TORINO FOOD

venerdì 7 novembre 2014

PARIS-BREST con crema mousseline di Philippe Conticini



Con la sontuosa crema mousseline sopra...




e con la classica,  intramontabile  crema Chantilly, alias panna montata con zucchero…


Lo fai una volta.
E si affloscia.
Lo fai la seconda, e si affloscia.
Lo rifai la terza: idem
La quarta ti inczzi, e lo  fai più piccolino.
E si affloscia;  meno, ma si affloscia sempre.
La quinta volta lo tiri fuori dal forno che, dentro, è completamente crudo.
E poi ti viene un'illuminazione.
Un lampo.
Anzi, una deduzione logica. Un sillogismo.
Considerato infatti che NON può essere assolutamente la ricetta di Montersino ad essere sbagliata - fosse anche solo perché la pasta choux  di Montersino l'ho fatta varie volte ed è sempre cresciuta che è  una meraviglia -  allora deve essere…deve essere…IL FORNO!!!
Se poi ripensi alle due crostate finite nella munnezza negli ultimi dieci giorni in quanto manco dopo un'ora erano cotte, allora ti accorgi che forse veramente il tuo caro, amato, vecchio (mica tanto: solo tre anni) forno, forse ha un problema. Cioè, ti accorgi che forse il tuo forno ha VERAMENTE un problema, e che non è solo una scusa per giustificare prove deludenti di una cuoca dilettante, è guasto veramente! Perché non ci ho pensato prima? Perché? Perché ho deciso di fare il Paris -  Brest proprio ora, che mi si è guastato il cz di forno e io manco me ne ero accorta? E poi, mica ho deciso di fare un Paris - Brest qualsiasi, ripieno di volgarissima (oddio..) crema pasticciera e crema chantilly, alias panna montata, macché, io ho deciso di fare "IL" Paris - Brest più buono (pare) di Parigi,  non di Torino o di Cuneo, no, di Parigi,  quello di Philippe Conticini! "Pare" (come la "tanto gentile e tanto onesta donna tua…;"), perché io a Parigi è dall'età della gita scolastica in quarta liceo che non ci vado più, quindi a occhio e croce da più di (agh)  trent'anni, ma   ho letto vari commenti in rete e il Paris - Brest di  Conticini "pare" (etc etc..;-) proprio essere il massimo. E' vero, non l'ho mai assaggiato, ma mi fido di quanto leggo in giro, su siti più autorevoli e blasonati di questo mio quadernuzzo di ricette senza pretese.
E cmq il merito di questo "podio" di Conticini per il suo Paris - Brest non penso sia causato dalla pasta choux, per quanto ottima, ma soprattutto dalla crema. Ho questa netta impressione; ed ho ragione.
Basta provare a farla: otterrete una  crema che - con un po' di sbattimento in più rispetto ad una banale crema pasticciera  - vi darà una delle creme più ricche e aromatiche e vellutate che abbiate mai assaggiato. Persino un peccato ficcarla in un mega bignè (perché di questo si tratta, in fondo) invece di mangiarla a manate! Una crema che  ho scoperto chiamarsi "mousseline", e che comprende l'aggiunta di burro freddo, che le dà una consistenza di velluto. Ma in più, questa è …pralinata. Pralinata, capite? No, non capite. Non potrete capire finché non la assaggerete.  Certo, dovrete preparare il pralinato, cioè fare il caramello, non farlo bruciare, non ustionarvi voi stessi,  tostare le nocciole,  mettere il caramello caldo sulle nocciole tostate, ficcare in frigo una o due ore, riprendere il tutto, spaccarlo (letteralmente) con le mani, ficcare nel frullatore e ridurre in polvere, ma poi avrete un pralinato che impreziosirà in modo regale la vostra crema mousseline (ora che l'ho imparato, questo termine, lo sfoggio!).  