TORINO FOOD

mercoledì 15 luglio 2015

GROM: IL GELATO NON ARTIGIANALE.



  
Sarà pure "come una volta".
Ma non è artigianale.
E qui la logica fa difetto. 
Infatti, se un gelato è pubblicizzato essere prodotto "come una volta", e se è assodato che "come una volta" sta a significare un prodotto  fatto a mano nel piccolo laboratorio dietro casa quando non addirittura in casa,  e subito messo in vendita fresco e appena fatto,  beh, allora vediamo che Grom non ha seguito un ragionamento logico, a essere gentili.
Come fa, infatti, un prodotto ottenuto "come una volta" -  e il che richiama la nozione di "artigianale" -  ad essere invece prodotto -tutto -  in un grande centro di produzione -   a Mappano, nella fattispecie - poi  subito congelato e infine smistato a tutti i centri di vendita sparsi in giro per il mondo, Tokyo compresa? Alla faccia del laboratorio dietro casa!  Alla faccia dell'"artigianale! 
Così devono aver pensato al Codacons -  e giustamente -  quando hanno stabilito che il gelato di Grom, per quanto eccellente (per alcuni) non si possa fregiare della dicitura "artigianale", in quanto la stessa è riservata esclusivamente ai prodotti ottenuti in loco e ivi smerciati, e non anche a quelli prodotti a Mappano e poi venduti a New York!  E notare che a Mappano si concentra TUTTA la produzione di Grom, tutte le miscele per tutti i gelati, venduti dovunque in giro per il mondo. E quindi, la premiata Ditta si è dovuta affannare a ripensare alla comunicazione ed alla pubblicità del suo ormai planetario prodotto e togliere la dicitura "artigianale" dal suo marchio.
Una parte di me è  stata, non lo nego, felice di questa decisione: il gelato di Grom non mi è mai piaciuto -  in quanto per i miei gusti lo trovo troppo freddo, troppo acquoso e troppo poco cremoso -  ma il problema non è tanto il mio gusto, che vale quel che vale cioè poco, ma il fatto   che non appena provavo a dire questa mia idea, questo mio gusto in giro, venivo guardata con sufficienza e tacciata di ciarlataneria e trogloditismo: il gelato di Grom ormai è uno status - symbol, un marchio di figaggine per chi lo produce e per chi lo consuma, e il solo fatto di non essere d'accordo sulla bontà dello stesso ti faceva cadere nel girone degli incompetenti del gusto.
Per quanto la decisione del Codacons non sia certo un giudizio di gusto, di processi o di materie prime, che rimangono tutti  a livello di eccellenza, è comunque una precisazione che certo Grom non inserirà tra le "pubblicità gratis positive" dei suoi bilanci,  anche se non credo che questa, per fortuna loro,   cambierà minimamente i loro bilanci o i gusti dei loro fan, che rimangono e rimarrano fedeli al loro gelatiere di fiducia così come al loro I-phone.
Ma almeno, io, una piccola rivincita me la sarò presa, contro gli osannatori e fanatici di Grom a tutti i costi: il gelato NON è  artigianale, è un semilavorato con tutto quel che ne consegue e  io me lo  sentivo già sotto le papille ancor prima del codacons! Altro che sgardi di sufficienza!
Solo  ancora una cosa: fino a ieri mi pareva di essere l'unica a dire in giro, tra sguardi di sufficienza e commiserazione,  che il gelato di Grom non era di mio gradimento. Ora invece, dopo questa decisione del Codacons, pare che la pensassero tutti così, tutti come me. Ma..dove erano, dove eravate, tutti, .."prima"???

8 commenti:

  1. Quel che è giusto è giusto! io ho il mio gelataio di fiducia e se voglio un vero gelato artigianale so dove andare! non c'è molto da stupirsi di questa decisone o da arrabbiarsi, o si chiarisce che è artigianale o a fare il gelato con i preparati sono buoni tutti! ps: anche a me il gelato Grom non mi ha mai fatto impazzire ;)

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    1. Infatti...uno può fare cosa vuole, e non artigianale non è certo sinonimo di cattivo ma...basta chiamare le cose col loro nome, giusto? .-)
      Ciao, buona giornata
      Cinzia

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  2. La grande tristezza è vedere in vendita le basi di gelato persino nelle gastronomie come Castroni (a Roma). Ma se in casa ti devi fare un gelato così, ma che te lo fai a fare? L'ignoranza di cosa sia il cibo non industriale, insieme all'indulgenza verso porcherie varie e processi di lavorazione non necessari fanno il resto.
    Quanto a Grom, lo trovo accettabile in situazioni di emergenza, tipo Parigi dove mi spiace, i francesi proprio non sanno cosa sia un gelato serio. Ma in Italia, beh... sempre più difficile trovare un buon gelato, questo sì, ma non impossibile. Ma finché sui blog ti diranno che il gelato lo fai frullando lo yogurt con la frutta surgelata... piacevole, fresco, chi lo nega. Ma gelato no.
    Purtroppo queste cose cambiano il gusto, appiattendolo dietro montagne di grassi e zucchero. E alla fine diventano il modello vincente, a tutto danno del prodotto realmente artigianale, che scompare.

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    1. Pellegrina, sempre precisa nelle tue risposte...è vero, sul web impazzano cose furbe, gelati di frutta e altre cose, e nulla è più chiamato col loro nome. E tutti, abbocchiamo...
      Ciao Pelle, e grazie!
      Cinzia

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  3. francamente, non per essere snob, ma non ho mai assaggiato il gelato Grom.
    mia sorella, dopo aver letto il libro, era diventata una loro assidua fan, ma vedo che la notizia non l'ha impensierita più di tanto, ergo proseguiamo nella nostra florida attività di consumatrici seriali di gelato... non GROM non ARTIGIANALE

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    1. Ahah, anche io continuo floridamente e mangiarmi i miei buoni gelati torinesi....-))
      Ciao, e grazie

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  4. Cinzia, te l'ho sempre detto anche io! Marcella

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    1. Già Marcella, mi ricordo che mi avevi detto che all'estero era ancor più acquoso! Beh, siamo giù in due..-)

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