa di cosa fosse la miscela contenuta, se di torta, di frittelle, di cemento  o di che altro, sapevo che qualunque cosa fosse la dovevo fare alla veloce, prima che scadesse. 
Cioè oggi.
Oggi,  ho deciso! (oggi=l'altra settimana, quando ho preso la drastica decisione!).
Guardo:..."preparato per pancakes".

"Questo",  preparato...
(CHIARISCO, non faccio pubblicità, non mi hanno spedito confezioni gratis, non conosco il figlio del titolare, niente, è solo per far vedere da che base sono partita, giuro! Ma se la ..."Wiz"  (booh??) vuole inviarmi qualcosa, prego, io non mi offendo..;-)




Beh, sì, i pancakes non sono male, li avevo già anche fatti, ma non è che mi avessero così entusiasmato...ma poi, soprattutto, nel blog li avevo già pure postati! Mi tocca cucinare inutilmente, o meglio, solo proprio ai fini di mangiare, e non di postare: mica vorrò mettere due ricette  due di pancakes - che li mangio io stessa una volta ogni morte di Papa....oops, ogni dimissione di Papa?? Eppure li devo fare, sennò scadono! Pace, poi li mangerò e basta, senza scrivere.
Seguo le istruzioni e li faccio. Rispetto alla versione precedente da me provata, vedo che hanno meno uova e più liquido. Mah, vediamo cosa viene fuori..Impasto, frullo, cuocio, mangio. E rimango piacevolmente sorpresa: questi pancakes sono morbidi e umidi, succosi, soavi... questi me li ricorderò di sicuro! Ma...mica vuoi che debba sentirmi legata ad una scatola industriale per fare dei buoni pancakes?? Io, titolare di questo blog nonchè cuoca dilettante da quasi 40 anni??No, questi li devo rifare ma ...artigianali, senza più comprare composti industriali, che poi c'è pure scritto "aromi artificiali" grosso come una casa (e sta a vedere che sono proprio quelli che rendono squisiti questi pancakes), devo provare a rifarli senza aiuti esterni inscatolati.
E così domenica mi metto di buzzo buono e riprovo. Prendo la scatola, gelosamente conservata, e leggo la composizione della miscela: farina, zucchero, sale, lievito, aromi artificiali, in ordine decrescente, naturalemente.  Ogni 250 gr di miscela aggiungere un uovo e 350 gr di latte. Beh, non sembra affatto difficile ricostruire a casa la miscela, aromi artificiali a parte. Ricordo che i pancakes non erano risultati particolaremente dolci, quindi, con somma arguzia, immagino che ci sia poco zucchero. E infatti, guardando in rete ricette varie di pancakes, vedo che in genere ci sono solo uno o due cucchiai di zucchero ogni 250/300 gr di farina. E così faccio io: 30 gr di zucchero su 250 di farina, un buon compromesso. Inoltre, i pancakes della scatola, erano anche leggermente salati. E  quindi, aggiungo un cucchiaino raso di sale. E il lievito? Beh, è semplice: una bustina da 16 gr  è indicata per 500 gr di farina, quindi per 250 gr di farina ce ne andrà la metà.  E gli aromi artificiali? Al diavolo 'sti aromi artificiali, cominciamo a mettere a posto il gusto e  la consistenza e poi vedremo di pensare a qualche aroma!
Insomma, la miscela l'ho ricomposta, ora devo solo più aggiungere l'uovo e il latte e sperare in Dio.
E poi, insomma, che sarà mai, un mix di farina, zucchero e sale, non sarà proprio così difficile centrarlo!
Insomma, giro, frullo, giro, cuocio...assaggio. 
Sono loro, SONO LORO!!  .:-) Umidi, succosi, morbidi, panosi, nè dolci nè salati, un giusto  mix, quasi come quelli della scatola. Quasi...sì, perchè... ci manca un gusto, un aroma, l'aroma artificiale! Se non fosse che sono refrattaria a ogni genere di spezia, cannella in primis, per finire col curry e col nostrano pepe, direi che il famigerato aroma artificiale della scatola aveva sentore di cannella, di...sigaro (!), artificiali, naturalmente. Ma non può essere, perchè la cannella l'avrei riconosciuta e schifata (il sigaro non so).  
Che sia  ....cavallo??  Aroma di cavallo artificiale non dichiarato pure nei pancakes?? Beh, sempre meglio cavallo che quello che han trovato oggi nelle torte di una nota ditta di mobili......:-((


Ah, sciroppo di acero da mettere sopra, non ne avevo. E' vero che, secondo me, i pancakes, essendo "panosi",  danno il meglio di sè quando sono cosparsi di qualcosa di umido, appunto, sciroppo d'acero, marmellata o altro, ma io non avevo nulla di questo, in cucina, e c'è chi, a casa mia, se li è sbranati ..così;-)



E...io ho fatto di peggio: li ho ingozzati così, appena cotti, semplici, "a strangujon", cioè "a strozzamento", come direbbe mia madre (langarola), termine che rende bene l'idea, in dialetto, ma anche "a strozzo" rende abbastanza bene. 
Caldi, morbidi, panosi....un paradiso!:-) Senza tanti sciroppi e sciroppi!


PANCAKES 

Ingredienti:
(per circa 8/10 pancakes)

250 gr di farina
350 ml latte intero
30 gr zucchero (2 cucchiai rasi)
8 gr di lievito chimico non vanigliato (due cucchiaini da tè rasi, circa o mezza bustina)
1 uovo
1 cucchiaino raso di sale

olio per cuocere


Esecuzione:

In una terrina unire la farina, lo zucchero e il lievito. In un'altra ciotola, sbattere leggermente l'uovo e unirvi il latte e il sale; unire poi al composto di farina quello con il latte, mescolando con una frusta e cercando di non far grumi (o frullare il  tutto con il frullatore ad immersione, come ho fatto io).
Ungere di olio una padellina di circa 20 cm di diametro, e, una volta caldo l'olio, rovesciarvi mezzo mestolo di composto.  Lasciare cuocere per circa 20/30secondi, finchè  non si formeranno delle bollicine in superficie e sui bordi, quindi,  con l'aiuto di una larga spatola, girare il pancake. Fare cuocere per altri 20/30 secondi.
Prima di cuocere il pancake successivo, ungere nuovamente il pentolino con un cucchiaio di olio, facendolo scaldare qualche secondo.
Impilare i pancakes e servire con sciroppo d'acero, marmellata o altro tipo di guarnizione.
Servire preferibilmente caldi o tiepidi.