Avrete una tra le creme più buone mai assaggiate in vita vostra, che nemmeno da lontano ricorda una crema pasticciera che la sottoscritta, come sa chi ha la sventura di leggere questo blog, non ama. Una crema "onctuose" dicono i maestri pasticcieri francesi. In italiano suona malissimo, traduciamo beceramente, nella nostra testa, con "crema unta", che suona veramente malissimo ed evoca al massimo chili di polenta "concia"  bella unta o manate di melanzane fritte grondanti olio da tutte le parti. Invece il termine , molto usato nella pasticceria francese, indica una consistenza vellutata, morbida, …unta, ecco.  E quindi, quando mi decido a fare tutto 'sto sbattimento di pralinato, crema unta, e la pasta choux e questo e quell'altro? Naturalmente quando il cz di forno ha deciso di lasciarmi, di guastarsi. E lo fa pure in maniera subdola, il maledetto!  Mica che non si accende, o  si spegne di colpo o si accende ma è freddo, no, no..si accende, scalda, la roba la cuoce pure un po',  e ti dà l'impressione di non essere lui, il guasto, ma tu. Tu che non sai come si usa un forno. Tu che non sai cuocere bene le cose. Tu che sei un impiastro e te la tiri pure, a tal punto che hai  un blog di cucina e manco sai cuocere una crostata come si deve! Ma alla fine, anche io ci arrivo. Sta' a vedere che è proprio il forno! Certo, DEVE essere così (per il motivo riportato all'inizio del post). E quindi, chiamo subito i tecnici. Che arrivano, guardano, controllano, misurano. E vedono - e anche io vedo- che il display del forno segna 180° mentre quello della sonda dei tecnici ne misura 137°. E scende ancora. Fino a 131.  Cinquanta gradi in meno di quanto segnato sul dispaly! E ci credo che non mi venivano i bignè!! E' già stato un miracolo che mi siano usciti quelli della foto!  E sì, perché ormai avevo la "mousseline", e anche se un po' l'ho congelata e messa da parte  per ..bignè migliori,   volevo assolutamente degustare il Paris -  Brest di Conticini! E quindi, in  qualche modo, ho cercato di sfornarne almeno un paio decenti e poi li ho farciti. 
Ed ecco il mio Paris - Brest di Conticini.
Che dite? Che sotto c'è scritto varie volte Montersino? Beh, sì…la ricetta è di Conticini, ma il metodo…la maniera…il modo in cui ho fatto le cose, è  di Montersimo, chi altri?
Ah, anche la crema pasticciera  è di Montersino? Ah, beh, tanto la crema pasticciera è tutta simile, tanto vale fare quella di…Montersino, no? 
Come dite?
Anche il pralinato è eseguito sulle basi di una ricetta di Montersino?
Accidenti….non me ne ero accorta!
Come dite? Che questo Paris  - Brest di Conticini, di Conticini non ha praticamente nulla se non l'idea della crema mousseline con il pralinato?
Come dite, ancora?
 Che il Paris - Brest di Conticini prevede di guarnire la superficie con della pasta craquelin (una sorta di frolla senza uova che li rende fragranti in superficie con un bell'effetto "crepato", come dice anche il nome, ahaha - battuta idiota, lo so!), mentre invece il mio Paris Brest non ce l'ha ed è una normale pasta per bignè  sola soletta senza craquelin?
Oddio…è vero…è tutto vero…
Ma allora, di Conticini, cosa c'è, in questo Paris - Brest??
C'è l'idea, e  spesso, basta e avanza.



p.s. a parte gli scherzi, del Paris Brest di Conticini, quello che mi interessava era la crema mousseline, formata da crema pasticciera con aggiunta di burro, pralinato, lasciata "decantare" in frigo diverse ore  e poi montata con le fruste elettriche.  Una delle cose più buone che vi sarà capitato di assaggiare nella vita. 

E per il resto?
Beh, tutto il resto…è Montersino!



p.s. n. 2: quelli delle foto, sono i mini Paris Brest  che sono riuscita a cuocere nonostante avessi il forno rotto (e non lo sapessi). Direi che per avere un forno che arrivava a nemmeno 140°C, e le prime due infornate buttate nella spazzatura,  è già stato un miracolo che siano cresciuti così!


3° P.S.: in fondo alla ricetta, ho riportato una…"analisi comparata" delle ricette di pasta choux di alcuni Maestri pasticcieri tipo Hermè, Conticini, Roux , Knam e..Montersino (ma va?), con le percentuali di ogni singolo ingredienti. A me, le percentuali aiutano molto, spero anche a chi legge


Come dite?
Ho scritto tutto ma non cosa significa "Paris - Brest"?
Poco male: tutti, tutti, tutti i santi blog di cucina ostentano la cultura del loro autore sbrodolando chili di parole, su questo nome. Io questa cultura non l'avevo: fino a qualche anno fa forse manco avevo visto un Paris -Brest in giro nelle pasticcerie, ma solo dei semplici bignè, e quindi non ho nulla da ostentare, né da mostrare. Se siete curiosi, fatevi un giro in rete.:-)


E ora, finalmente, la ricetta dei miei Paris-Brest della rinomata coppia Montersino/Conticini, e forno rotto.-)




PARIS - BREST  con crema mousseline di Philippe Conticini

Per il pralinato (da una ricetta di Luca Montersino): 


Ingredienti:
45 gr di nocciole, spelate grossolanamente
45 gr di zucchero

Esecuzione.
Fate tostare per una decina di minuti le nocciole in forno, a 150° C.
Sfornare e mettere su un piano, sopra un foglio di alluminio, sbucciandole grossolanamente ("impastandole" con le mani su un piano di lavoro per qualche secondo).
Metterle poi su un piano, su un fogli di carta forno, e disporle vicine, su uno strato solo.
Preparate, con lo  zucchero, un caramello a secco, facendo caramellare lo zucchero fino ad avere un colore ambrato. 
Rovesciare il caramello sullo strato di nocciole, e,una volta intiepidito il tutto,  coprire con un altro foglio di carta forno e porre in frigo per circa un'ora o fino a quando il caramello sarà ben indurito e freddo.
Riprendere poi il caramello con nocciole ben freddo dal fringo, rompere a pezzi e frullare nel robot con le lame fino ad avere una polvere fine: il pralinato.


Per la crema mousseline  pralinata di Conticini :

(Io ho dimezzato le dosi e, solo per la crema pasticciera, che è alla base della mousseline,  ho utilizzato la ricetta di Montersino, riportata più avanti in colore blu, a cui ho poi aggiunto pralinato, gelatina e burro per ottenere la mousseline)

Crema pasticciera:
260 gr latte intero
50 gr panna
60 gr zucchero
60  gr di tuorli (circa tre)
30 gr di amido di mais (oppure 15 di amido di riso e 15 di amido di mais)

e inoltre, per fare la crema mousseline pralinata:

2 gr di gelatina alimentare
140 gr di burro morbido tagliato a cubetti
170 gr di pralinato

(Io ho seguito, però, per la crema pasticciera -  che è la base della crema mousseline - non la ricetta di Conticini ma quella di Montersino, che riporto qui sotto per mia comodità, in colore blu.  Chi legge potrà scegliere quindi di eseguire la crema pasticciera, base della mousselilne, secondo la ricetta di Conticini, più sopra, o come me, quella di Montersino, che riporto qui.  Per arrivare dalla crema pasticciera alla mousseline, occorrerà poi aggiungere burro, gelatina e pralinato come di seguito descritto).

Per la crema pasticciera di Luca Montersino (ricetta seguita da me e che potete trovare  anche qui)


INGREDIENTI (per  430 gr di  crema totali):


200 gr di latte intero
50 gr di panna fresca
20 gr di amido di mais ( o  10 gr di amido di riso e 10 gr di amido di mais)
75 gr di zucchero semolato
80 gr di tuorli (circa 4)
mezza bacca di vaniglia bourbon (o una punta di bacche di vaniglia in polvere o un cucchiaino di estratto)

e inoltre, per fare la crema mousseline  pralinata: 
2 gr di colla di pesce
170 gr di pralinato preparato precedentemente
140 gr di burro morbido a cubetti

(per me, dosi per ottenere circa 3 etti tot di crema:
160 gr di latte
40 gr di panna
60 gr di tuorli (3 tuorli)
60 gr di zucchero
13 gr di amidi totali
un pizzico di sale)

ESECUZIONE   (metodo Montersino):
In una ciotola, montate i tuorli con lo zucchero, aggiungere la bacca di vaniglia e infimi l'amido di mais e l'amido di riso (o l'amido di riso da solo).
Nel frattempo mettete a bollire, preferibilmente in un pentolino antiaderente, il latte e la panna.
Raggiunto il bollore, unite al latte la montata di uova e fate cuocere per un minuto circa, mescolando con una frusta.
Togliete dal fuoco e, dopo qualche minuto (la crema dovrà avere una temperatura di circa 85°), aggiungere la gelatina idratata e strizzata, girando accuratamente per farla sciogliere.

Aggiungete quindi il pralinato, mescolate per bene  ed unite infine i pezzetti di burro, uno per volta, girando bene dopo ogni aggiunta.
Fate raffreddare la crema, immergendola in un bagnomaria di acqua e ghiaccio, e dopodiché emulsionatela brevemente con un mixer a immersione.
Mettete la crema in frigo per una notte (io tutta la mattina),  dopo averla coperta a contatto con una pellicola e, il giorno successivo, montatela con le fruste elettriche per circa  quattro o cinque minuti.


PER LA PASTA CHOUX:

Ricetta di  Luca Montersino (che potete trovare  anche qui)
per circa 30 bignè (o per 5/6 Paris - Brest di diametro interno di 5 cm ed esterno, da cotti, di circa 15 cm)

165 burro

175 farina
185 ml acqua
25 ml latte intero
270 uova intere
pizzico sale

( volendo ottenere solo 2/3 Paris Brest del diamentro di 5 cm interno, seguire le dosi sotto riportate)

90 acqua
80 burro
85 farina
15 latte
135 uova intere (3 piccole o medie)
sale



ESECUZIONE:



Mettere in in pentolino l'acqua e il burro a pezzetti, e far prendere bollore, facendo attenzione che tutto il burro sia sciolto. Setacciare la farina e unirvi il sale. Versare la farina, tutta in un colpo, nel pentolino con l'acqua e il burro bollenti, e girare velocemente; il composto, data l'alta percentuale di burro, non farà grumi. Mantenere sul fuoco e far cuocere, sempre girando, finchè il composto non si staccherà completamente dalle pareti del pentolino, lasciandole pulite (un minuto circa, non appena il composto si stacca dalle pareti formando una sorta di palla compatta). Togliere dal fuoco e trasferire nella ciotola della planetaria con gancio a K (oppure, a mano, in una ciotola; si può anche lasciare nello stesso recipiente di cottura); inserire il latte freddo, sempre girando.  Inserire le uova, non mettendo l'altro uovo finchè il precedente non si è completamente assorbito; il composto dovrà avere la consistenza di una crema pasticciera, cioè essere cremoso: in caso non lo fosse, aggiungere un po' di uovo, precedentemente battuto.   Imburrare la teglia da forno e con un foglio di carta da cucina togliere l'eccesso di burro; non usare carta forno.Con un sac à poche con bocchetta liscia da 1 cm, formare un cerchio di 5 cm di diametro interno, farne un altro  a fianco, esternamente, ed uno sopra i primi due, al centro, per i Paris Brest più piccoli (oppure, con una bocchetta rotonda da 14 mm, fare un solo cerchio di diametro di circa 15 cm)
Infornare a forno  rigorosamente statico a 220° per  20 min. (potrebbero essere necessari altri 5/10 minuti per il Paris Brest più grande);  negli ultimi  cinque minuti -cioè a tre quarti della cottura -  potrebbe essere utile aprire lo sportello per due secondi, come consiglia Montersino in Peccati di gola, per far uscire l'umidità dal forno:  per  dolci più grandi dei singoli bignè, tipo Paris-Brest o éclairs, potrebbero occorrere anche 30 min, abbassando la temperatura del forno a 200 dopo i primi 20 min. Verificare sempre, prima di terminare la cottura, che i nostri dolci siano ben dorati e gonfi. Eventualemente, una volta spento il forno, invece di sfornare subito la teglia, inserire nella porta del forno il manico di un cucchiaio di legno e lasciare che i bignè si secchino nel forno spento e semiaperto fino a completo raffreddamento).
Sfornare e far raffreddare.
Una volta completamente raffreddati i singoli Paris Brest o il Paris Brest più grande, tagliare in due, e con l'aiuto di un sac à poche riempire con la crema mousseline al pralinato. Ricoprire con la parte superiore e spolverizzare, volendo, di zucchero a velo.


VARIAZIONI DI DOSAGGI IN BASE ALLE UOVA

Se vorremo fare solo 2 o tre Paris Brest, basterà un ricetta con due uova, del peso totale circa di 100 gr.
Volendo trovare le dosi degli altri ingredienti, partendo dalla ricetta base di Montersino sopra riportata, e ponendo come condizione di base che le uova debbano essere due, per un peso di 100 gr, allora, con la proporzione 
270:x = 100
troveremo X cioè il valore per cui dovremo dividere anche gli altri ingredienti fatto il peso delle uova uguale a 100. In questo caso, x è uguale 270/100 cioè 
x = 2,7.
Questo è il numero per cui dovremo dividere tutti gli altri ingredienti se vogliamo che il peso delle uova sia 100.Troveremo quindi

Dosi in base ad uova= 100 gr:
uova  gr 100
liquido (acqua + latte)= 75
burro=60
farina= 65
sale, un pizzico. 

Con la stessa proporzione, cioè 270:x=50, troveremo le dosi per un uovo solo, 50 grammi, con x, il divisore  pari quindi a 5,4 e quindi

uova = 50
acqua (+ latte) = 37
burro = 30
farina = 32
sale

E lo stesso procedimento volendo utilizzare tre uova (150 gr circa), con divisore 1,8

150 gr uova
111 = liquido
92 = burro
97 = farina
sale


ANALISI "COMPARATA" DELLE RICETTE DI PASTA CHOUX DI ALCUNI PASTICCIERI: VALUTAZIONE PERCENTUALE DEGLI INGREDIENTI.



Riporto anche, per mia comodità ma anche per chi fosse interessato, le dosi di alcuni tra i pasticcieri più noti, corredate  dalle relative percentuali in relazione ad ogni singolo ingrediente sul totale della preparazione. A me, le dosi percentuali aiutano molto,  e spero quindi che siano utili anche a chi legge.


L'esecuzione, invece, rimane la stessa sopra riportata per tutte le ricette.


Devo ringraziare il forno che si è rotto, per questa analisi, perché prima di fare questa scoperta, imputavo alla ricetta le mie disfatte relative a bignè, Paris Brest e compagnia bella, alla maggiore o minore dose di acqua, farina o burro. Invece no, era il forno. Ma non per questo le ricette sono tutte uguali. Come dice Montersino ( ma no?) in "Peccati di gola", i tipi di pasta choux sono essenzialmente di tre tipi:

Ricette "pesanti": cioè ricche di farina e povere di burro, che cuoceranno a 180°
Ricette "medie", con burro e farina di pari peso, che cuociono a temperature di 200°
Ricette "leggere", povere di farina e ricche di burro, che cuociono a temperature di circa 220°. 
Tutte a forno STATICO.
Inoltre, la pesantezza o leggerezza di una massa, si misura in base al peso di burro e farina: più farina si utilizza, rispetto al burro,  e più si avrà un bignè con pelle grossa ed elastica. Più burro si usa, rispetto alla farina, più si avrà una pelle sottile, friabile ed un bignè completamente vuoto.
Da ricordare inoltre che le uova, che con le loro proteine  creano un legame col grasso del burro , forniscono al composto la struttura necessaria per far sì che il vapore possa far aumentare la massa (più acqua avrà incorporato la massa, il il prodotto, a contatto con il calore, si svilupperà in volume durante la cottura).


Pasta choux di Philippe Conticini uguale a Pierre Hermè:

125 ml acqua                                   16%

125 ml latte                                     17%  per un tot. liquidi del 33%
110 gr di burro                                 19%
140 gr di farina                                 15%
5 uova (250 gr circa)                          33%
1 cucchiaino colmo di zucchero
1 cucchiaino raso di sale


Pasta choux di Montersino, dosi in grammi:


liquidi                          200           25% (di cui 185 gr acqua e 25 latte)
farina                          200           24%
burro                           165           20%
uova                            270           32%
sale


Pasta choux di Ernst Knam: 

liquidi                               250         31%
farina                               150         19%
burro                               100          13%
uova                                 300         38%
sale




Pasta choux di Michel Roux ( e Atelier del Chefs)


liquidi: ml                       250   36%   (di cui 200 acqua e 50 latte scremato)

burro: gr                        100   14%
farina                             150    21%
uova                              200    29%
3 gr sale 
10 gr zucchero



















8 commenti:

  1. eccola la famosa crema pralinata, finalmente ho capito cos'è!
    spettacolo!
    come avevo già detto da qualche altra parte, e non ricordo più dove, conoscevo la mousseline come teoria, mai assaggiata, ma deve essere una goduria pazzesca.
    il fegato non ringrazia, però...già si parte da una crema pasticcera con una percentuale di panna, poi ci si schiocca del burro, una poesia di colesterolo :P
    devo dire però che io sto paris brest mica lo vedo tanto sgonfio.
    dalla mia altissima esperienza in materia di paris brest (numero di brest preparati = 0) lo vedo bello cicciotto e in forma. aspe' forma cioè nella forma giusta, non nell'accezione di magro.
    quindi me gusta mucho!
    per il forno beh...ma che diavolo gli era preso? 130 gradi? ahaha il forno rincoglionito! ma il problema esattamente qual'è? te l'hanno detto? cioè semplicemente un problema di termostato mal regolato, oppure è lui poverello che non scalda?
    guarda io ho un'esperienza con il mio forno schizzato che potrei scriverci un libro.
    allora te pensa, io preparo i miei dolci con un forno industriale che avrà si e no 30 anni. ma cucina bene eh...niente da dire. solo che è antidiluviano.
    però non si cambia perchè i dolci vengono perfetti e cucina ancora che è una meraviglia! c'è solo da prenderci un attimo la mano, che tipo se arriva qualcuno da fuori e ci fa un dolce viene un disastro perchè non sa come usarlo.
    allora ti dico solo questo. innanzitutto è a gas. quindi è un casino perchè i dolci li devi mettere in alto sennò sotto bruciano, ma capito qual'è il ripiano poi vengono perfetti.
    poi è senza vetro, ossia ha uno sportello in acciaio pesante tipo 300 kg (che per me è una gioia) e quindi non sai mai cosa sta succedendo dentro, e devi andare ad odore. tipo sono passati 20 minuti e dici "che cazzo faccio? apro o non apro per girare il dolce?" allora annusi l'aria in cerca di indizi olfrattivi di abbruciaticcio, perchè di solito i 25 minuti sono troppi, cioè devi aprire e girare prima che cuoce + veloce dei normali forni!
    terzo inconveniente: non ha i gradi. ahahaha
    ha solo dei numeri da 1 a 9.
    l'uno rappresenta circa 90 gradi e poi su su di 30 gradi in 30, quindi il 2 è 120, il 3 è 150, il 4 è 180, il 5 è 210 etc.
    io so che devo mettere tra il 4-5 (cosa ottenuta empiricamente dopo vari tentativi e dolci che non gonfiavano al 4 o bruciavano al 5) e vengono perfetti.
    ma guarda te che vitaccia da pasticceri!!!

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  2. Ma allora ogni volta che cucini qualcosa in forno, ti guadagni un pezzo di paradiso!!! Chissà quanti peccati hai da scontare, per ritrovarti a usare 'sto ferravecchio ahahah…e bbbuttaloo;-)
    Vado subito a rivedermi i tuoi piatti al forno, ora li apprezzerò tre volte di più, sapendo che vita che c'è dietro!!;)
    Un abbraccio, ciao!!
    Cinzia

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  3. Ah, Valentina, giusto per dire..si è rotta la scheda elettronica, quella che comanda tutto, gradi, tempi, programmi etc…non era un problema vero e proprio del forno, cioè la parte che scalda, ma un accidenti di centralina elettrica, se ho ben capito. Notare che è uno Smeg mega che mi han regalato dei parenti tre anni fa, praticamente nuovo, fighissimo, certo e cuoce, anzi, cuoceva benissimo, ma se solo dopo tre anni già la parte elettrica va a farsi friggere….ben vengano i vecchi, cari forni a gas! Ora è ancora "via", il tecnico sta aspettando la scheda, perché mica ce l'aveva in magazzino…e io son senza forno, …sighhh
    Ciao Ale, a presto
    Cinzia

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  4. ecco, hai centrato il punto! il bello di quei forni è che sono eterni!
    e chi lo cambia?
    il tuo fighissimo mega smeg, che ci credo cuocia da dio, ma se dopo 3 anni già comincia a dare problemi (come la lavatrice Lg che abbiamo noi in hotel, dopo 6 mesi ci chiamarono dicendoci "ehm...aspettate un attimo ad accenderla, sono stati rilevati dei malfunzionamenti nella scheda elettrica di tutti quei modelli e potrebbe esplodere" O_O ahhh bene, ce lo dite dopo 6 mesi di 4-5 lavatrici al giorno...alla buon ora che lo scoprite!)
    cmq dicevo, purtroppo la roba nuova essendo elettronica non è fatta per durare, basta un piccolo malfunzionamento e tutto va in palla, e dopo tot anni puoi buttare il tutto perchè l'elettrodomestico è vecchio.
    pensa te che quel forno si accende ancora con la scintilla ahahah
    c'è un meccanismo per cui te giri la rotellina con i numeri, dai gas e poi pigi un tasto che innesca la scintilla che infiamma il gas che passa nei tubi.
    lo stesso meccanismo con cui si accendono i fornelli per farla breve.
    il che significa che se va via la luce, o se la scintilla si rompe, tu puoi tranquillamente accenderlo con un fiammefero o un pezzetto di giornale arrotolato!
    e non si rompe, non si guasta, non c'è da chiamare tecnici e manutentori. voglio dire, la volta che si rompe SI ROMPE. cioè è da tirare nell'immondizia, tutto. vuol dire che è morto cadavere! ma spero più tardi possibile.

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  5. Grazieeeee. Il Paris Brest è il dolce preferito di mio fratello che è celiaco per cui cercherò, in base ai tuoi preziosi suggerimenti con le percentuali, di farne una versione sg. Ogni anno a Natale gli faccio un dolce per lui per non farlo sentire escluso dalla gioia del dolce a fine pranzo. Le prove fatte finora sono state davvero deludenti. La base del Paris Brest sembrava un frisbee. Aiutoooo. Grazie ancora. Ti farò sapere se questa volta grazie a te mi è venuto decentemente. n.b: con la farina normale i bignè mi sono sempre venuti benissimo anche se li facevo a "istinto". Speriamo...

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    1. Ahah, Anonimo, sapessi quanti freesbee ho fatto io...;-) Ciao e grazie!
      cinzia

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  6. Stra-maga-ultra GRAZIE. Seguendo i tuoi preziosi suggerimenti ho potuto trovare le percentuali giuste per la farina di riso, la fecola di patate e la maizena. Ora sta raffreddando e più tardi sarà riempita con una crema mousseline al pistacchio. Sei stata preziosa. Segnalerò il tuo blog a tutte le amiche e alle conoscenti. Grazie ancora.

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    Risposte
    1. Anonimo, sei gentilissimo! Il Paris Brest è da tenere d'occhio soprattutto nella cottura, perché va a rischio di collassare, ma una volta imparata la cottura nel proprio forno, si va anche è un piacere. Grazie ancora a te! Cinzia

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